Trieste, rogo al Porto Vecchio: muoiono due senza dimora
L'incendio nella notte di domenica nel magazzino dove trovano riparo i migranti provenienti dalla rotta balcanica. All'origine della tragedia un fuoco acceso all'interno della struttura

Tragedia nella notte a Trieste: un uomo e una donna sono morti in un incendio divampato in un magazzino dismesso del Porto Vecchio, area in cui da anni trovano rifugio di fortuna migranti che arrivano in città provenienti dalla rotta balcanica. L'identità e la nazionalità delle due vittime non sono ancora state rese note: prima servirà una pietosa opera di identificazione. Sul posto sono intervenuti diversi mezzi dei vigili del fuoco, la polizia e i soccorsi sanitari, ma era troppo tardi per fare qualcosa. I due corpi, carbonizzati, sono stati trovati durante le operazioni di spegnimento delle fiamme. Nel rogo è crollato anche un solaio.
Secondo una prima ricostruzione l'incendio sarebbe stato originato da un fuoco acceso all'interno del Magazzino 18, forse nel tentativo di riscaldarsi durante i primi freddi, da un gruppo di migranti. Nel momento in cui le fiamme si sono propagate al resto dell'edificio abbandonato, il gruppo sarebbe fuggito, mentre i due sarebbero rimasti intrappolati. Sul posto sono giunti anche i carabinieri, la polizia scientifica e il medico legale. Per accedere all'edificio di tre piani i vigili del fuoco hanno indossato gli autorespiratori e sono entrati dal piano terra dove le fiamme avevano completamente avvolto un soppalco in legno che poco dopo è crollato, senza per fortuna coinvolgere i soccorritori. Mentre una squadra ha iniziato le complesse operazioni di spegnimento un altro gruppo, aprendosi dei varchi con cesoie e vari attrezzi, ha iniziato a ispezionare gli altri 2 piani della struttura rivenendo al primo piano i due corpi.
Spente le fiamme è iniziata la bonifica delle parti andate a fuoco e la rimozione del materiale che si trovava all'interno del piano terra del magazzino. Terminate le operazioni di bonifica i vigili del fuoco hanno provveduto a una parziale messa in sicurezza della struttura alla quale già da tempo era stato interdetto l'accesso. Un divieto che però non ha impedito nuovi bivacchi all'interno dell'area. Le operazioni, iniziate alle 22.45 di domenica sera, sono terminate alle 7.45.
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