Castel Volturno, sull'incendio che distrugge il Parco La Piana c'è l'ombra del dolo

Colpita l'area naturalistica dove il governo vorrebbe realizzare un Cpr, progetto criticato dai vescovi campani e da decine di associazioni. La procura indaga
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August 1, 2026
Castel Volturno, sull'incendio che distrugge il Parco La Piana c'è l'ombra del dolo
L'area devastata dall'incendio
Un gravissimo incendio ha incenerito il Parco umido La Piana, l'area nel comune di Castel Volturno dove il governo vorrebbe realizzare un Cpr. Un sicuro danno ambientale, le fiamme hanno infatti distrutto un territorio di grande valore naturalistico che la Regione Campania aveva appena tutelato come Zona a protezione speciale, proprio per evitare che fosse occupata da un "carcere" per immigrati, dal costo stratosferico di 43 milioni di euro per ospitare 120 persone.
Ben 63 ettari, laghetti, macchie, meta di migliaia di uccelli. Tutto distrutto, tutto nero, col fumo che dopo molte ore ancora si alza dal terreno. Molti i sospetti a partire dal cancello trovato aperto e dai segni dell'incendio subito dopo l'ingresso nell'area fino ad ora gestita dal reparto Carabinieri Biodiversità di Caserta con l'intenzione di farne un'area protetta a disposizione di cittadini e ricercatori. Contro la scelta del governo per primo era sceso in campo l'arcivescovo di Capua e Caserta, don Pietro Lagnese, parlando di “un’offesa per il territorio”, di un “aberrante criterio ideologico” e di un’iniziativa che “ferisce la dignità di tutti noi e soprattutto di quanti sono posti in una condizione di particolare vulnerabilità e abbandono”. Annunciando: “La nostra è un'ostinata resistenza e diciamo no al Cpr a Castel Volturno e anche altrove”. Una presa di posizione sostenuta dai vescovi campani e anche di altre diocesi e da decine di associazioni del territorio. Due settimane fa si era svolta una catena umana promossa da Libera, e alla quale avevano partecipato centinaia di giovani, proprio davanti al cancello ora trovato aperto e senza più la catena che lo chiudeva, tolta e gettata a terra. Da chi è entrato per dare fuoco? Solo una coincidenza? Inoltre risulta aperta e danneggiata la centralina elettrica, forse per oscurare il sistema di videosorveglianza. Nella zona ci sono stati in questi giorni molti incendi, ma questo della Piana ha elementi particolari. Infatti, dopo aver ricevuto la segnalazione, il procuratore di Santa Maria Capua Vetere, Pierpaolo Bruni, particolarmente impegnato con inchieste in materia ambientale, ha immediatamente ordinato un approfondito controllo per accertare le responsabilità, perché in questo territorio non si può sottovalutare nulla.
“Castel Volturno è una terra bellissima e fragile - commenta don Gianni Branco, coordinatore delle parrocchie della zona -. Amarla significa prendersi cura di tutto ciò che la rende viva: le persone, il mare, la pineta, la Piana, le famiglie, i giovani, il lavoro, la legalità”. Per questo, ribadisce, “come comunità cristiane vogliamo continuare a camminare su questa strada. Non scegliendo una causa contro un'altra, ma mettendoci, come il Vangelo ci insegna, sempre dalla parte della vita e del bene comune”. Mentre il Comitato don Peppe Diana e il Coordinamento provinciale di Caserta di Libera, ricordano come “la storia degli incendi ha fatto spesso il paio con i tentativi di speculazione dettati da logiche emergenziali e indebolimenti dei regimi di tutela”. Ed è per questo motivo, aggiungono, “che auspichiamo una presa di posizione rapida e fattiva da parte delle istituzioni preposte, tese ad arginare ogni rischio di speculazione e ad incrementare il livello di tutela di un’area di pregio ambientale quale è la Piana”. Ricordiamo che proprio un anno fa, il 30 luglio, un incendio devastò, a pochi chilometri, l’Oasi dei Variconi, altra area di altissimo valore ambientale.

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