Boom dei cammini, sulle vie del turismo lento l'Italia "corre": nel 2025 oltre 300mila viandanti
Il dossier di Terre di Mezzo presentato a "Fa’ la cosa giusta!": quasi 2,5 milioni di pernottamenti su 160 percorsi e un impatto economico stimato in 336 milioni di euro. Crescono gli itinerari e aumenta il peso delle aree interne

Si cammina piano, a passo lento alla scoperta del nostro Paese, seguendo le strade di un turismo sempre più sostenibile, fuori dalle rotte più battute e con uno stile essenziale. Eppure, i cammini… corrono. Escono dalla nicchia per conquistare spazi sempre più ampi e coinvolgenti, con ricadute economiche per i territori attraversati che cominciano a essere rilevanti. I numeri sono eloquenti: nel 2025 ben 300.046 persone (è la stima minima) si sono messe in cammino lungo gli itinerari italiani, in maniera diffusa in tutto il territorio (solo un anno prima i camminatori stimati erano stati 191.46, l’incremento supera il 56 per cento), con una spesa diretta complessiva di almeno 336,4 milioni di euro. La durata media dell’esperienza resta stabile a 7,4 giorni di cammino (praticamente lo stesso dato registrato nel 2024), ma l’aumento dei partecipanti fa crescere in modo significativo l’impatto totale con 2.476.880 pernottamenti generati. Dopo anni di semina nel silenzio, tutto il mondo dei cammini, fatto di associazioni e reti di piccole realtà locali, sostenuti negli ultimi anni anche da istituzioni illuminate, Regioni e ministero del Turismo, cominciano a raccogliere buoni frutti. Un trend positivo a cui probabilmente per il 2026 si aggiungerà l’effetto del successo cinematografico del film di Gennaro Nunziante con Checco Zalone “Buen camino”, cha a Natale ha portato davanti al grande schermo, a riflettere sul senso del camminare lungo le strade di Santiago, quasi dieci milioni di spettatori.
Insomma, l’Italia si scopre sempre più terra di santi, poeti e… camminatori. A fotografare la situazione del settore è la nona edizione del dossier "Italia, Paese di Cammini", realizzato da Terre di mezzo Editore e presentato stamattina alla fiera dei Grandi Cammini nell’ambito di “Fa’ la cosa giusta!”, la manifestazione nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, fino a domenica fra i padiglioni di Milano Rho, di cui Avvenire è media partner. I dati sono costruiti incrociando il numero delle credenziali e dei Testimonium consegnati lungo i 160 percorsi che hanno partecipato alla rilevazione fra i 250 cammini censiti (nel 2024 erano rispettivamente 122 e 160) con le risposte di 4.328 questionari compilati dai viandanti. Un metodo che consente di stimare anche la quota di chi cammina senza richiedere la credenziale ufficiale. Il quadro che emerge è quello di un settore ormai maturo e in piena espansione.





Un turismo a piedi che comincia ad affermarsi anche come significativo motore economico, soprattutto per borghi e territori marginali dove anche i piccoli numeri contano. Per la prima volta, grazie anche alla collaborazione con il Centro di studi avanzati sul turismo (Cast) dell’Università di Bologna, il dossier rileva anche l’impatto dei Cammini minori e riesce a stimare con rigore scientifico le ricadute economiche sui territori. Dalle risposte al questionario emerge che la spesa media giornaliera dei camminatori è pari a 87,29 euro (senza contare i costi di viaggio e gli acquisti prima della partenza), con una spesa diretta che supera i 216 milioni di euro. Secondo le stime del Cast l’impatto economico complessivo dei Cammini sui territori nel 2025 è stato di oltre 336,4 milioni di euro. Numeri che assumono un significato particolare se si considera che gran parte di questo valore resta nelle aree interne del Paese, dove il passaggio dei camminatori contribuisce a sostenere piccole strutture ricettive, ristoranti e servizi locali. Rilevante nella raccolta dei dati il contributo dei cosiddetti cammini minori, spesso nati da iniziative locali e non sempre dotati di una struttura di governance definita, ma sempre più presenti nella mappa del turismo lento.
L’accelerazione della crescita in questi ultimi anni è un trend ben evidente: il 2024 aveva fatto segnare un +29 per cento nel numero di Credenziali rilasciate ai camminatori su base annua. Nel 2023 la crescita era stata del 24,4 per cento. La crescita clamorosa del 2025 trova conferma anche nei dati relativi ai Cammini che hanno avuto Roma come meta (la Via Francigena e la Via Romea Strata in particolare): i Testimonium consegnati dai volontari della Via Romea Strata presso la Basilica di San Pietro ai camminatori che sono arrivati a piedi nel 2025, anno giubilare, sono più che raddoppiati: 12.038, mentre nel 2024 erano 5.576.
Il dossier offre anche uno spaccato aggiornato del profilo dei camminatori. Nel 2025 si registra una lieve inversione nella distribuzione di genere: gli uomini rappresentano il 51,4 per cento, mentre nel 2024 le donne erano la maggioranza con il 51 per cento. Cresce inoltre la presenza dei più giovani: il 27 per cento dei camminatori ha meno di 45 anni. Quanto alla provenienza geografica, i camminatori arrivano soprattutto dal Nord Italia: Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna sono le regioni da cui parte il maggior numero di viaggiatori a piedi.
Nel loro insieme, questi dati raccontano una trasformazione ormai evidente. Il cammino non è più soltanto una nicchia di appassionati o un’esperienza legata esclusivamente al pellegrinaggio religioso. È diventato una forma di turismo lento capace di coinvolgere centinaia di migliaia di persone e di generare ricchezza diffusa. Su questo settore molte Regioni stanno lavorando con progetti mirati molto interessanti: dall’Umbria alla Toscana, dal Friuli Venezia Giulia all’Emilia Romagna, dal Lazio alla Sardegna, passando per la Sicilia si moltiplicano le iniziative per promuovere questo stile di viaggio, nella valorizzazione dei territori, la destagionalizzazione dei flussi e l'animazione delle aree più marginali. Negli ultimi anni si è registrato un importante sostegno anche dal ministero del Turismo, nello spirito di promozione del cosiddetto “undertourism” dato dal ministro Daniela Santanché (che domenica sarà presente fra gli stand della fiera), con lo stanziamento di oltre 30 milioni di euro per i cammini, che, insieme alla legge recentemente approvata dal Parlamento con una dotazione di 5 milioni di euro e la definizione del ruolo centrale del dicastero, consolidano ulteriormente lo status dei percorsi come asset strategico della politica turistica del nostro Paese. A passo lento, c'è un'Italia che "corre" sui cammini.
© RIPRODUZIONE RISERVATA






