Così "accelera" il caldo. «In tre giorni 12mila decessi in più»

Uno studio del Cnr conferma: nell'ultimo decennio il tasso di aumento delle temperature è raddoppiato. Un''altra ricerca stima che in Europa nei 3 giorni più caldi potrebbe esserci un enorme eccesso di mortalità
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June 27, 2026
Così "accelera" il caldo. «In tre giorni 12mila decessi in più»
Turisti si rinfrescano con i nebulizzatori mobili della Protezione Civile di fronte al Colosseo per il caldo torrido / FOTOGRAMMA
Mentre questa prima e lunga ondata di calore che sta interessando l’intero continente europeo ha le ore contate (dovrebbe raggiungere il picco nella giornata di lunedì e poi lentamente scendere, ndr) gli scienziati non si stancano di dimostrare nuove evidenze scientifiche che confermano il cambiamento climatico in atto e un aumento delle temperature, in particolare. Una ricerca congiunta dell’Università dell’Aquila e dell’Istituto sull’inquinamento atmosferico del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iia) evidenzia un punto di cambiamento significativo nel tasso di aumento delle temperature a partire dal 2013-2014 e una rapidità di aumento circa raddoppiata nell’ultimo decennio rispetto ai precedenti passando da 0,16-0,18 °C/decennio a 0,34-0,42. L’aumento misurato in gradi centigradi per decennio è quindi doppio negli ultimi 10 anni rispetto al periodo prima del 2013-2014. «I nostri risultati sono estremamente affidabili e valgono per tutte le serie considerate, che vengono dai centri di ricerca più importanti: Nasa, Noaa, HadCru, Berkeley ed Era5», spiega Antonello Pasini (Cnr-Iia). «Nell’attuale contesto, in cui assistiamo a un nuovo cambiamento ma non ne comprendiamo ancora le cause specifiche, riteniamo che diventi ancora più importante agire negli ambiti che possiamo controllare e ridurre al minimo, per quanto possibile, l’impatto umano sull’aumento delle temperature», conclude Pasini.
Ma a preoccuparsi per la prolungata ondata di calore sono anche i medici. Ogni volta che la colonnina di mercurio tende verso l’alto compilano dettagliati vademecum anti-calore, ma ora il dato non lascia dubbi. In soli tre giorni, tra il 24 e il 26 giugno, il caldo estremo potrebbe causare circa 12.000 morti in eccesso in Europa. È quanto emerge da uno studio pubblicato sull’Economist che ha preso in considerazione le temperature medie previste per il periodo in 854 città europee combinate con il modello elaborato da Pierre Masselot e dalla London School of Hygiene & Tropical Medicine sulla relazione tra temperatura e mortalità. Secondo questo modello il numero di vittime non sarà determinato solo dalle temperature assolute, ma anche dalla loro anomalia e dalle caratteristiche locali: 30°C a Manchester sono molto più letali che a Madrid. Né i corpi né gli edifici sono adattati a resistere. Il metodo applicato alle diverse città non tiene conto di alcuni fattori come l’umidità, tuttavia considera in parte il calore notturno, che è uno dei motivi per cui quest’ondata di calore è stata così pericolosa perché il corpo ha poco tempo per recuperare.
L’incremento maggiore del tasso di mortalità, in questa analisi, riguarda Parigi dove il rischio di decessi potrebbe aumentare di oltre il 300%: nella capitale francese le conseguenze saranno maggiori forse a causa dell’effetto riscaldante dei caratteristici tetti grigi di zinco della città. Il rischio di morte a Londra potrebbe aumentare di circa il 200%; a Milano del 170%, mentre Roma è poco sopra il 100%. Clair Barnes dell’Imperial College di Londra e i suoi colleghi stimano che 24.400 persone siano morte a causa del caldo estremo tra giugno e agosto 2025, riporta l’Economist. Gli anziani tendono ad essere i più vulnerabili: l’85% delle vittime dello scorso anno aveva più di 65 anni.
Al di là dell’emergenza sanitaria, le ondate di calore rappresentano anche una sfida per le amministrazioni locali. In tutta Italia cresce il numero dei Comuni che, in aggiunta ai tradizionali piani caldo, corrono ai ripari per i più fragili e per gli anziani, aprendo di fatto diversi “rifugi climatici” ospitati in biblioteche, musei e sedi municipali. Da Genova a Torino, fino a Perugia, sono molte le amministrazioni che hanno realizzato una “rete di rifugi freschi” durante i giorni di maggior caldo. Accanto alle esperienze delle grandi città emergono anche iniziative innovative anche nei centri più piccoli. Ad Ancona il Comune concede in comodato gratuito condizionatori portatili alle persone più fragili che ne sono prive. A Legnano, nel Milanese, studenti delle scuole superiori e universitari sono impegnati nell’assistenza agli anziani soli. A Follonica e Oristano il contrasto al caldo passa anche attraverso giornate organizzate al mare dedicate agli anziani.

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