Due vittime sul lavoro. La Chiesa in campo: si deve dare dignità, non morte
di Paolo Ferrario
Le tragedie a Pistoia e nel Ravennate. Il vescovo Mascagna: la morte non è mai una fatalità a cui dedicare sporadiche attenzioni. Celebrati i funerali di Andrea Moretti, 22 anni, precipitato dal Colosseo: presente anche il ministro Giuli. L'Osservatorio di Bologna: nel 2026 +12% di vittime

Ancora morti sul lavoro a Pistoia e Ravenna. Un operaio di 43 anni, originario della Moldova, è morto in un incidente avvenuto nella zona industriale di Sant’Agostino a Pistoia. L’uomo stava lavorando sul tetto di un capannone per il montaggio di pannelli di copertura quando è precipitato al suolo da un’altezza di circa otto metri. Era dipendente di una ditta di Milano. Nonostante i tentativi di rianimazione da parte del personale medico, per l’operaio non c’è stato nulla da fare e il decesso è stato constatato sul posto. «Saranno sempre troppi i morti sul lavoro. Viviamo come comunità un altro lutto avvenuto proprio laddove si dovrebbe valorizzare l’ingegno umano e invece continuano a consumarsi tragedie che sono un doloroso richiamo alla responsabilità collettiva – ha ricordato il vescovo di Pescia e Pistoia, Augusto Mascagna –. La morte di un lavoratore non è mai una fatalità a cui dedicare una sporadica attenzione». Sulla morte dell’operaio è intervenuto anche il sindaco di Pistoia, Giovanni Capecchi: «La sicurezza non è un costo, ma la base di partenza di ogni rapporto di lavoro», ha detto.
Un secondo operaio di 43 anni ha perso la vita, sempre ieri, in un cantiere edile a Faenza, nel Ravennate, dopo il crollo parziale del carico di una gru. Anche un collega 55enne é rimasto ferito ed è stato trasportato in ospedale a Ravenna. Infine, si sono celebrati ieri a Tottea di Crognaleto, in provincia di Teramo, i funerali di Andrea Moretti, l’operaio di 22 anni tragicamente precipitato in un cantiere notturno al Colosseo lo scorso 23 settembre. Presente anche il ministro della Cultura, Alessandro Giuli. «Il lavoro deve dare dignità e vita, mai la morte», ha scandito il vescovo emerito di Termoli-Larino, Gianfranco De Luca, che ha officiato la Messa funebre su delega del vescovo di Teramo-Atri, Lorenzo Leuzzi.
Secondo l'Osservatorio di Bologna dei morti sul lavoro, curato da Carlo Soricelli, al 30 settembre 2026 i morti sul lavoro, in Italia, sono stati 1.074, di cui 865 nei luoghi di lavoro e il resto in itinere. Rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, le vittime sono aumentate del 12%.
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