La Sapienza lancia l'AI che "pensa" in italiano

Presentato ChatMinerva che va oltre il modello LLM
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June 3, 2026
La Sapienza lancia l'AI che "pensa" in italiano
Il supercomputer Leonardo gestito da Cineca è installato presso il Tecnopolo di Bologna / Imagoeconomica
Fatti anche tu la tua intelligenza artificiale, direbbe Razzi. Ma c’è poco da ridere, se si considera che i cinesi hanno Deepseek, i russi Yandex e l’esercito israeliano un arsenale di piattaforme e algoritmi. Da qualche tempo, abbiamo anche noi la nostra AI, che si chiama LLM Minerva e che adesso evolve in una piattaforma multimodale, con accesso al Web in tempo reale, analisi documentale e nuove garanzie di sicurezza. La novità, o per meglio dire una delle novità è che “pensa” in italiano. Non è quindi solo un fatto di potenza (quella del supercomputer Leonardo ha un ruolo centrale) ma di progetto, architettura e linguaggio. «Perché, come si sarà accorto chiunque utilizzi l’intelligenza artificiale – spiega l’anima del progetto, Roberto Navigli – la lingua sono gli occhiali con cui l’AI vede il mondo e lo comunica all’utilizzatore. A parità di “potenza”, i modelli non addestrati in italiano riconoscono meno la cultura italiana e ciò si riflette sul servizio all’utente italiano».
Questa iniziariva è figlia della Università La Sapienza di Roma, che tempo fa ha lanciato Minerva 7B, il gruppo di ricerca guidato per l’appunto dal professor Navigli. In collaborazione con lo spin-off Sapienza Babelscape, ora presenta ChatMinerva, «una nuova evoluzione del Large Language Model», ovverossia un assistente AI multimodale che comprenderà testi, immagini e documenti, accederà al Web in tempo reale e soprattutto “penserà” e dialogherà in italiano.
Siamo oltre il LLM, perché si tratta di un sistema composto e orchestrato di varie componenti, in cui Minerva resta il cuore ma si apre al web, consentendo di andar oltre il “magazzino” dell’addestramento ricevuto. Un altro vantaggio di questa versione è la verifica dei dati sensibili: un modulo safety analizza testi e contenuti. Questo ChatGPT made in Italy è la principale iniziativa italiana nel campo dei Large Language Model, sviluppati con controllo diretto sulle fonti e sui processi di addestramento, ed è anche l’unica AI curata da un’università pubblica. «Vogliamo dimostrare che è possibile costruire tecnologia AI di frontiera anche in Europa e in Italia, con un approccio aperto, scientificamente rigoroso e indipendente» ha dichiarato Navigli. «ChatMinerva è stato costruito con molta più passione che budget, grazie al lavoro incessante di decine di ricercatori, dottorandi, studenti e collaboratori che credono nella possibilità di creare tecnologia AI italiana da cui partire per costruire prodotti competitivi, pur nascendo in un contesto molto diverso da quello dei grandi colossi globali ma con la forza della collaborazione tra la più importante università italiana e uno spin-off di successo, Babelscape, che ha appena festeggiato 10 anni di intensa attività di ricerca e innovazione industriale» commenta il docente della Sapienza.
I promotori precisano che avrà sempre un approccio aperto, trasparente e controllabile in tutte le sue fasi di sviluppo: dal pretraining al fine-tuning, fino ai meccanismi di sicurezza e moderazione. «Il lancio di ChatMinerva segna una nuova tappa nel percorso di innovazione del nostro Ateneo nel campo dell’intelligenza artificiale – afferma la rettrice Antonella Polimeni. L’evoluzione del progetto Minerva verso assistenti AI multimodali e interattivi conferma la capacità della Sapienza di trasformare la ricerca di frontiera in innovazione concreta, al servizio della conoscenza e della società ».
Si tratta di un’evoluzione in termini di potenza, perché sarà ampliata la capacità di LLM Minerva, ma anche di una conferma del progetto partecipativo: la comunità di utenti ha fornito durante l’utilizzo pubblico di Minerva 7B un contributo che ha permesso di migliorare sensibilmente le capacità conversazionali del sistema e la qualità delle risposte. «Minerva è cresciuta insieme ai suoi utenti. Ogni prompt, interazione e feedback hanno contribuito a costruire un assistente AI più utile, più robusto e più vicino alle esigenze reali delle persone» precisa Navigli, spiegando che gli utenti possono ora caricare fotografie, immagini, pagine scannerizzate, articoli scientifici, report e documentazione tecnica, chiedendo a ChatMinerva di interpretarli, riassumerli, analizzarli o rispondere a domande sul loro contenuto.
La nuova Minerva è in grado di combinare informazioni visuali e testuali ed effettuare l’OCR dei testi scansionati; è possibile conversarci vocalmente; grazie a un sistema di Web RAG con formulazione dell'interrogazione basato sul motore di ricerca aperto DuckDuckGo, ChatMinerva può rispondere utilizzando informazioni provenienti dalla rete; la finestra contestuale del modello è stata estesa fino a 32.000 token mediante continual training, consentendo di elaborare documenti complessi e conversazioni estese; un componente dedicato controlla e valida gli input dell’utente e le risposte del sistema per moderare contenuti indesiderati, non affidabili o sensibili.
La nuova versione dell’LLM Minerva utilizzata nell’assistente è stata sottoposta a un ampio processo di fine-tuning attraverso milioni di esempi di istruzioni, sia testuali che multimodali, un risultato reso possibile dalla potenza del supercomputer Leonardo di CINECA. In futuro, si lavorerà ad aggiornamenti e funzionalità rilasciati settimanalmente, anche per creare Agentic Minerva, una nuova generazione di sistemi AI capaci di pianificare azioni e utilizzare strumenti in autonomia. E’ allo studio un modello più grande e potente, attualmente in addestramento sull’infrastruttura HPC di CINECA. «Non siamo molto lontani dal traguardo» ammette Navigli.

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