Il caldo estremo è emergenza sanitaria: così si muovono i Comuni

Da Bologna a Milano al Veneto si moltiplicano le iniziative dei Comuni per offrire luoghi freschi. Riparte da Napoli la campagna di Legambiente contro la povertà energetica
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June 23, 2026
Il caldo estremo è emergenza sanitaria: così si muovono i Comuni
Caldo estremo in città a Milano la fontana di piazza Gae Aulenti diventa una piccola oasi dove rinfrescarsi e giocare/ FOTOGRAMMA
Il caldo estremo che da giorni tiene sotto scacco l’Europa è una vera e propria emergenza sanitaria. Se la Francia si conferma l’epicentro del ciclone africano, con la conta dei morti, le scuole chiuse e i treni soppressi, dall’Inghilterra alla Spagna la situazione è preoccupante. L’ondata di calore non mollerà la presa ancora per giorni, almeno sino alla fine del mese. In Italia il bollettino quotidiano del ministero della Salute continua ad allungarsi: se ieri le città roventi da bollino rosso erano 15 oggi saranno 16 e domani 17 su un totale di 27 città monitorate. A preoccupare non sono tanto le temperature elevatissime quanto la durata dell’emergenza che amplifica gli effetti negativi sulla salute. In particolare sulle categorie a rischio come bambini piccoli, anziani e persone affette da malattie croniche.
«La nostra regione sta vivendo il riscaldamento più rapido al mondo» ha detto ieri il direttore regionale dell’Oms per l’Europa Hans Kluge sottolineando i rischi sulle vite umane e le pressioni sui sistemi sanitari. «Lo stress da calore può aggravare patologie preesistenti, aumentare il rischio di incidenti e di trasmissione di alcune malattie infettive». Negli ultimi vent’anni, in base ai dati dell’Oms, in Europa la mortalità correlata al caldo è aumentata del 30% e il caldo ha causato oltre 200mila decessi in quattro anni. Da Londra un appello per il rilancio degli impegni contro il surriscaldamento globale è arrivato dal segretario generale dell’Onu Antonio Guterres in apertura della London Climate Action week. Guterres ha sottolineato la necessità di agire con la massima urgenza sostenendo che «la crisi del clima e quella dell’energia non sono separate ma condividono la stessa origine distruttiva: i combustibili fossili».
A soffrire di più sono le città dove cemento e asfalto, insieme al traffico, amplificano la sensazione di soffocamento. Servono interventi strutturali come la depavimentazione e l’aumento delle aree alberate per avere effetti a lungo termine ma anche iniziative di contrasto alla povertà energetica che amplifica le diseguaglianze tra chi può permettersi di andare in vacanza o di restare in città con l’aria condizionata a mille e chi invece non può permettersi né l’una né l’altra soluzione. Il cambiamento climatico non è democratico: le fasce più fragili sono le più penalizzate per questo i Comuni dovrebbero inserire le oasi climatiche nei quartieri più cementificati di altri, abitati da persone straniere, anziane o con bambini piccoli.
«Il tema è adattare il nostro sistema di vita il nostro territorio per renderlo capace di fronteggiare queste emergenze, un lavoro che richiederà anni, non mesi» sottolinea il sindaco di Torino Stefano Lo Russo. Tra le misure più efficaci introdotte negli ultimi anni, in chiave ambientale ma soprattutto sociale, c’è la creazione dei rifugi climatici nelle città. Spazi gratuiti e accessibili a tutti dove trovare qualche ora di sollievo e un po’ di compagnia. Il Comune di Bologna che è stato uno dei primi a proporli quest’anno ha ampliato l’offerta individuando 24 rifugi, distribuiti su tutto il territorio comunale. Sono prevalentemente parchi e zone verdi ombreggiate, ma anche biblioteche comunali, musei e case di quartiere. Una mappa interattiva (anche per ipovedenti) consente di individuarli e fornisce indicazioni anche sulle fontanelle pubbliche. «Bologna prosegue il percorso avviato negli ultimi anni per costruire una città più resiliente, inclusiva, capace di affrontare gli impatti del cambiamento climatico» ha sottolineato l’assessore alla Missione clima Anna Lisa Boni. A Milano sono ben 116 i luoghi indicati dal Comune come “spazi freschi”. «Un presidio territoriale - spiega l’assessore al Welfare Lamberto Bertolé - a disposizione di chi trascorre i mesi più caldi in città, vale a dire soprattutto gli anziani». Proprio ieri l’amministrazione milanese ha presentato il piano di interventi per l’estate. A Venezia il piano “Ocio al caldo” prevede tra le altre cose visite guidate gratuite per i residenti over 75 nei musei civici, a Treviso due pomeriggi a settimana appuntamento nei locali dell’oratorio di San Lazzaro per attività ricreative contro l’isolamento sociale rivolte agli anziani. È partita ieri da Napoli e toccherà diverse città lungo la penisola la nuova campagna di Legambiente, in collaborazione con Rse (Ricerca sul sistema energetico) e Croce Rossa italiana “Che caldo che fa! Contro la pooling poverty; città più fresche, città più giuste”. L’associazione ambientalista ha organizzato un flash mob nel cuore di Napoli, nel quartiere popolare di San Pietro a Patierno, tra misurazioni della pressione e bacinelle di acqua fredda per rinfrescarsi. «Non bastano le misure emergenziali. A più di due anni dall’approvazione del Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici è tempo che il governo stanzi risorse affinché i comuni possano adottare azioni concrete» sottolinea Mariateresa Imparato responsabile Giustizia climatica di Legambiente.

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