Trump accusa la Cina di brogli: «Vogliono rubarci le elezioni, il nostro sistema è vulnerabile»

L'annuncio, nel discorso alla nazione di stanotte, avviene a pochi mesi dalle elezioni di metà mandato. Bannon: «Sul voto di novembre bisogna dichiarare un'emergenza sicurezza»
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July 17, 2026
Trump accusa la Cina di brogli: «Vogliono rubarci le elezioni, il nostro sistema è vulnerabile»
Il presidente della Casa Bianca parla alla nazione dalla East Room della Casa Bianca/ ANSA
«Le elezioni americane sono vulnerabili ai brogli e al rischio che vengano rubate». È il passaggio chiave dell’atteso discorso alla nazione tenuto dal presidente Donald Trump. Parlando davanti alle telecamere, in prima serata, il tycoon ha accennato brevemente all'Iran e all'economia. Wall Street «avanza di record in record» e «l'ultimo dato dell'inflazione è stato il migliore da sei anni», ha notato. Sulla campagna americana in Medio Oriente si è limitato a dire: «Abbiamo vinto in Venezuela. Stiamo vincendo in Iran e presto vedrete i frutti di questo lavoro». Poi ha dedicato tutto il tempo a sua disposizione per parlare di brogli elettorali. «Dobbiamo avere un sistema di voto sicuro e affidabile, quello che abbiamo ora è debole ed è ben lungi dal soddisfare gli standard di sicurezza», ha sottolineato annunciando la sua intenzione di desecretare nuovi documenti in grado di dimostrare le vulnerabilità dell’attuale sistema di voto, anche alle interferenze straniere.  
Trump ha portato ad esempio due casi in particolare. La Cia - ha riferito - ha ottenuto informazioni su un complotto legato al regime di Nicolas Maduro per truccare le elezioni americane del 2020. La Cina invece è responsabile «di quella che è ritenuta la più vasta violazione di dati elettorali della storia» a partire dal 2020, grazie alla quale ha acquisito «illecitamente i dati di 220 milioni di elettori statunitensi». Pechino «non voleva che vincessi le elezioni», ha aggiunto sottolineando che il Paese del Dragone voleva invece aiutare Joe Biden e ha cercato anche di «fabbricare schede illegali» per l'ex presidente. Di questo caso però nessuno ne ha parlato: i membri del «Deep State hanno cercato di sopprimere» le informazioni ma «io ho dato indicazione alle agenzie competenti di indagare sull'insabbiamento delle interferenze cinesi», ha detto. Un portavoce dell'ambasciata cinese a Washington ha seccamente replicato: «La Cina ha sempre aderito al principio di non interferenza negli affari interni degli altri Paesi. Le elezioni statunitensi sono una questione interna degli Stati Uniti. Il loro esito è determinato dal voto del popolo americano». Ha poi aggiunto: «La Cina non ha mai interferito e non interferirà mai nelle elezioni presidenziali degli Stati Uniti». In passato, lo ricordiamo, la Cina è stata accusata di tentativi di interferenza elettorale anche da Australia, Canada, e Regno Unito.
Trump si è scagliato contro le macchine per il conteggio dei voti «vulnerabili agli attacchi» e contro quelle oltre 278.000 persone che non sono cittadine americane ma che sono registrate a votare. Nel suo discorso ha fatto ripetutamente riferimento alle elezioni del 2020, che sono da anni una sua ossessione. Le sue teorie sul voto rubato sono alla base dell'assalto al Congresso del 6 gennaio e molti temono che il suo nuovo attacco al sistema elettorale a pochi mesi dal voto di metà mandato, a novembre, sia un tentativo di mettere le mani sul sistema elettorale e federalizzarlo oppure creare i presupposti per dichiarare un'emergenza poco prima del voto di novembre, al quale il suo partito è atteso perdere. Non sono passati inosservati i commenti di Steve Bannon, ex stratega della Casa Bianca, già condannato a quattro mesi di carcere per non aver adempiuto a un mandato di comparizione della commissione della Camera che ha indagato sull'attacco al Campidoglio, che ha definito il discorso di Trump alla nazione «incredibilmente potente» e ha subito iniziato a utilizzarlo per alimentare dubbi sull'integrità delle imminenti elezioni di metà mandato. «Abbiamo bisogno immediatamente di dichiarare un'emergenza per la sicurezza nazionale riguardo alle elezioni di metà mandato: questo rappresenta una base molto solida per farlo». Successivamente, durante il suo programma in diretta, ha aggiunto: «Le elezioni di metà mandato saranno rubate, proprio come tutte le altre elezioni». 
 «Le frodi elettorali sono estremamente rare, e quasi sempre commesse da cittadini americani», ha immediatamente replicato il governatore della California, il democratico Gavin Newsom, dopo il discorso alla nazione di Trump. Perplessità sulle rivendicazioni del presidente le ha avute anche Fox. I suoi reporter hanno spiegato di non essere in grado di «corroborare le dichiarazioni» del presidente sul voto. Fox è uno dei netowrk che ha trasmesso in diretta tv il discorso del presidente. Altri hanno deciso di non farlo in tv ma solo sulle altre piattafrome perché non convinti della rilevanza del discorso e preoccupate dalla possibilità di spargere bugie. Proprio contro i media che hanno deciso di boicottarlo Trump si è scagliato durante il suo discorso. «Abc e Nbc hanno deciso di non trasmetterlo» perchè «sanno quanto è corrotto il sistema e sono parte del complotto. Vogliono proteggere la sinistra», ha attaccato prima di minacciarle davanti a milioni di americani con la revoca delle loro licenze.

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