Droga, azzardo, alcol, social: le dipendenze inghiottono sempre più i giovani
Quelli che emergono dalla Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia 2026 sono «numeri di una pandemia». Colpiti fin dai 15 anni. Il 26% degli studenti consuma sostanze stupefacenti

Quelli che emergono dalla Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia 2026 sono «numeri di una pandemia che ha la caratteristica di non essere percepita come tale». Ne è certo il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano: «È una sfida nazionale. Preoccupa soprattutto l'aumento dell'uso della cocaina in Italia - spiega il sottosegretario -. Come governo abbiamo raddoppiato le risorse nella lotta contro le dipendenze, dai 90 milioni di euro ai 160. C'è una necessità di fare squadra. Non è un problema solo di controlli. Nessuna famiglia può essere considerata immune». Con Mantovano, al tavolo dei relatori il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome Massimiliano Fedriga, il presidente dell'Anci Gaetano Manfredi, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, la conduttrice televisiva Andrea Delogu per la Rai; in collegamento il sindaco di Catania Enrico Trantino, l'assessore del Comune di Jesolo Debora Gonella e il conduttore televisivo Gerry Scotti per Mediaset. Presenti, tra gli altri, anche il ministro della Salute Orazio Schillaci e il ministro per lo Sport e le Politiche giovanili Andrea Abodi.
I numeri del fenomeno
Un dato su tutti: uno studente minorenne su quattro, nel 2025, ha provato almeno una sostanza illegale. Se nel 2024 erano il 20%, quest'anno sono il 23%, in aumento. Cifra che sale al 26% nella fascia 15-19 anni. Tra le droghe assunte dai più giovani, cannabis e cocaina sono ancora le più diffuse, ma si osserva una crescente diffusione di prodotti ad alta potenza e di Nuove Sostanze Psicoattive (Nps) in particolare cannabinoidi sintetici e nuovi oppioidi. Tra gli studenti dai 15 ai 19 anni, dopo la flessione osservata tra il 2022 e il 2024, si osserva una ripresa, tra gli altri, di oppiacei, oppioidi sintetici e ketamina, mentre la cannabis, pur restando la sostanza più diffusa, mostra un lieve calo. Nel complesso, in Italia, la cocaina si conferma una delle sostanze con il maggiore impatto sanitario e sociale e rappresenta un terzo dei decessi per droga. Inoltre il 28% degli utenti Serd risulta in carico per uso primario di questa sostanza/crack. Mentre l'eroina - che per la prima volta fa registrare meno decessi rispetto a quelli attribuiti al consumo di cocaina - continua a rappresentare la sostanza principale per il 57% delle persone attualmente in carico.
Quanto poi alle nuove tendenze nei comportamenti a rischio tra gli studenti minorenni, ci sono le forme legate al digitale: quasi 230mila giovani hanno mostrato un utilizzo problematico di Internet e il 47% ha riferito di essere stato vittima di episodi di cyberbullismo. La relazione si focalizza poi anche sul gaming: il 17% degli studenti under18 ha mostrato profili di gioco a rischio. Infine, il gioco d'azzardo che tra i minorenni raggiunge i livelli più elevati osservati negli ultimi anni: il 64% ha giocato almeno una volta nella vita e il 59% lo ha fatto nel corso dell'ultimo anno. Le modalità più diffuse restano Gratta&Vinci e scommesse calcistiche. Venerdì 26 giugno, in occasione della Giornata Onu contro le dipendenze, le comunità di recupero insieme a una delegazione di circa 300 persone saranno ricevuta al Quirinale dal presidente della Repubblica. E Mantovano esprime il ringraziamento a Mattarella per «il suo costante sostegno, per la sua partecipazione e vicinanza in questo percorso». Infine l’altra grande novità: l’unificazione dei telefoni verdi per le diverse dipendenze (droghe, fumo, alcol, azzardo e doping) in un numero unico. l’800940789, che offrirà attraverso l’Istituto superiore di sanità una prima risposta, del tutto gratuita, a chi ha bisogno e lo indirizzerà verso i servizi territoriali specifici. Uno strumento che sarà affiancato da una nuova linea specialistica dedicata alle dipendenze da Internet e dalle nuove tecnologie.
Un nuovo Piano nazionale
La relazione descrive un fenomeno in evoluzione: cambiano i consumi, le vecchie dipendenze si intrecciano alle nuove, emergono problemi sconosciuti in passato, non solo tra i più giovani. «È una realtà molto complessa che richiede un approccio a 360 gradi e il coraggio di risposte lungimiranti, risposte che abbiamo tentato di dare in questi anni partendo dalle priorità, come la questione delle risorse». Lo dice la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un videomessaggio, spiegando che l'esecutivo è al lavoro per definire il nuovo «Piano nazionale sulle dipendenze» che «individuerà gli obiettivi dei prossimi anni». «Con questo governo - sottolinea la premier - il sistema nazionale contro le dipendenze può contare sulla dotazione economica più robusta di sempre, oltre 160 milioni di euro solo nel 2025, fondamentali per sbloccare le assunzioni nei Sert, sostenere il lavoro delle comunità di recupero, investire nei programmi di prevenzione e garantire la libertà di cura su tutto il territorio». Ma «in questi anni non ci siamo limitati a stanziare più risorse pur fondamentali, abbiamo costruito un nuovo metodo di lavoro basato sul confronto e la condivisione delle responsabilità, lo abbiamo fatto con tutti coloro che sono impegnati ogni giorno in questo mondo, famiglie, scuole, servizi pubblici, comunità, Università, forze di polizia, magistrati, media. Un gioco di squadra che ci ha permesso di sciogliere nodi irrisolti per anni e costruire risposte efficaci». «Continueremo a lavorare senza sosta - conclude Meloni - per costruire una società libera dalle droghe e da ogni dipendenza, perché sono sfide come queste che animano il nostro impegno e definiscono chi siamo e chi vogliamo essere per i nostri figli e per chi verrà dopo di noi».
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