In Italia sta crescendo l’uso del Taser:
«Può essere letale, va limitato»

Il rapporto di Antigone, presentato oggi alla Camera, evidenzia un aumento degli interventi conclusi con le esplosioni dei dardi, passati dal 40% del ‘22 al 70% del ‘25. L’associazione lancia l’allarme contro l’uso improprio del Taser
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June 19, 2026
In Italia sta crescendo l’uso del Taser:
«Può essere letale, va limitato»
ANSA/GIUSEPPE LAMI
Elton Bani è morto a 41 anni, il 17 agosto del 2025, nell’androne della sua abitazione, a Manesseno (Genova), dopo essere stato colpito dai carabinieri con un Taser. L’uomo era in un stato di alterazione psichica. Secondo la versione fornita dai vicini presenti, si era rifiutato di salire le scale di casa attaccandosi alla ringhiera. Gli agenti – indagati per omicidio colposo e falso in atto pubblico – lo avrebbero gettato a terra e colpito con un’ultima scarica, quella fatale, una delle 18 attivazioni teoriche registrate. Per la perizia medico-legale, la morte è stata causata dalle ripetute stimolazioni elettriche combinate all’intossicazione da cocaina. Il suo caso rappresenta un punto di svolta: per la prima volta in Italia una perizia ha confermato che il Taser può essere un fattore determinante nella morte di un individuo. La vicenda esemplare è ora citata nel rapporto di Antigone “Taser in Italia. Storia, controversie e rischi della pistola a impulsi elettrici”, presentato ieri in conferenza stampa alla Camera.
In Italia, dall’introduzione ordinaria del Taser nelle dotazioni di Polizia di Stato, Guardia di Finanza e Carabinieri, avvenuta a marzo 2022, la quota di interventi che si conclude con l’esplosione effettiva dei dardi è passata dal 40% a circa il 70% del 2025. Secondo i dati aggiornati a febbraio 2026, la Polizia li ha sparati per 1.091 volte. In tutto si sono verificati almeno sette decessi dopo l’uso del dispositivo, sebbene negli altri casi gli arresti cardiaci non siano stati ricondotti direttamente alla scossa elettrica, ma a fattori preesistenti o all’uso di sostanze. Tra questi, quattro morti si sono registrate in soli due mesi del 2025. In quasi tutti i casi italiani, le vittime erano persone con disagio psichico o dipendenze: soggetti per i quali gli organismi internazionali, come il Comitato europeo per la prevenzione della tortura, sconsigliano tassativamente l’uso dell’arma. «O è aumentato il numero dei soggetti che hanno a disposizione la pistola a impulsi elettrici o la sindrome del poliziotto pigro è talmente incidente che c’è una sensazione di rilassatezza nell’utilizzarla», ha commentato alla conferenza Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, riferendosi alla definizione creata negli Stati Uniti per indicare l’uso del dispositivo in situazioni dove basterebbero e sarebbero consigliate tecniche di de-escalation. Proprio negli Usa, la Reuters ha documentato oltre mille decessi connessi all’uso del Taser, sebbene in molti di questi casi la causa di morte indicata è un generico “excited delirium”.
Le stesse rassicurazioni iniziali fornite dal produttore del Taser sono state messe via via in discussione da studi indipendenti che hanno rilevato i rischi di aritmie cardiache e fibrillazione ventricolare, specialmente in soggetti sotto stress o effetto di sostanze. Molti agenti, inoltre, continuano a colpire il torace, ignorando le stesse raccomandazioni di sicurezza del produttore. «Si è passati dall’essere galvanizzati dall’uso di questa arma, che avrebbe dovuto essere l’alternativa al manganello – ha spiegato il presidente di Antigone, Patrizio Gonnella – all’ammissione da parte degli stessi produttori che non possa essere definita non letale. È assolutamente necessario per la salute delle persone, ma anche per la responsabilità del poliziotto che fa uso di quest’arma, avere chiara la potenzialità letale». Per Gonnella bisogna cambiare approccio. In particolare, attraverso l’istituzione di una commissione scientifica indipendente, un registro nazionale obbligatorio delle attivazioni, regole di ingaggio più trasparenti e una formazione adeguata degli operatori. Mentre il Governo spinga per raddoppiare la dotazione a 10mila dispositivi e il percorso legislativo prosegue verso una loro estensione a tutti i comuni, in dotazione sperimentale alle polizie locali, Antigone chiede invece, di escluderlo negli istituti penitenziari e limitarlo per le polizie locali.
«Le raccomandazioni contenute al termine del rapporto sono ovviamente le nostre richieste al Governo», ha detto poi il segretario di +Europa, Riccardo Magi, promotore della conferenza. «Sulla questione avevamo interrogato il ministro Piantedosi, che aveva parlato di uno strumento imprescindibile – ha concluso Magi –. Negando studi sulle potenzialità letali dei Taser, il ministro sta mettendo gli agenti in una condizione di inconsapevolezza rispetto agli effetti delle loro azioni. Una forma di irresponsabilità istituzionale».

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