
Una giornata dedicata alla memoria, all'arte e alla storia italiana per celebrare il centenario della nascita di Carlo Riccardi, fotografo, pittore e instancabile testimone del Novecento. Sabato 3 ottobre, nella sala conferenze del WeGil, si è svolta una conferenza che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, giornalisti, critici, studiosi, artisti e protagonisti del mondo della cultura per ricordare la figura e l'eredità di uno dei grandi interpreti della fotografia e dell'arte italiana. Attraverso il suo obiettivo, Riccardi ha documentato oltre settant'anni di vita del Paese: dalla Roma del dopoguerra alla "dolce vita", dal cinema alla politica, dal mondo dello spettacolo al lavoro, fino alle grandi trasformazioni sociali e culturali che hanno segnato la storia italiana. Un patrimonio di immagini che restituisce non soltanto il volto dei personaggi celebri, ma anche la dimensione più autentica e quotidiana di un'Italia in continua evoluzione.
La prima parte dell'incontro, condotto da Lorella Di Biase, è stata dedicata all'attività fotografica di Carlo Riccardi e al valore storico e culturale del suo archivio, che conserva milioni di negativi originali realizzati a partire dal secondo dopoguerra. Tra gli interventi, quello di Simona Renata Baldassarre, assessore alla Cultura della Regione Lazio, che ha annunciato la prossima realizzazione di una mostra dedicata a Carlo Riccardi, sottolineando l'importanza di valorizzarne l'opera e di renderla accessibile a un pubblico sempre più ampio. Laura Delli Colli, giornalista e presidente della Fondazione Cinema per Roma, ha ricordato il Riccardi conosciuto negli anni Settanta: Carletto, come era affettuosamente chiamato, protagonista di un percorso artistico che lo avrebbe portato anche all'esperienza della maxi-tela realizzata a piazza del Popolo nel 1986.Graziano Marraffa, presidente dell'Archivio del Cinema Italiano, ha sottolineato il valore delle fotografie realizzate fuori dal set, capaci di offrire una testimonianza umana, autentica e concreta del mondo del cinema, andando oltre la rappresentazione ufficiale delle scene e dei protagonisti.
Alla conferenza hanno preso parte anche tanti fotografi: Elio Vergati, Giancarlo Giuliani, Massimo Vergari, gli archivi Appetito, Geppetti, Ravagli, Secchiaroli insieme a numerose altre personalità del mondo della fotografia e della cultura. La seconda parte della conferenza è stata dedicata alla produzione pittorica di Riccardi: dagli esordi alle sperimentazioni legate alla «Quinta Dimensione». Le grandi tele e i progetti realizzati negli spazi urbani hanno rappresentato un modo originale di avvicinare l'arte alle persone. Particolarmente significativa la testimonianza di Claudio Strinati, presidente del Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici del ministero della Cultura, che ha raccontato la storia di Carlo Riccardi mettendone in luce il carattere esemplare e l'originalità della visione artistica. Strinati si è soffermato sulla capacità di Riccardi di sviluppare l'idea dell'«opera d'arte che cammina con noi»: gigantesche tele, murali e grandi composizioni che accompagnano le persone, trasformando lo spazio pubblico in un luogo di condivisione. È questa una delle dimensioni più significative della ricerca di Riccardi: aver portato l'arte fuori dai luoghi tradizionali, trasformandola in una presenza viva, capace di camminare accanto alle persone e di creare un legame profondo tra l'opera, la comunità e lo spazio pubblico. Costantino D'Orazio, storico dell'arte, saggista e direttore generale Creatività contemporanea al Mic, ha restituito la centralità dell'estro anticipatore di Riccardi, mettendone in luce la capacità di sperimentare nuovi linguaggi e di superare i confini tradizionali dell'espressione artistica. A raccontare ulteriormente questa dimensione del suo percorso sono stati Vittorio Esposito, critico d'arte; Massimo Papi, artista, dermatologo e creatore di Derm'Art; e Aldo Reali, amministratore delegato di Sport Network. Il centenario di Riccardi è stato anche un momento di confronto sul valore della memoria visiva. Riccardi ha lasciato una testimonianza preziosa sia da fotografo capace di cogliere la realtà con immediatezza e sensibilità, sia da pittore e sperimentatore.La conferenza ha riunito idealmente queste due dimensioni, restituendo il ritratto di un uomo che ha dedicato la propria vita a osservare, raccontare e interpretare il mondo attraverso le immagini. Il centenario rappresenta l'inizio di un rinnovato percorso di valorizzazione della sua eredità artistica, affinché il suo lavoro continui a parlare alle nuove generazioni di fotografi, artisti, studiosi e appassionati di cultura.
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