La libertà educativa? Diritto delle famiglie e bene comune della società
Una rete di associazioni di scuole paritarie lancia la campagna nazionale “Educare liberi”, attraverso un portale dedicato

La libertà di educazione è un diritto delle famiglie, un valore per l'intera società, un bene comune da promuovere sul territorio. Prende le mosse da questo convincimento la campagna nazionale Educare liberi promossa da Agesc, Cdo Opere Educative-Foe, Fism, Ciofs Scuola Ets Figlie di Maria Ausiliatrice, Salesiani per la Scuola Cnos Scuola con l'obiettivo di «promuovere pubblicamente il valore e il diritto alla libertà educativa, richiamando l’attenzione di famiglie, docenti e società civile sulle sfide che quotidianamente affrontano le scuole paritarie in Italia, anche rispetto al contesto Europeo», si legge in una nota.
La campagna si avvale di un portale dedicato pensato per raccogliere e promuovere eventi sulla parità scolastica, organizzati dalle scuole sul territorio. In occasione dei 25 anni delle legge 62/2000 sulla parità scolastica ne sono già stati organizzati alcuni e altri sono programmati per le prossime settimane. Tre gli aspetti principali affrontati durante gli incontri: la libertà educativa come bene comune, come prospettiva formativa che valorizza la persona in crescita recuperando la dimensione comunitaria dell'affascinante, quanto complesso, rischio di educare; il racconto di esperienze vissute nelle scuole paritarie come possibilità di bene comune per il territorio in cui operano; illustrare lo stato attuale del finanziamento delle scuole paritarie (a livello nazionale ed europeo), le difficoltà che le scuole affrontano quotidianamente per mantenere un’offerta formativa di qualità, gli scenari possibili per la sostenibilità e il pluralismo educativo.
«L’educazione è un bene pubblico e non può essere confinata entro i limiti di un’unica proposta statale - dichiarano congiuntamente i rappresentanti delle cinque sigle -. Sebbene negli ultimi anni alcuni importanti passi siano stati fatti, la strada verso una effettiva libertà di scelta è ancora lunga. Con Educare Liberi chiediamo che l’Italia si allinei agli standard europei, dove il pluralismo educativo è sostenuto e valorizzato. Non si tratta di difendere degli interessi di categoria, ma di proteggere il seme della speranza che ogni opera educativa porta in sé, per il futuro delle giovani generazioni», aggiungono Umberto Palaia, Presidente nazionale Agesc; Massimiliano Tonarini, presidente nazionale Cdo Opere Educative-Foe; Carolina Monaca, presidente nazionale Ciofs scuola Ets Figlie di Maria Ausiliatrice; Luca Iemmi, presidente nazionale Fism; Stefano Mascazzini, presidente nazionale Salesiani per la Scuola-Cnos Scuola Italia.
Le informazioni per aderire alla campagna e partecipare alle iniziative sono disponibili sul portale: «Le associazioni invitano tutte le comunità scolastiche a farsi promotrici di questo messaggio, convinte che una società è davvero libera solo se è libera di educare».
© RIPRODUZIONE RISERVATA






