Il caso (incredibile) degli insegnanti di sinistra “schedati”
Bufera sull'iniziativa di Azione studentesca, il movimento degli studenti di destra. Barbacci (Cisl Scuola): «Gravità inaudita»

«Hai uno o più professori di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni?». Questa domanda, contenuta in un questionario di Azione studentesca che riguardava anche la sicurezza e le condizioni generali della scuola, sta provocando una bufera politica, Contro l'iniziativa dell'organizzazione degli studenti vicina a Fratelli d'Italia si sono schierati il centro-sinistra e i sindacati che parlano apertamente di «schedatura» dei docenti. Prova ad abbassare la tensione la sottosegretaria all'Istruzione e al Merito, Paola Frassinetti, che annuncia «opportuni accertamenti per verificare i fatti», parlando di «iniziativa autonoma promossa da alcuni studenti». Sta di fatto che l'effetto è stato quello di un sasso nello stagno e cui effetti si vanno allargando sempre più.
Di «iniziativa di una gravità assoluta» parla la segretaria generale della Cisl Scuola, Ivana Barbacci, annunciando l'intenzione di «denunciare all'autorità giudiziaria» i promotori del “sondaggio”. Con una lettera, la segretaria generale della Flc-Cgil, Gianna Fracassi, si rivolge direttamente al ministro Valditara, al quale sollecita «una chiara e pubblica presa di posizione» e di «adottare ogni provvedimento necessario a tutela della libertà di insegnamento e della dignità del personale».
Sul caso è subito scoppiato un nuovo scontro politico. «Le liste di proscrizione non si adattano bene a una democrazia liberale come la nostra ma solo ai regimi. È una iniziativa di un gruppo universitario vicino a Fdi: chiedo a Meloni di far ritirare questa iniziativa», ha affermato la segretaria del Pd, Elly Schlein. «È un attacco frontale alla libertà d'insegnamento, all'autonomia didattica e al pluralismo delle idee, oltre che essere un manifesto tentativo di intimidazione nei confronti dei docenti e di costruzione di un clima di delazione fra gli studenti», ha attaccato l'Anpi con il suo presidente, Gianfranco Pagliarulo. «Mi colpisce il silenzio del ministro dell'Istruzione Valditara, che ha la responsabilità di proteggere l'autonomia della scuola e di garantire che nessun docente venga messo sotto pressione», ha osservato la senatrice Pd Simona Malpezzi. «Schedare insegnanti di sinistra è fascismo, Meloni prenda le distanze», è il pensiero anche del presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia. E di «domanda inappropriata e irrispettosa», parla Maria Pia Bucchioni, responsabile Scuola per Azione.
Accuse respinte dal presidente nazionale di Azione Studentesca, Riccardo Ponzio. «Ci troviamo ancora una volta a smentire queste false accuse - si legge in una nota -. Nessun nome e nessun cognome, infatti, sono comparsi tra le risposte a una domanda sulla propaganda dei professori di sinistra negli istituti scolastici, all'interno di un più ampio questionario anonimo sullo stato della scuola in Italia. Non accettiamo lezioni da chi vorrebbe tapparci la bocca. Pertanto, annunciamo che tuteleremo nelle sedi opportune l'immagine del movimento, dinanzi a chi continuerà a sostenere, ignorando volutamente la realtà, presunte intimidazioni e attacchi alla libertà d'insegnamento».
Al fianco dell'associazione studentesca si sono schierati i partiti di governo. Di «ennesima mistificazione» parla il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami, mentre la vicecapogruppo di Fratelli d'Italia a Montecitorio, Augusta Montaruli, attacca le «reazioni scomposte del Partito democratico», «Invece di interrogarsi sul ruolo della scuola, il Pd preferisce attaccare e delegittimare ragazzi che chiedono semplicemente correttezza e neutralità in classe», aggiunge la deputata.
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