Al via la campagna itinerante "Fai luce sulla Cidp"

di Redazione romana
La malattia autoimmune colpisce i nervi periferici, da qui la scelta di partire dalla periferie delle città per sensibilizzare i cittadinini. Prima tappa il 3 novembre al Corvetto di Milano e il 25 novembre a Tor Bella Monaca.
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November 2, 2026
Al via la campagna itinerante "Fai luce sulla Cidp"
Portare in periferia la consapevolezza della malattia. Parte dal quartiere Corvetto di Milano “Fai luce sulla Cidp”, la campagna itinerante promossa da argenx Italy con il patrocinio dell'associazione Cidp Italia Aps, per sensibilizzare sulla Polineuropatia cronica infiammatoria demielinizzante (CIDP) e sul suo impatto nella vita delle persone. Il primo appuntamento è in programma martedì 3 novembre presso il teatro della Quattordicesima, seguito da una seconda tappa il 25 novembre a Roma, presso l'oratorio della Parrocchia Santa Rita nel quartiere di Tor Bella Monaca. Due incontri gratuiti aperti alla cittadinanza che riuniranno neurologi, rappresentanti dei pazienti ed esperti di urbanistica, per favorire il dialogo tra scienza, esperienza diretta e territorio.
La scelta delle periferie urbane nasce da un parallelismo con il sistema nervoso periferico, la rete di nervi che collega il cervello e il midollo spinale al resto dell'organismo, rendendo possibili il movimento e la sensibilità. Meno conosciuti rispetto al cervello, i nervi periferici sono indispensabili per la nostra autonomia e il benessere complessivo. Allo stesso modo, le periferie rappresentano parti vitali, dinamiche ed essenziali della città, ricche di risorse, relazioni e straordinarie potenzialità. L'iniziativa intende così valorizzare entrambi i contesti, sottolineando come l'organismo e la comunità urbana possano funzionare appieno solo se ogni loro componente viene riconosciuta e tutelata nel suo ruolo fondamentale.
«Abbiamo scelto di partire dalle periferie perché, consapevoli della difficoltà che si incontra ogni volta che si vuole sensibilizzare la società e I decisori su una patologia poco nota e le difficoltà che pone, è necessario ricorrere a metafore efficaci. I danni al sistema nervoso periferico e la necessità di riconoscerli tempestivamente ci hanno ispirato un parallelismo con gli interventi necessari a ripristinare e valorizzare le connessioni nelle periferie delle nostre città. La conoscenza e la partecipazione possono fare la differenza nel modo in cui una malattia viene compresa e vissuta, contribuendo a costruire una maggiore attenzione verso le persone e i loro bisogni. Prendersi cura di una malattia significa anche prendersi cura della comunità», spiega Fabrizio Celia, general manager di argenx Italy.
La malattia
La Cidp è una malattia neurologica autoimmune e demielinizzante, nella quale il sistema immunitario attacca erroneamente la mielina, la guaina che riveste le fibre nervose periferiche, compromettendo la corretta trasmissione degli impulsi. La malattia si manifesta concretamente con debolezza muscolare, alterazioni della sensibilità, spiccata difficoltà nel cammino e problemi di equilibrio. Gesti quotidiani fondamentali come salire le scale, afferrare un oggetto, guidare o muoversi autonomamente possono diventare complessi e gravosi, incidendo in modo diretto sul lavoro, sulla vita familiare e sulle relazioni sociali. Una corretta informazione su queste manifestazioni concrete è decisiva: riconoscere tempestivamente i sintomi permette di favorire un corretto e tempestivo inquadramento specialistico, indispensabile per preservare la funzione nervosa, bloccare la progressione del danno e prevenire lo sviluppo di una disabilità irreversibile.
«Il sistema nervoso periferico è essenziale per il movimento, la sensibilità e la nostra autonomia, eppure le malattie che lo colpiscono sono ancora poco conosciute. La CIDP può compromettere progressivamente funzioni fondamentali e avere conseguenze importanti sulla vita quotidiana. Promuoverne la conoscenza significa aiutare a riconoscerne le manifestazioni, comprendere le difficoltà delle persone che ne soffrono e favorire il tempestivo coinvolgimento di specialisti in grado di inquadrare correttamente la patologia e garantirne una gestione appropriata. L'obiettivo è preservare la funzione nervosa e prevenire l'accumulo di danno e lo sviluppo di disabilità irreversibile», spiega Yuri Falzone, neurologo presso l’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano.
 
«Una malattia poco conosciuta rischia di rendere invisibili anche le persone che ne soffrono. Convivere con la CIDP significa spesso dover ripensare la propria quotidianità, modificare abitudini e affrontare difficoltà che incidono sulla vita personale, familiare e sociale. Per chi vive con questa patologia, mantenere la propria autonomia non significa soltanto riuscire a compiere gesti quotidiani, ma conservare la possibilità di scegliere, progettare il futuro e partecipare alla vita della comunità», spiega Massimo Marra, presidente di Cidp Italia Aps.
 

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