Il ritorno del super caldo con El Niño. L’Onu avverte: è allarme clima

Piogge intense, siccità ed eventi meteorologici estremi anche in Europa (e in Italia) nella seconda metà del 2026 con il verificarsi del fenomeno climatico periodico che provoca un forte riscaldamento delle acque del Pacifico
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June 4, 2026
Il ritorno del super caldo con El Niño. L’Onu avverte: è allarme clima
Si attendono periodi di estrema siccità, soprattutto al Sud. Nella foto il lago della Piana degli Albanesi, a Palermo
Farà caldo, molto caldo. E pioverà molto, in modo più intenso rispetto a quanto ci siamo abituati fino ad ora. E non c'entrano il caldo estremo, le grandinate e le trombe d’aria di questo fine maggio. Il mondo deve prepararsi al ritorno di El Niño, avvertono gli scienziati, e agli eventi meteorologici estremi che esso si porta dietro. Secondo quanto comunicato dall’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm), questo potente fenomeno meteorologico naturale, che innalza le temperature globali e intensifica le precipitazioni, ha l’80% di probabilità di formarsi prima di settembre e il 90% di probabilità di persistere fino a novembre. El Niño è un fenomeno climatico periodico che provoca un forte riscaldamento delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico Centro-Meridionale e Orientale nei mesi di dicembre e gennaio in media ogni cinque anni, con un periodo statisticamente variabile fra i tre e i sette anni.
Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, ha affermato che il mondo «deve considerarlo come un urgente allarme climatico». L’ultimo El Niño, che ha colpito nel 2023-2024, é stato uno dei cinque più forti mai registrati e ha contribuito a un anno torrido nel 2024 che ha battuto i record di temperatura globali. L’Omm (l’Organizzazione mondiale della meteorologia) ha dichiarato che per i prossimi tre mesi sono previste temperature insolitamente elevate in quasi tutte le parti del pianeta e ha avvertito di una maggiore probabilità di piogge estreme e siccità. Sebbene ogni evento El Nino sia unico, gli scienziati lo associano solitamente a piogge più intense in alcune zone del Sud America, del sud degli Stati Uniti, del Corno d’Africa e dell’Asia centrale. Condizioni più secche interessano in genere l’America centrale, il nord del Sud America, i Caraibi, l’Australia, l’Indonesia e alcune zone dell’Asia meridionale.
«Dobbiamo prepararci a un evento El Niño potenzialmente forte – che aggraverà siccità e piogge abbondanti e aumenterà il rischio di ondate di calore sia sulla terra che nell’oceano. L’El Niño più recente, nel 2023-24, è stato uno dei cinque più forti mai registrati e ha avuto un ruolo nelle temperature globali record che abbiamo visto nel 2024» ha dichiarato la Segretaria Generale della Organizzazione meteorologica mondiale (Wmo) Celeste Saulo. «La comunità dell’Organizzazione mondiale della meteorologia monitorerà attentamente le condizioni nei prossimi mesi per informare le decisioni da parte di governi, agenzie umanitarie e settori sensibili al clima. Previsioni stagionali anticipate e allerti precoci sono vitali per salvare vite e attenuare l’impatto sulle nostre economie e sulle nostre comunità», ha aggiunto Celeste Saulo. Anche la Nasa fa sapere che secondo i dati sul livello del mare del satellite Sentinel-6 — che misura l’altezza dell’intero oceano ogni 10 giorni — ha rilevato un’onda di acqua calda larga centinaia di miglia nell’Oceano Pacifico al largo della costa del Sud America.
«In Europa e in Italia El Niño avrà un impatto indiretto - spiega Giulio Betti di Lamna Cnr di Firenze - e generalmente è molto difficile fare una previsione precisa perché non siamo uno di quei Paesi direttamente coinvolti. Tuttavia si ritiene probabile che anche in Europa ci saranno eventi e precipitazioni estreme. Perché El Niño va a intensificare un’anomalia che è già moto marcata». Mentre sappiamo che sul Perù ci saranno precipitazioni estreme, che l’Australia sarà colpita da estrema siccità e in India i monsoni saranno più deboli, quello che accadrà in Europa e in Italia è ancora tutto da verificare. Una cosa è certa, farà più caldo e le precipitazioni saranno ancora più intense. «Ciò che è estremo, risulterà ancora più estremo» conclude Betti. Per un aggiornamento più preciso di quello che accadrà bisognerà però aspettare ancora qualche giorno. Quando l’agenzia Copernicus avrà aggiornato i dati di previsione. «La discussione è più sull’intensità e non sul fatto che non succeda» spiega Carlo Buontempo, direttore del Copernicus Climate Change Service, l’agenzia europea per il clima. Gli eventi forti di El Niño rimodellano i modelli meteorologici globali: aumento del rischio di siccità estreme, inondazioni, ondate di calore e incendi boschivi. Fenomeni che avranno gravi impatti sull’agricoltura, la sicurezza alimentare e le economie in tutto il mondo.

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