«Devono farcela». Cosa ha detto Mattarella visitando i feriti di Crans-Montana
di Enrico Lenzi
Il capo dello Stato ha incontrato i medici e i familiari dei ragazzi all'ospedale Niguarda di Milano, poi i genitori di una delle vittime, Chiara Costanzo: «Una sorpresa che non ci aspettavamo»

Una visita inaspettata, ma alla quale il presidente della Repubblica Sergio Mattarella teneva moltissimo. E così oggi il capo dello Stato, giunto a Milano per la prima delle tre giornate olimpiche, ha voluto recarsi all’ospedale Niguarda per fare visita ai ragazzi italiani rimasti gravemente feriti nella strage del locale Le Costellation di Crans-Montana nella notte dello scorso Capodanno. Sei giovani italiani hanno perso la vita in quel rogo, ma altri stanno ancora lottando contro le ustioni e le ferite riportate in questi drammatici momenti. «Ringrazio voi per ciò che fate abitualmente e per ciò che avete fatto e state facendo in questa circostanza» ha detto Mattarella rivolgendosi ai medici del Niguarda che curano i ragazzi di Crans-Montana. E poi ha incontrato i genitori di questi studenti, intrattenendosi con loro per diversi minuti. «Devono farcela. Dobbiamo riconsegnare loro una vita piena» ha detto il presidente della Repubblica parlando con questi genitori che da giorni combattono accanto ai loro figli in un cammino che i medici hanno più volte definito lungo e complesso. E ha voluto anche incontrare gli stessi ragazzi feriti, quelli che erano in condizione di poterlo fare nel reparto grandi ustionati.
«È stato un momento molto importante e significativo» ha raccontato l’assessore della Regione Lombardia al Welfare Guido Bertolaso, che con il direttore generale del Niguarda Alberto Zoli, ha accompagnato il presidente in questa visita che «è stata una sorpresa e che rimarrà nella storia di questo ospedale». «Il presidente ci ha detto che è venuto in visita non solo per lui stesso ma anche per tutti quanti gli italiani, a portare gli auguri di tutti per la guarigione dei nostri ragazzi» ha raccontato alle agenzie di stampa, Umberto Marcucci, padre di Manfredi uno dei ragazzi sopravvissuti alla strage. «C’è stata una bella atmosfera di gioia e condivisione – ha aggiunto – nonostante gli impegni legati alle Olimpiadi il presidente come prima cosa ha voluto portare un conforto a noi e ringraziare i medici che li stanno curando, e ci ha ribadito che ci sono vicini e continueranno ad esserlo, anche nella richiesta di giustizia». In attesa che la magistratura svizzera faccia la sua parte, all’ospedale milanese si continua la lotta per superare le ferite dei ragazzi. «Il decorso sta andando bene» fa sapere l’assessore regionale Bertolaso ricordando che «alcuni sono stati trasferiti nel Centro ustioni. Tre, sono i ragazzi ancora in rianimazione, mentre un altro ragazzo è stato trasferito al Policlinico la settimana scorsa. Piano piano ci stiamo avvicinando al traguardo che, come sapete, è l’obiettivo che perseguiamo dal giorno in cui siamo andati a prendere questi ragazzi in Svizzera».
In prefettura nel pomeriggio, il presidente Mattarella, prima dell’impegno istituzionale con il Comitato olimpico internazionale, ha avuto un incontro riservato con i genitori della sedicenne Chiara Costanzo, una delle sei vittime dell’incendio di Crans-Montana. Chiara con Achille Barosi sono due vittime che vivevano a Milano e frequentavano scuole superiori cittadine. Un ulteriore atto di vicinanza dopo aver partecipato alla commemorazione ufficiale svoltasi in Svizzera per tutte e quaranta le vittime del tragico rogo di Capodanno.
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