venerdì 20 gennaio 2012
​Rita Spina è morta nell'ospedale calabrese dopo aver partorito con il taglio cesareo. La ragazza ha avvertito dei malori ed è stata successivamente trasferita in rianimazione. I parenti: stava male, nessuno è venuta a visitarla. Dieci indagati, sequestrate le cartelle cliniche.
COMMENTA E CONDIVIDI

​Antonio – due chili e 600 grammi di vitalità – piange in braccio alla nonna, che lo culla con le lacrime agli occhi. Non lacrime di gioia, come richiederebbe la nascita di un bebè: la mamma del piccolo – Jessica Rita Spina, 19 anni – è morta ieri mattina all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Crotone. Ha conosciuto il suo bambino, lo ha stretto a sé, sorridendo contenta guardandogli le manine e la bocca urlante e sdentata: non immaginava, Jessica, che sarebbe morta nel giro di 48 ore. Dopo il parto cesareo – tre settimane prima del termine della gravidanza – la ragazza ha cominciato a stare male, si lamentava con la mamma e con Andrea, il suo compagno: la respirazione si faceva faticosa, la diuresi era scarsa e dolorosa. Secondo il racconto dei familiari, i medici – sebbene ripetutamente interpellati – sono intervenuti solo dopo ventiquattr’ore, quando la ragazza è stata visitata da uno pneumologo che ha segnalato il collasso di un polmone e un blocco renale. Immediato il trasferimento della paziente dal reparto di ginecologia a quello di rianimazione. Nel frattempo, però la diciannovenne ha subito anche un arresto cardiaco ed è stata rianimata dai medici. Ieri mattina all’alba, tuttavia, è deceduta.Sulla vicenda ha aperto un’inchiesta la Procura della Repubblica di Crotone: per accertare le cause della morte sul corpo della ragazza lunedì mattina verrà eseguito l’esame autoptico. Gli inquirenti stanno analizzando i verbali di interrogatorio dei medici e stanno valutando anche la cartella clinica sequestrata stamane dopo il decesso. Jessica avrebbe dovuto conseguire quest’anno il diploma al liceo socio biologico “Gravina”, anche se nel frattempo era rimasta incinta. E quel bambino lo voleva. Tanto: lo ha voluto chiamare Antonio, come il padre, agente di polizia penitenziaria, morto un anno fa per un male incurabile. Anche l’Azienda sanitaria provinciale di Crotone ha nominato una Commissione d’inchiesta interna sulla morte della neomamma. «In seguito al decesso di Jessica Rita Spina – si legge in una nota stampa firmata dal direttore sanitario dell’ospedale, Angelo Carcea – dopo attenta valutazione della documentazione sanitaria, al momento non sarebbero emerse responsabilità dirette dei sanitari che hanno avuto in carica il paziente».Ignazio Marino, presidente della Commissione d’inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale, ha dichiarato che «la sanità calabrese è da tempo sotto osservazione della nostra Commissione anche per quanto riguarda il parto cesareo. A Reggio Calabria – prosegue Marino – il 65% delle donne viene sottoposto a parto cesareo, anche se l’Organizzazione Mondiale della Sanità sostiene che la media dei parti cesarei dovrebbe arrivare al 13,7%. Per di più l’intervento avviene generalmente in piccole strutture private accreditate, quasi sempre di mattina, in un giorno feriale. Una scelta che sembra motivata dalla possibilità di ottenere un rimborso economico per l’intervento più che dalla tutela della salute delle pazienti». DIECI INDAGATI, SEQUESTRI IN OSPEDALEDieci persone, tra medici ed infermieri dell'ospedale di Crotone, sono finite nel registro degli indagati. La Procura di Crotone ha deciso di sottoporre ad indagine tutti coloro che hanno avuto in cura la ragazza dal momento del suo ricovero e fino alla morte. Una undicesima posizione è al vaglio degli inquirenti. L'ipotesi di reato è di omicidio colposo. Gli agenti della squadra mobile di Crotone stamane stanno effettuando l'acquisizione di nuovi documenti nell'ospedale di Crotone dove è stata ricoverata Jessica Rita Spina.   L'attività investigativa è diretta dal sostituto procuratore Enrico Colagreco e viene seguita personalmente dalProcuratore della Repubblica, Raffaele Mazzotta. La Procura già ieri ha disposto l'acquisizione della cartella clinica e gli agenti della squadra mobile hanno sentito tutti i medici che hanno avuto in cura la ragazza morta.Per consentire la nuova acquisizione dei documenti e la notifica dell'avviso di garanzia ai medici ed infermieri indagati la Procura ha deciso di rinviare a mercoledì mattina lo svolgimento dell'autopsia che sarà svolta dal medico legale dell'Università di Catanzaro, Pietrantonio Ricci.

© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: