Riciclaggio 2.0: la tecnologia sta cambiando l’economia criminale
Gli 007 di Bankitalia rilevano un aumento di operazioni finanziari sospette: +11% in un anno. Cresce l’utilizzo di monete digitali sulle piattaforme che vendono materiale prodotto con lo sfruttamento sessuale minorile. «Fenomeno di particolare gravità»

In Italia si riciclano sempre più soldi di opaca provenienza, grazie anche all’utilizzo massiccio di monete virtuali e altre nuove tecnologie. Un fiume di denaro inquinato, che contamina e destabilizza il libero mercato. La Uif (l’Unità di informazioni della Banca d’Italia che monitora il lato oscuro dell’economia) ha rilevato nel 2025 un sensibile aumento di segnalazioni circa operazioni finanziarie sospette: 162.059, +11,5% rispetto al 2024. L’incremento, come evidenziato dal direttore Enzo Serata durante la presentazione dell’ultima relazione sull’attività dell’organismo, «è derivato dal contributo di segnalanti di recente iscrizione, in particolare banche telematiche, ed è stato per lo più collegato a truffe e frodi informatiche». Si confermano però numerose anche le operazioni di “lavaggio” connesse con «l’indebita percezione di misure pubbliche di sostegno, in particolare dei finanziamenti assistiti da garanzia pubblica. Le anomalie hanno riguardato sia profili soggettivi dei richiedenti, sia il coinvolgimento di consulenti, professionisti e dipendenti infedeli finalizzato a simulare o alterare i requisiti di accesso alle misure agevolative».
Si continua insomma ad allungare le mani sporche sulla “torta pubblica”: un’abbuffata cui non sono estranee figure apicali. L’Uif chiede perciò «una maggiore attenzione nel cogliere i collegamenti soggettivi con esponenti politici e funzionari, che spesso sfuggono» a chi deve segnalarli specie se si tratta di utilizzo di «risorse pubbliche». Serata ha rilevato come «le segnalazioni connesse con contesti corruttivi evidenziano spesso schemi operativi complessi, volti a occultare la corresponsione di indebite utilità a esponenti politici e funzionari pubblici con ruoli decisionali». Antenne sempre dritte anche sul fronte della grande criminalità, che sfrutta a suo vantaggio l’innovazione finanziaria e tecnologica. Secondo Serata, «l’espansione di criptoattività, Iban virtuali, carte virtuali e Atm non bancari rende ancora più opachi i percorsi del riciclaggio». La tecnologia, ha specificato, «ha contribuito ad accrescere la scala e la complessità delle attività criminali». L’allerta riguarda però altri temibili fronti, terrorismo in primis. «Nel 2025 gli sviluppi del conflitto israelo‑palestinese e la sua estensione al più ampio contesto mediorientale» hanno favorito «dinamiche di radicalizzazione e attività propagandistica dei principali gruppi jihadisti», con possibili riflessi sul finanziamento del terrorismo. Il rischio di attivazione di canali di supporto economico illecito ha trovato riscontro anche nel flusso segnaletico, in linea con quanto era già stato osservato nel 2024.
«L’aggravarsi del contesto geopolitico nei primi mesi del 2026 rappresenta un ulteriore fattore di attenzione» ha avvisato Serata. Più contenuti, invece, gli “alert” riconducibili all’estremismo politico violento, peraltro riconducibili a «soggetti già noti alle autorità competenti». Infine, l’aspetto più inquietante del problema: molte segnalazioni, in netto aumento, sono relative allo sfruttamento sessuale di minori (263 rispetto alle 145 del 2024). Un mondo oscuro in cui si utilizzano le criptovalute per pagare le piattaforme online che diffondono materiale illecito. Per immergersi negli abissi del dark web, che secondo una fonte investigativa di Avvenire «conta fino a sette livelli», sarà necessario dotarsi di nuovi strumenti, Intelligenza artificiale compresa. «In considerazione della particolare gravità del fenomeno – ha spiegato il direttore -, tali segnalazioni sono oggetto di un trattamento dedicato da parte dell’Unità, anche attraverso la sperimentazione di strumenti di machine learning». La caccia agli orchi, oggi più che mai, inizia da una semplice tastiera.
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