martedì 3 dicembre 2019
Assegnato il porto, martedì il capomissione Matias della nave della Ong SeaEye: «Nelle ultime 72 ore abbiamo evacuato 12 persone per urgenze mediche. I 3 bimbi e la donna incinta sono ancora a bordo»
 Dopo 5 giorni di attesa, la nave Alan Kurdi approda a Messina
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Soltanto nella serata del quinto giorno in mare, arriva l'assegnazione del porto sicuro di approdo per la nave Alan Kurdi rimasta dal 28 novembre in attesa di ricevere indicazioni per il pos, place of safety: «Stiamo cercando di scappare dal brutto tempo, e vorremmo attraversare il Stretto di Sicilia perché il meteo peggiorerà ancora: da domani sono previste onde alte 2 metri e mezzo» ha spiegato il capomissione a bordo della Alan Kurdi, l'argentino Juan Matias.
Nei giorni scorsi era già stata fatta la richiesta di un place of safety alle centrali marittime che coordinano i soccorsi di Roma, La Valletta e Brema, essendo la Alan Kurdi una nave battente bandiera tedesca.

«La situazione nostra nave non è per niente buona: abbiamo ancora 61 persone a bordo delle 84 che abbiamo soccorso cinque giorni fa. Tra loro ci sono 17 donne, 21 minori, di cui 3 bambini molto piccoli sotto i 3 anni.

Nelle ultime 72 ore abbiamo avuto 3 evacuazioni mediche d'urgenza per 12 persone che sono state portate di urgenza in ospedale, assieme ai loro familiari. Questa mattina sono svenute altre tre donne e nel contempo stanno terminando i farmaci che avevamo a bordo. Però i tre bambini sotto i tre anni e la donna incinta di quattro mesi non sono stati considerati persone vulnerabili da far scendere immediatamente a terra».


Ansia e nervosismo per chi è ancora a bordo si fanno sentire: «Hanno visto la terra, hanno visto sbarcare altre persone e hanno ancora nella testa i fantasmi e la paura della Libia. Abbiamo bisogno di una soluzione non resisteremo per più di un paio di giorni».


«Chiedo al presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte di intervenire per garantire lo sbarco immediato di migranti in emergenza a Palermo». Così, su Twitter, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha risposto all'appello della Ong tedesca Sea Eye che ha chiesto l'attracco per far scendere a terra le 61 persone soccorse 5 giorni fa. Immediata la risposta della Sea Eye che ha scritto ancora su Twitter: «Caro Orlando, grazie per la solidarietà! Ci avviamo verso il porto di Palermo».
Va precisato, però, che nessuna autorizzazione è finora giunta sull'imbarcazione Alan Kurdi che prova a fare rotta verso lo Stretto di Messina per scampare al brutto tempo.

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