La “fatica” è il tema più scelto dai candidati alla Maturità
Il 23,2% degli studenti si è orientato sul testo di Calabresi. Ultima opzione Pavese

Ai maturandi del 2026 la fatica non fa paura. Anzi, sono consapevoli che soltanto con il lavoro si ottengono risultati e che le scorciatoie non portano lontano. Si spiega (anche) così il fatto che la maggioranza dei 527.747 candidati alla Maturità di quest’anno abbia scelto di cimentarsi, per la prima prova d’Italiano, con il testo “Alzarsi all’alba” del giornalista e scrittore Mario Calabresi, seconda proposta della tipologia C “Riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità”. Con il concetto di fatica e di come abbia, via via, assunto una connotazione negativa fino quasi a «scomparire dal vocabolario quotidiano», scrive Calabresi, si è misurato il 23,2% degli studenti. Significativo il fatto che questa traccia sia stata scelta dal 30,9% dei maturandi degli istituti tecnici e dal 37,6% di quelli dei professionali. Indirizzi che favoriscono il passaggio dei giovani al mondo del lavoro più dei licei, dove questa traccia è stata scelta soltanto dal 15,3% dei candidati.
La seconda traccia più gettonata è stata la terza della sezione B “Analisi e produzione di un testo argomentativo”, tratta dal testo di Frank Furedi “I confini contano. Perché l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare frontiere”. Il 20,7% dei candidati ha deciso di scrivere un testo che, partendo dalle suggestioni dell’autore, mettesse in luce le difficoltà di tracciare un confine tra fanciullezza ed età adulta, in un’epoca, sottolinea Furedi, in cui tale confine «è più sfumato che mai».
Della tipologia C è anche la terza traccia più scelta dai candidati. Si tratta di un testo della giornalista tedesca Wenke Ausmann (“Funziona a meraviglia”), che parla della capacità di stupirsi anche in età adulta. «Dove sono le mie meraviglie?», si chiede (e ci chiede) l’autrice, mentre con la figlia ammira l’aurora boreale su «un prato gelato» di Amburgo. Al 19% dei maturandi quest’idea di provare a meravigliarsi anche “da grandi” è piaciuta molto e ha riempito le sei ore che avevano a disposizione per scrivere il tema.
A parimerito, con il 12,7% delle preferenze, si sono piazzate la traccia B1 (discorso di insediamento del presidente dell’Assemblea Costituente, Giuseppe Saragat, il 26 giugno 1946) e la proposta A2, tratta dal testo “I piaceri” di Vitaliano Brancati. Mentre Saragat si concentra sulla necessità di superare le divisioni ideologiche per favorire «l’adesione di tutto il popolo ai principi della democrazia politica» dopo i lunghi anni della dittatura fascista, Brancati si sofferma sui «piaceri della memoria», ricordando che «le malattie della memoria sono tra le più paurose».
Infine, il 6,5% degli studenti ha scelto la traccia B2, tratta da un testo di Piero Bianucci (“Te lo dico con parole tue. La scienza di scrivere per farsi capire”). Qui l’autore si sofferma sul ruolo della «creatività scientifica», alla base di molte scoperte, come la teoria della relatività di Einstein o la penicillina di Fleming. In ultima posizione, con il 5,3% delle preferenze, si è, quindi, piazzata la poesia “Passerò per Piazza di Spagna” di Cesare Pavese, che parla dell’amore, non corrisposto, per l’attrice americana Constance Dowling che, secondo i critici, fu all’origine della decisione del poeta di togliersi la vita nel 1950, a soli 42 anni, lo stesso anno di uscita di questo testo. Una così bassa adesione dei maturandi si può spiegare con il fatto che Pavese, come quasi tutti gli autori del Novecento, non viene adeguatamente affrontato in classe. Come conferma un sondaggio effettuato da Skuola.net subito dopo la fine della prova. Ben 3 maturandi su 4 hanno risposto di non essere «arrivati» a Pavese o di non averlo approfonditi a sufficienza per poter svolgere il tema d’esame.
Più in generale, i ragazzi si sono trovati spiazzati dalle scelte ministeriali. Almeno stando al sondaggio effettuato su un campione di mille maturandi. «Il 51% dichiara di non aver gradito affatto le consegne», si legge in un comunicato di Skuola.net. Un altro 27% promuove soltanto alcune delle tracce proposte, mentre il 16% ne salva una sola, verosimilmente proprio quella selezionata per svolgere l’esame. Appena un ristretto 6% esprime un gradimento totale, affermando di aver apprezzato l’intero pacchetto ministeriale.
«Ad alimentare lo spaesamento – è l’analisi di Skuola.net – ha contribuito in larga misura un problema cronico della scuola italiana, ovvero il ritardo nello svolgimento dei programmi letterari di fine anno, segnalato da alcuni trend - seppur parziali, considerati i numeri piuttosto bassi - emersi dai primi riscontri dati dagli studenti sulla prova». La traccia considerata in assoluto più ostica è stata quella di Pavese, che è stata valutata come la più difficile da oltre 1 candidato su 3. E che, infatti, è arrivata ultima.
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