Felix, Cyrille e Faburama, quando l'immigrazione fa rima con integrazione
Tre storie di successo di stranieri in Italia che hanno appena ottenuto la cittadinanza. L'associazione Avvocatocittadinanza: non è concessione dall'alto ma riconoscimento di un percorso di vita

Sono arrivati in Italia da Paesi diversi e con storie differenti alle spalle. Ma tutti hanno saputo trasformare le difficoltà iniziali in impresa, cultura e stabilità familiare, coniugando le tradizioni della propria terra con un grande amore per l’Italia. Felix Adabo, ad esempio, ha saputo trasformare la propria unicità in un'arma di riscatto culturale. Arrivato dalla Repubblica Democratica del Congo più di vent'anni fa, Felix ha affrontato lo scetticismo e le barriere invisibili del colore della pelle decidendo di non cedere al vittimismo. Ha scelto di innamorarsi dell'Italia, di sposarne l'anima e di usare la lingua italiana per scrivere poesie. Quel talento, nato per dare voce a una sofferenza intima, è stato colto e premiato con prestigiosi riconoscimenti internazionali, portandolo fino a diventare relatore al Parlamento Europeo e alle Nazioni Unite. Per Felix, la cittadinanza è arrivata dopo molti anni di residenza, un sigillo ufficiale di quell’arricchimento reciproco già siglato nei fatti.
Diverso, ma altrettanto straordinario, è il percorso di Cyrille. Giunto in Italia dal Camerun a soli sedici anni per ricongiungersi con la madre, ha dovuto ricostruire da zero i propri punti di riferimento e superare la profonda nostalgia per la terra d'origine. Oggi, dopo tredici anni di lavoro ininterrotto come autista per Esselunga, Cyrille è diventato un pilastro del suo reparto e un esempio di dedizione. Ha costruito una famiglia solida con la sua compagna, un'ingegnera italiana, e tre figli che lo guardano con orgoglio ogni mattina quando sale sul suo furgone. Per lui e per i suoi bambini, la cittadinanza ottenuta di recente rappresenta la fine di una lunga rincorsa e la certezza di un futuro sicuro nella terra che ha scelto come casa.
C'è poi l'intraprendenza di chi decide di farsi imprenditore, restituendo dignità e lavoro sia all'Italia che alla propria terra d'origine. È la storia di Faburama Camara, arrivato dal Gambia nel 2014 e stabilitosi in Sicilia. Dopo una dura gavetta nei campi e nei lavaggi auto, Faburama ha scommesso sul mestiere di sarto appreso da bambino in Africa e ha fondato nel 2019 Canò Sartoria Sociale. Canò, che in lingua Wollof significa amore, oggi importa cotone cento per cento biologico dall'Africa e offre lavoro a giovani desiderosi di riscatto. Sposato con una donna messinese, Faburama vede nella cittadinanza il riconoscimento del rispetto delle regole altrui, una reciprocità necessaria tra lo Stato e chi offre quotidianamente il proprio contributo onesto.
«Raccontare queste storie significa mostrare l'Italia che c'è già, ma che la legge fa fatica a registrare nei tempi giusti», spiega l'avvocato Susanna Tosi, fondatrice di avvocatocittadinanza.it. «Se una persona vive qui, lavora, crea impresa, mette su famiglia e rispetta le regole, la cittadinanza non dovrebbe essere vissuta come una concessione dall'alto o, peggio, come una corsa a ostacoli burocratica che costringe a ricorrere alle vie legali – aggiunge - È semplicemente il riconoscimento formale di un percorso di vita che si è già compiuto e che ha arricchito la nostra comunità».
Questi tre percorsi dimostrano che l'integrazione non si subisce, «ma si costruisce giorno dopo giorno - conclude l'avvocato Susanna Tosi - Felix, Cyrille e Faburama non hanno chiesto scorciatoie o favori, ma hanno preteso dignità attraverso il lavoro e il talento. Il nostro compito è far sì che lo Stato italiano non si giri dall'altra parte di fronte a queste vite, ma le riconosca per ciò che sono: una risorsa preziosa e insostituibile per il futuro del nostro Paese». La cittadinanza italiana perciò non è un favore concesso dall'alto, ma il giusto riconoscimento a chi sta già arricchendo il nostro tessuto economico e umano. Il passaporto non è un punto di partenza, ma la fotografia finale di un cammino che dura anni, fatto di fatica, sogni coltivati e valore restituito al territorio. Eppure, in Italia, la burocrazia sembra spesso dimenticare che dietro ai faldoni e alle lunghe attese per ottenere la cittadinanza ci sono esistenze già pienamente integrate, che contribuiscono in modo decisivo al tessuto economico e culturale del Paese.
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