Guerriglia No Tav in Val di Susa: decine di agenti feriti. Meloni: «Lo Stato non si piega»

di Andrea Zaghi, Torino
Assalto ai cantieri di Chiomonte e San Didero con pietre, bombe carta e razzi. La polizia risponde con lacrimogeni e idranti. Chiuse autostrada e linea ferroviaria
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July 25, 2026
Durante le proteste dei No Tav, il cantiere di Chiomonte in Valle di Susa è stato attaccato su vari fronti da alcune centinaia di antagonisti che hanno lanciato bombe carta e pietre  / ANSA
Durante le proteste dei No Tav, il cantiere di Chiomonte in Valle di Susa è stato attaccato su vari fronti da alcune centinaia di antagonisti che hanno lanciato bombe carta e pietre / ANSA
Pietre, bombe carta e razzi contro le forze dell’ordine. Decine di agenti appartenenti alle Forze dell’ordine feriti, quattro mezzi distrutti dalle fiamme. E poi l’inevitabile seguito di polemiche politiche con il lancio di accuse tra le parti. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha telefonato al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per esprimere la solidarietà e il ringraziamento alle forze dell’ordine. In Valsusa è tornato il vecchio copione delle manifestazioni contro la Tav, ovvero la linea ferroviaria Torino-Lione in costruzione da diversi anni e, adesso, quasi in vista del traguardo finale. Un’opera che, fin dalla sua progettazione, ha creato notevoli problemi di consenso e di ordine pubblico, tanto che i cantieri per la sua realizzazione sono da sempre presidiati dalle forze dell’ordine e dall’esercito.
Sabato, quindi, nuovi scontri sono scoppiati durante una marcia No Tav che ha coinvolto, stando agli organizzatori, circa 20mila persone. Un serpentone composto nella grande maggioranza di persone tranquille ma alle quali si sono aggregate alcune centinaia di attivisti incappucciati, vestiti di nero e con le maschere antigas appartenenti all’area più antagonista e oltranzista del movimento che hanno lanciato pietre e bombe carta ma anche razzi con lanciarazzi artigianali contro le forze dell’ordine schierate a protezione del cantiere di San Didero. Un vero e proprio attacco portato con modalità che dimostrano una preparazione a monte. I violenti si sono accostati alle reti di protezioni del cantiere dove si trovavano due mezzi dei carabinieri e hanno iniziato a lanciare bombe carta e razzi ma anche bombe molotov che hanno incendiato due blindati. Alle pietre e alle bombe carta, i poliziotti hanno risposto con un lancio di lacrimogeni e l’uso di idranti per allontanare gli antagonisti. Uno scontro breve - circa venti minuti - ma piuttosto violento che, probabilmente, nelle intenzioni degli antagonisti, serviva come una sorta di manovra di distrazione: intanto, infatti, un gruppo più numeroso (circa 500) di incappucciati ha cercato di raggiungere attraverso alcuni sentieri nel bosco il cantiere di Chiomonte posto più in alto. Un obiettivo fallito visto che le forze dell’ordine hanno bloccato un gruppo di un centinaio di antagonisti tra due rivi nei boschi; un altro gruppo più numeroso è invece stato fermato a Bruzolo, tra San Didero e Bussoleno. Altri due mezzi delle forze dell’ordine sono però stati dati alle fiamme.
La marcia del popolo No Tav durante una delle giornate della 10a edizione del Festival Alta Felicità di Venaus, in Val di Susa / ANSA
La marcia del popolo No Tav durante una delle giornate della 10a edizione del Festival Alta Felicità di Venaus, in Val di Susa / ANSA
Che non sarebbe stata una giornata facile lo ha dimostrato la mobilitazione delle forze dell’ordine. Centinaia di poliziotti, carabinieri e finanzieri provenienti da tutta Italia. La “marcia verso i cantieri della devastazione”, come era stata denominata dagli organizzatori, era partita nel primo pomeriggio di ieri da Venaus. Gli antagonisti hanno danneggiato delle barriere new-jersey. I disordini sono poi continuati nel corso del pomeriggio, tanto che la concessionaria autostradale Sitaf ha chiuso per motivi di ordine pubblico l’autostrada A32 Torino-Bardonecchia tra gli svincoli di Oulx e Susa Est. Prima della manifestazione erano stati sequestrati dalle forze dell’ordine alla stazione di Bardonecchia fionde, razzi, biglie, petardi e fuochi d’artificio. Alla vigilia del corteo il prefetto di Torino, Donato Cafagna, aveva imposto limitazioni e divieti per ragioni di sicurezza e ordine pubblico, mentre il questore, Massimo Gambino, aveva emesso 14 provvedimenti tra daspo urbani e fogli di via da Venaus. «Chi lancia bombe carta, incendia mezzi dello Stato e aggredisce le Forze dell’Ordine non sta difendendo un’idea, sta attaccando lo Stato. A Chiomonte, dopo quanto accaduto nei giorni scorsi a Bologna, ancora una volta donne e uomini in divisa sono stati bersaglio della violenza di delinquenti incappucciati. A loro va la mia solidarietà e quella del Governo». Il primo commento della premier Giorgia Meloni è affidato ai social. Condanna dai due vicepremier. Per Tajani «è vergognosa e inaccettabile la guerriglia scatenata dai No Tav contro le forze dell’ordine» e «la sinistra è connivente con i teppisti», mentre Matteo Salvini invoca la «mano pesante contro questi criminali». È duro nella condanna ai «criminali che devono pagare» il leader di Iv Matteo Renzi. Mentre quello di Az Carlo Calenda, invita tutti ad evitare qualsiasi tipo di «contiguità con questi delinquenti» Dal Pd ad Avs a M5s la presa di distanza è netta. «Il dissenso – sottolinea il responsabile sicurezza Dem Matteo Mauri – non può mai trasformarsi in aggressione o intimidazione». «Condanno senza senza se e senza ma», sottolinea Angelo Bonelli (Avs), così come i parlamentari M5s Chiara Appendino, Antonino Iaria ed Elisa Pirro: «Chi compie violenze non manifesta, delinque».

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