Dramma a Milano Marittima: un'altra bambina muore in piscina

Sesto caso negli ultimi tre mesi. A Montignoso sfiorato un altro dramma: un bimbo di 2 anni rischia di annegare ma si salva. A Milano zio e nipotino affogano nell'Adda
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July 18, 2026
Dramma a Milano Marittima: un'altra bambina muore in piscina
Carabinieri davanti all'albergo nella cui piscina è annegata una bimba di 4 anni a Milano Marittima, Ravenna / ANSA
Un'altra bambina è morta in piscina. Dopo la 11enne deceduta a Sestri Levante, l'ennesima tragedia si è verificata nel giardino di un hotel di Milano Marittima, nota località turistica vicino a Ravenna. Sul posto medici del 118 e carabinieri, ma per la piccola, di appena 4 anni, non c'è stato nulla da fare. Le circostanze sono ancora da accertare.
Anche un bambino di due anni ha rischiato l'annegamento in una piccola piscina in un'abitazione privata a Montignoso (Massa Carrara). Alle 11,40 è arrivata la chiamata alla centrale del 118 che ha dato le prime istruzioni alle persone sul posto. Il bimbo è stato quindi portato in codice rosso all'ospedale Apuane e poi trasferito per sicurezza, a emergenza ormai passata, al Meyer con l'elisoccorso Pegaso 1. Fortunatamente sta bene e non è in pericolo di vita.
Drammaa anche nel fiume Adda, a Truccazzano (Milano), dove un uomo di origine indiana è annegato nel tentativo di salvare il nipotino di 4 anni, che si era buttato in acqua. Il bambino è stato trasportato in gravi condizioni all'ospedale di Bergamo.
Dopo la morte della 11enne Alice Ferrari a Sestri Levante, un’altra bambina, di appena 4 anni, è annegata in una piscina. Sono sei i minori deceduti negli impianti idrici negli ultimi tre mesi. Il nuovo dramma si è verificato a Milano Marittima, nel Ravennate, mentre a Montignoso, vicino a Massa Carrara, se ne sfiorava uno ulteriore: un bimbo di 2 anni è stato salvato dall’annegamento in una piccola piscina privata.
Un sabato nero, in un’Italia che cerca come può di resistere al gran caldo. E che miete vittime anche tra chi non può permettersi una vacanza. A Truccazzano, vicino a Milano, c’è stato un doppio dramma: un cittadino indiano è morto nel fiume Adda, in un tratto dove la balneazione è vietata, nel tentativo di salvare dalla corrente il nipotino di 4 anni, che purtroppo è a sua volta deceduto qualche ora dopo all’ospedale di Bergamo. I due si erano recati sul fiume insieme al papà del piccolo, in cerca di refrigerio. Ma la zona impervia, non facile da raggiungere, ha reso ancora più difficoltosa l’opera dei soccorritori. Il corpo dello zio è stato recuperato dai sommozzatori, mentre lo sfortunato nipotino veniva portato via con l’elisoccorso. Infine a Sirmione, sul lago di Garda, un altro uomo è sparito tra i flutti dopo aver salvato un minore che stava annaspando davanti alla spiaggia Giamaica. Le ricerche sono scattate subito, ma si sono rivelate inutili.
Il dramma di Milano Marittima
L’ennesima atroce tragedia in piscina si è abbattuta su Milano Marittima, nota località balneare romagnola, proprio mentre sta montando la polemica sulla sicurezza degli impianti e sul disegno di legge in materia, fermo in Parlamento da circa un anno. «Colpa delle lobby» aveva tuonato in mattinata il ministro per il Mare Nello Musumeci, aggiungendo che «il diritto alla sicurezza e alla vita soprattutto di un minore è un diritto sacrosanto». Il ministro ha promesso un «iter veloce, con l’ok entro fine mese». Poi, nel pomeriggio, l’ennesimo dramma che lascia ancora una volta senza parole, ultimo tratto di una striscia nera che sta funestando l’estate italiana. Assopiscine ha inviato una lettera aperta alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ai ministri competenti, ai presidenti di Camera e Senato e ai presidenti delle commissioni parlamentari competenti, chiedendo che venga portato a compimento l'iter della legge. L'iniziativa, spiega l'associazione in una nota, nasce dalla convinzione che «il nostro Paese abbia oggi l'opportunità di colmare un vuoto normativo che dura da troppo tempo, introducendo una disciplina nazionale capace di garantire standard omogenei di sicurezza su tutto il territorio italiano».
Sotto choc la Romagna, tradizionale terra di vacanze per famiglie. «Siamo colpiti da una tragedia che segna profondamente la nostra città» ha scritto sui social Mirko Boschetti, sindaco di Cervia (di cui Milano Marittima è frazione). «Un momento di grande dolore, desidero esprimere le mie più sincere condoglianze ai genitori e a tutti i familiari - ha continuato Boschetti -. È difficile trovare parole che possano alleviare il dolore di una perdita così immensa, ma a nome personale e dell'intera città esprimo tutta la vicinanza possibile ai familiari».
Secondo una prima ricostruzione, la bimba si trovava con il padre negli spazi tra la sala giochi e la piscina dell’hotel, dove stavano trascorrendo giorni di relax: un pomeriggio tranquillo, come tanti. L’uomo si sarebbe però assentato per andare in camera e la bambina, in quel frangente, sarebbe finita in acqua, senza riuscire a restare a galla. Da capire dove fossero in quel momento la madre e anche il bagnino, responsabile della vigilanza sullo specchio d’acqua.
Morte di Alice: indagati i titolari del bagno
Intanto la procura di Genova ha iscritto nel registro degli indagati i titolari del bagno di Sestri Levante dove si è verificato l’incidente di Alice, rimasta impigliata per i capelli nel bocchettone di aspirazione della piccola piscina. L’ipotesi direato è omicidio colposo: nei prossimi giorni ci sarà l’autopsia della bambina per chiarire meglio la dinamica dell’accaduto. Era stato proprio il proprietario a immergersi per tentare di liberarla tagliandole i capelli, ma le sue condizioni erano apparse subito gravissime. Dalle indagini è emerso che non sarebbe stato presente il cartello che impone la presenza di un adulto accanto ai minori di 12 anni. La piccola, residente a Suisio, in Bergamasca, era rimasta sola perché i genitori, abituali frequentatori dello stabilimento, si stavano preparando per lasciare la spiaggia.

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