Giovani, contratti, salari e formazione: le 120 proposte della Cisl per far ripartire l'Italia
La confederazione presenta un “Libro Verde” per salvare l’industria e soprattutto evitare che le nuove generazioni fuggano. Un “programmone” offerto ai partiti. La segretaria Fumarola: «Le grandi transizioni tecnologica, digitale, ambientale e demografica non devono lasciare indietro nessuno»

L’obiettivo: un’Italia del domani migliore; la proposta: costruirla con un Patto sociale a partire dal confronto su proposte concrete. È l’ambizione del Libro Verde approvato questa mattina dall’esecutivo della Cisl, che la confederazione offre ora al dibattito con gli altri sindacati, il mondo associativo e soprattutto i partiti, senza pregiudiziali. «Con il Libro Verde la Cisl mette a disposizione del Paese un insieme di proposte per aprire un confronto largo, perché le grandi transizioni che abbiamo davanti – tecnologica, digitale, ambientale e demografica – non possono essere governate lasciando indietro lavoratori, famiglie, giovani e territori», ha spiegato la segretaria generale Daniela Fumarola. «Serve un nuovo Patto sociale, costruito attraverso il dialogo e la responsabilità condivisa, per redistribuire in modo equo i vantaggi e i costi del cambiamento».

Il Libro Verde – 120 proposte divise in 11 capitoli – parte da una premessa analitica: «Produttività e crescita deboli tengono ferme le retribuzioni, il declino demografico mette a rischio la capacità produttiva e la tenuta del welfare, i giovani e le donne restano una risorsa largamente inutilizzata. Nel frattempo, rivoluzione digitale, intelligenza artificiale, transizione ecologica e nuova globalizzazione stanno ridisegnando in profondità la società e il mercato del lavoro». Da qui l’offerta di questa sorta di “programmone” – alla cui elaborazione hanno collaborato anche Maurizio Del Conte, Francesco Giorgino, Sonia Malaspina, Marco Marcatili, Tommaso Nannicini, Elena Prodi, Emmanuele Massagli, Aldo Carera, Massimiliano Valerii e Marco Lai – con, al centro dell’attenzione, in particolare le nuove generazioni. Per evitare che debbano arrendersi all’idea della fuga dall’Italia e trovino qui invece l’ambiente giusto per sviluppare i propri talenti ed essere protagonisti della vita economica e sociale del Paese.
La Cisl resta però fedele alla sua natura di sindacato e così il primo punto riguarda la «Contrattazione collettiva e le retribuzioni». L’obiettivo è «far evolvere l’assetto del 1993 con due livelli contrattuali di pari dignità, un contratto nazionale ampiamente integrabile e adattabile in azienda e sul territorio, il pieno recupero annuale del potere d’acquisto senza automatismi dannosi e un’aggiornata regolazione della rappresentanza definita dalle parti sociali. Ancora, l’ulteriore spostamento della tassazione dal lavoro alle rendite improduttive». C’è poi l’idea di creare un fondo per sostenere l’economia reale. «Serve mobilitare il risparmio delle famiglie e degli investitori istituzionali non speculativi, a partire dai fondi pensione, verso impieghi produttivi di lungo periodo, con la Cassa Depositi e Prestiti nel ruolo di garante e àncora pubblica». Centrale è in particolare il tema del «Capitale umano e dell’Intelligenza artificiale». «L’introduzione dell’IA deve seguire un approccio di amplificazione del lavoro umano, non di sostituzione e ciò richiede diritti di informazione, consultazione e partecipazione sindacale». Grande spazio, ancora, è dedicato alla formazione. «Va stabilito un diritto soggettivo alla formazione lungo l’arco della vita, esigibile, portatile e universale, attraverso un conto personale alimentato da risorse pubbliche, contrattazione, bilateralità, imprese e fondi interprofessionali, defiscalizzato e accompagnato da orientamento e bilancio delle competenze». Seguono poi le proposte sulle «Politiche attive per il lavoro», la «valorizzazione e l’incremento dell’occupazione femminile» e una «Strategia nazionale ed europea per l’industria», senza la quale «non c’è futuro».
Ancora, come detto, un intero capitolo è dedicato ai «Giovani, la sfida demografica e le politiche dell’abitare» con la proposta di una «fiscalità agevolata per i giovani lavoratori e un paradigma di attrattività che tenga insieme salari, welfare, casa e conciliazione, una valutazione di impatto generazionale sulle principali riforme». Decisamente meno enfasi rispetto al passato caratterizza invece i capitoli sulle «Età della vita, lavoro e reti di welfare» e soprattutto il cosiddetto «Pensionamento sostenibile». «La previdenza va riformata con le parti sociali – vi si legge – affermando tre principi: stabilità delle regole, perché gli interventi ripetuti scaricano i costi sui più giovani; separazione contabile tra previdenza e assistenza; correzione delle iniquità», a partire da requisiti per le pensioni anticipate che tengano conto delle mansioni svolte e dei diversi redditi. A chiudere il Libro Verde il tema della «Qualità della vita lavorativa e della partecipazione» con la richiesta di «finanziamento stabile e strutturale della legge 76/2025».
«Questi undici capitoli compongono una proposta organica che mette al centro la persona, il lavoro e la responsabilità collettiva. L’obiettivo è riportare nel dibattito pubblico lavoro, welfare e disuguaglianze, e fare di questo Libro la nostra carta di navigazione da qui al voto e poi oltre, per la legislatura che verrà, chiunque la governi», ha concluso la leader Cisl Fumarola. La Cisl ci crede e presenterà le sue proposte in almeno tre incontri pubblici in Italia. Interessante sarà vedere quali partiti saranno interessati al confronto e in quale misura.
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