Chi è l'attivista congolese che promuove la giustizia climatica e la pace
François Kamate Kasereka è il vincitore del Premio Alexander Langer 2026: in occasione della Giornata della Terra invita i giovani di tutto il mondo a sognare

È François Kamate Kasereka il vincitore del Premio Alexander Langer 2026: con questa decisione la Fondazione riconosce il coraggio, la lungimiranza e l’instancabile impegno di un attivista che con i mezzi della nonviolenza opera in una delle regioni più conflittuali del mondo, nel Nord Kivu, per lo sviluppo della pace, la giustizia ecologica e la partecipazione democratica. «Una voce, la sua, che rende visibile l’interconnessione tra giustizia climatica, decolonizzazione, cooperazione transnazionale e pace, incarnando così una delle sfide più urgenti del nostro tempo».
François Kamate rappresenta in modo esemplare una generazione di giovani attivisti africani che, in mezzo alla violenza e alla povertà, cercano vie di resistenza nonviolenta. È cofondatore di Extinction Rebellion Rutshuru, branca locale del movimento climatico internazionale, e dell’Amani Institute ASBL, impegnato nella promozione di una cultura di pace; ha lavorato nel movimento LUCHA – Lutte pour le Changement e ha creato numerosi gruppi di dialogo tra giovani, autorità locali e società civile.
In Italia gli attivisti di Exctinction Rebellion ci hanno abituati ad azioni di ribellione. L'ultimo, martedì a Torino, una denuncia di una doppia emergenza, politica e sanitaria perché «ogni anno solo a Torino più di 900 persone muoiono a causa dell’inquinamento atmosferico, morti premature, in gran parte evitabili». «Le attività di Extinction Rebellion in Congo includono campagne come Congo Fossil Free (il Congo libero dai fossili), Stop Illegal Mining (armi illegali, ndr) e Adopt a Tree Not a Weapon (Adotta un albero, non un'arma), Art for Peace - spiega Kamate Kasereka - La Nonviolenza attiva è la nostra strategia: un modo per tentare di apportare un cambiamento positivo. Per coinvolgere le comunità organizziamo cortei e sit-in pacifici, creiamo spazi e opportunità per il dialogo e la riconciliazione. Il nostro obiettivo è convincere i giovani che si sono uniti alle milizie a partecipare alla nostra protesta non violenta, trasformando così le "armi in alberi».
In occasione della Giornata della Terra, che si celebra ogni anno il 22 aprile, in tutto il mondo, a Roma c’è il “Villaggio per la Terra” di Villa Borghese. In Italia il tema della Giornata viene declinato in “Torniamo a Sognare” e fa riferimento alla possibilità di immaginare un futuro sostenibile per l’uomo e per l’ambiente. Al Villaggio sono attesi centocinquanta giovani provenienti dai paesi dell’Unione Europea che si riuniranno per compilare il Manifesto dei Sogni dei Giovani Europei. Secondo gli ultimi dati Istat il 67,9% dei ragazzi tra i 14 e i 19 anni è preoccupato per il cambiamento climatico, mentre cresce il fenomeno dell’ecoansia, che incide sul benessere psicologico e sulle scelte di vita. osa di choc climatici e ambientali, mentre circa un miliardo vive in contesti ad alto rischio. «Il mio desiderio - ammette Kamate - è coinvolgere tutti i giovani di tutto il mondo in un'azione climatica dando potere agli "Alberi" come metafore del potere comunitario. A tutti i giovani voglio augurare pace, giustizia e unità».
Oltre al suo lavoro organizzativo, Kamate si impegna nella documentazione delle violazioni dei diritti umani, nella creazione di programmi radiofonici e in iniziative educative che promuovono responsabilità ecologica, dialogo e nonviolenza. La sua attività unisce il lavoro di pace locale alla consapevolezza climatica globale e offre ai giovani una voce nelle questioni che riguardano direttamente il loro futuro.
Giovedì 23 aprile, alle ore 20.30, François Kamate Kasereka incontrerà il pubblico in un incontro in programma nella Sala Petris del Centro Balducci di Zugliano dal titolo “One planet. Joining hands”. A guidare l’appuntamento la domanda: cosa significa alzare la propria voce, in modo nonviolento, a favore dei diritti ambientali e umani e in maniera coerente con quanto proposto da Alexander Langer? L’incontro è promosso in collaborazione tra Centro di accoglienza e di promozione culturale Ernesto Balducci, Articolo 21 Fvg e Fondazione Langer.
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