Meloni interviene sul caso Roggero: «Mi aggredisci. Mi difendo. E dovrei risarcirti io? Non è giusto»

La presidente del Consiglio su X: «Lo Stato sta dalla parte delle persone perbene. Non dei criminali». Intanto per il gioielliere condannato arriva l'ordine di carcerazione. Si sta dirigendo verso il carcere di Bollate per costituirsi. La moglie deposita la domanda di grazia. Tajani: «Decide Mattarella, ma credo che possa avere il perdono»
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July 17, 2026
Il post pubblicato dalla Premier Giorgia Meloni sul suo profilo Instagram
Il post pubblicato dalla Premier Giorgia Meloni sul suo profilo Instagram
Il caso Mario Roggero continua a dominare il dibattito politico e riaccende lo scontro sulla legittima difesa. Mentre arriva la notizia della firma dell'ordine di carcerazione per il gioielliere di Grinzane Cavour, pronto a costituirsi per la condanna in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo dopo l'assalto al suo negozio nell'aprile 2021, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni interviene con un messaggio destinato ad alimentare la polemica. «Mi aggredisci. Mi difendo. E dovrei risarcirti io? Non è giusto», scrive la premier su X, rivendicando una delle norme contenute nel decreto Sicurezza. «Con l'ultimo ddl Sicurezza introduciamo una regola di puro buon senso: chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato non può chiedere alcun risarcimento, né possono farlo i suoi familiari. Chi viola la legge non può pretendere di essere risarcito da chi si è difeso. Lo Stato sta dalla parte delle persone perbene. Non dei criminali». Al post è allegata un'immagine con lo slogan: «Basta paradossi! Chi commette un reato non può pretendere un risarcimento per i danni subiti mentre delinque».
L'intervento, si diceva, arriva mentre la Procura di Asti ha emesso l'ordine di esecuzione della pena nei confronti del commerciante settantaduenne, che si sta dirigendo verso il carcere di Bollate per costituirsi. Roggero, secondo quanto riferito dai suoi legali, era rimasto con la famiglia in un albergo in attesa del provvedimento dopo che, subito dopo la sentenza della Cassazione, aveva manifestato l'intenzione di costituirsi spontaneamente. Nelle ultime ore il gioielliere ha raccontato il proprio stato d'animo in un'intervista, parlando di una «follia» e dell'angoscia di dover spiegare ai nipoti perché il nonno finirà in carcere. La moglie e le figlie hanno descritto una famiglia «devastata» dalla vicenda, mentre una delle figlie, Silvia Roggero, ha invitato ad abbassare i toni dello scontro politico: «Non mi va di schierarmi né a destra né a sinistra. Vorrei solo un po' di verità. In troppi parlano senza conoscere i fatti». Sul piano istituzionale, intanto, resta aperto il fronte della richiesta di grazia. Dopo l'iniziativa del ministro della Giustizia Carlo Nordio, che ha avviato l'istruttoria, il Quirinale è intervenuto ricordando che la concessione della grazia è una prerogativa costituzionale esclusiva del presidente della Repubblica, aprendo un delicato confronto tra Governo e Colle.
Nel frattempo, come riporta l'Adnkronos, Mariangela Sandrone, la moglie di Roggero, ha depositato questa mattina la domanda di grazia per il marito, per il quale martedì la Cassazione ha respinto il ricorso dei legali e confermato la condanna a 14 anni e 9 mesi. «Questa mattina - spiega Sergio Novani che coordina il collegio difensivo come analista processuale insieme al legale Stefano Marcolini - è stata depositata una domanda di grazia da parte della signora Mariangela Sandrone e contestualmente il collegio difensivo tramite l’avvocato Stefano Marcolini ha depositato un’istanza per il differimento dell’esecuzione della pena in pendenza della domanda di grazia. Attendiamo, quindi, che l’ufficio di sorveglianza di Torino che è stato adito insieme al Tribunale di sorveglianza possano provvedere prima della carcerazione e noi confidiamo nel fatto che il provvedimento intervenga prima della carcerazione».
Ma sulla grazia continuano le prese di posizione della politica e non solo. Per il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani «dipende dal presidente della Repubblica, però io credo che quest'uomo abbia sbagliato, però ha sbagliato anche per difendere la propria famiglia e credo che, avendo 72 anni, possa avere il perdono della nostra società». Il capogruppo di FdI alla Camera Galeazzo Bignami ha annunciato di aver firmato per chiedere la grazia a Roggero, «il gioielliere condannato per aver difeso la sua famiglia da dei criminali». Mentre il senatore di Italia Viva, Borghi, ha attaccato il Governo di essere succube del leader di Futuro nazionale: «Come nel girotondo- sono finiti tutti giù per terra. E, nel timore e terrore di Vannacci, finiscono per fare esattamente ciò che il generale vuole». Stessa posizione del leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, che in un'intervista al Fatto quotidiano, ha puntato il dito contro la destra, accusata di avere la «psicosi Vannacci» 

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