Colleferro apre le porte al data center IA

Via libera del consiglio comunale della cittadina laziale, la prima del Centro-Sud ad ospitare questa infrastruttura, che darà lavoro a 220 persone
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September 5, 2026
Colleferro apre le porte al data center IA
Il rendering del progetto del data center di Colleferro (Roma)
Sorgerà a Colleferro, cittadina industriale a 60 km da Roma, il primo data center di ultima generazione del Centro-Sud e tra i più grandi d’Italia, dedicato all’IA. Il consiglio comunale ha infatti approvato il progetto e tra meno di un anno, dopo le valutazioni di impatto ambientale che coinvolgeranno anche i comitati del territorio, inizieranno i lavori, con 700 persone impegnate nella fase di costruzione e 220 posti di lavoro dopo l’apertura. La struttura nascerà su un’area di 76 ettari, tra l’autostrada del Sole, la statale Casilina e quell’Alta velocità che peraltro tra qualche tempo verrà implementata con una nuova e più funzionale stazione nella vicina Frosinone. A 3 km c’è il centro logistico di Amazon e le aziende di quel polo aerospaziale che assegna a Colleferro il titolo di capitale europea del settore. Il campus data center di Colleferro occuperà 57.800 metri quadrati coperti e una serie di impianti fotovoltaici per una potenza complessiva di circa 34 MW.
Piena soddisfazione è stata espressa dal sindaco, Giulio Calamita: «Dopo due anni di percorso amministrativo il consiglio comunale ha deliberato senza nessun voto contrario il progetto che prevede la costruzione di un data center di ultima generazione per l’IA con 150MW di potenza elettrica assegnata dal gestore di rete Terna». L’energia sarà fornita da fonti rinnovabili, attraverso contratti con gestori green PPA (i cosiddetti power purchase agreements) e grazie anche ai 34MW di impianti fotovoltaici in loco. Il progetto architettonico è stato realizzato dallo studio Lombardini 22 di Milano, mentre la Telecom Sparkle ha progettato l’infrastruttura di connessione dati alla rete fotonica nazionale. Preziosa anche la collaborazione del Comune di Segni per le opere viarie.
Dal punto di vista ambientale e del consumo idrico, la società proponente si è avvalsa della Mitsubishi Electric per un sistema di raffreddamento a circuito chiuso ed ha optato per gruppi elettrogeni a gas per l’alimentazione di emergenza, con l’intervento dell’AB Energy di Brescia, mentre l’infrastruttura di approvvigionamento è della SGI, senza necessità di stoccaggio. Ma l’aspetto dell’ambiente ha fatto storcere il naso a qualche associazione di un territorio che, va ricordato, sta soffrendo molto per l’inquinamento della valle del fiume Sacco. Il primo cittadino di Colleferro replica così: «Si tratta di un data center di seconda generazione che usa il raffreddamento ad aria e il ricircolo delle acque e l’utilizzo delle acque meteoriche. Allo stesso modo il fabbisogno energetico verrà soddisfatto in larga parte dal fotovoltaico e il terreno di proprietà del proponente rappresenta un consumo di suolo non eccessivo rispetto a quello a cui siamo abituati con la logistica. Il data center ha un impatto trascurabile, rispetto all’inquinamento di settori come la chimica».
Iniziatore del progetto è stato Pierluigi Sanna, sindaco nelle ultime due consiliature e ora presidente del Consiglio comunale, che ne ricorda la genesi e dunque l’attualità: «Finito il ciclo dei rifiuti, volevamo far sì che Colleferro restasse “una città del lavoro”, come la definì Paolo VI durante la sua storica visita. Abbiamo l’aerospazio e la logistica, quest’ultima con 1000 posti di lavoro diretti ma anche qualche criticità: il traffico veicolare, la stagionalità del lavoro, livelli bassi di inquadramento occupazionali. Allora ci siamo chiesti cosa fare, soprattutto per i nostri ragazzi e, tra le strade esplorate, siamo andati nella Città metropolitana di Milano a vedere i data center: abbiamo trovato un’industria pulita, senza camion e ciminiere, altamente tecnologica, con scienziati e ricercatori».
Modello da replicare e nel 2025 ecco un avviso pubblico internazionale per candidare la città ad ospitare nuove tecnologie, otto risposte e la scelta su questo data center. «Tra meno di un anno poseremo la prima pietra. Ma solo dopo le due autorizzazioni ambientali che abbiamo preteso. Perché per noi coniugare l’azione dell’uomo con il rispetto dell’ambiente, nel solco della Laudato sì, è fondamentale», conclude Sanna, non prima di aver rimarcato il ruolo dell’attuale sindaco e degli assessori Marco Gabrielli e Umberto Zeppa.

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