Kirsty Coventry rivoluziona il Cio: meno sport costosi, più soldi agli atleti

Ad ogni atleta 10mila dollari. Il nuovo sistema di selezione accelererà i tempi per i Giochi estivi: a marzo 2027 la prima scelta, fatto che interroga il Coni
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June 26, 2026
Kirsty Coventry rivoluziona il Cio: meno sport costosi, più soldi agli atleti
La sessione straordinaria del Cio, andata in scena ieri in Svizzera / Reuters
Contributo di 10.000 dollari per gli atleti, nuove regole per scegliere le città ospitanti, più flessibilità nei programmi olimpici, la riaffermazione del principio di neutralità e un segnale politico-sportivo forte sul fronte dei rifugiati. Il primo manifesto della presidenza di Kirsty Coventry, racchiuso nel percorso “Fit for the Future”, è stato svelato durante la Sessione straordinaria del Cio di Losanna, mettendo al centro i protagonisti della rassegna a cinque cerchi. Per la prima volta nella storia olimpica, ogni partecipante ai Giochi potrà ricevere un contributo di 10.000 dollari. Non un premio per la medaglia, né un bonus riservato ai campioni più visibili, ma un sostegno riconosciuto a tutti gli olimpici. Il fondo varrà 140 milioni di dollari per ogni quadriennio e quindi dovrebbe coinvolgere 14.000 atleti tra edizione estiva e invernale. Il contributo sarà gestito attraverso i Comitati olimpici nazionali e avrà una finalità precisa: sostenere la carriera sportiva degli olimpionici o accompagnarli nella transizione professionale dopo l’attività agonistica. Il Cio riconosce che arrivare ai Giochi è un traguardo costruito su anni di rinunce, sacrifici e lavoro spesso lontano dai riflettori. Lo ha spiegato Pau Gasol, presidente della Commissione Atleti, sottolineando che la borsa sarà per tutti e non sostituirà gli strumenti di sostegno già esistenti, né ridurrà le risorse destinate ai Comitati olimpici nazionali. Chi sceglierà di non richiederlo (immaginiamo i campioni affermati della Nba piuttosto che i tennisti di grido) lascerà la propria quota nel fondo, a beneficio degli olimpici futuri. Restano naturalmente esclusi gli atleti sanzionati per violazioni antidoping e per infrazioni al Codice etico o alla Carta olimpica. Le domande per Milano Cortina dovrebbero aprirsi entro la fine dell’anno, con i primi pagamenti previsti nel 2027.
La seconda grande riforma riguarda la scelta delle città olimpiche. Ed è qui che l’interesse italiano si accende immediatamente, perché il nuovo sistema scandisce il percorso verso i Giochi estivi 2036, quindi per l’eventuale candidatura di Roma il cronometro è già partito. Il Cio ha introdotto una nuova fase transitoria, il “dialogo strategico”, che si inserisce tra il dialogo continuo e il dialogo mirato. In concreto, a marzo 2027 il Comitato Esecutivo selezionerà le parti interessate considerate più mature e coerenti con la direzione strategica olimpica. Da quel momento partirà un lavoro più approfondito: prime risposte al questionario per le future sedi, garanzie finanziarie iniziali, supporto tecnico rafforzato da parte del Cio e visite sul posto. A fine 2028 il Comitato Esecutivo aprirà poi il dialogo mirato con le sedi preferenziali, sulla base di una relazione tecnica della Commissione. A quel punto i dossier potranno essere aggiornati, ma dovranno essere accompagnati da garanzie complete, con l’obiettivo di offrire massima sicurezza legale e finanziaria. A metà 2029 il Comitato Esecutivo indicherà infine le sedi da proporre alla Sessione per l’elezione della città ospitante. Anche qui un possibile ritorno al passato, perché se le sedi meritorie saranno più di una, la famiglia olimpica dovrà esprimersi con un voto o magari procedere congiuntamente con una doppia assegnazione 2036/2040.
La riforma delle candidature si lega al cambiamento delle discipline olimpiche, a partire da Brisbane 2032. Il nuovo metodo prevede una prima verifica su governance, integrità, antidoping e tutela degli atleti. Poi una valutazione su appeal globale, complessità operativa, costi e rappresentanza degli atleti. Infine, un confronto tra discipline candidate ad alto rendimento e discipline già presenti ma meno performanti. Per i Giochi estivi, i Comitati organizzatori potranno proporre fino a quattro discipline aggiuntive. Per quelli invernali, il limite sarà di due. L’obiettivo è mantenere flessibilità e capacità di innovazione senza far esplodere dimensioni e costi dell’evento.
Per quanto riguarda i Giochi invernali 2030, denominati Alpi Francesi, il polo del ghiaccio si sposta da Nizza a Lione, il pattinaggio su pista lunga emigra a Heerenveen nei Paesi Bassi, mentre come sport aggiuntivo torna, come a Milano Cortina, l’alpinismo, con cinque eventi e una quota di 72 atleti: gare individuali femminili e maschili, staffette sprint femminile e maschile e staffetta mista.
Le modifiche alla Carta olimpica introducono anche in modo più esplicito il dovere del Cio di applicare la neutralità in ogni momento, al riparo da pressioni governative, culturali, sociali o economiche. È un passaggio delicato e molto politico, anche se formulato nel linguaggio istituzionale di Losanna. In un mondo attraversato da guerre, tensioni diplomatiche, boicottaggi, sanzioni e pressioni geopolitiche, il Cio prova a blindare la propria autonomia. C’è infine il capitolo rifugiati, che guarda ai Giochi giovanili (Yog) di Dakar 2026. Per la prima volta una squadra olimpica dei rifugiati parteciperà agli Yog, sarà composta da sei atleti, con piena parità di genere, impegnati in atletica, judo e taekwondo. Tutti saranno basati in Africa, ospitati dai comitati olimpici di Kenya e Uganda.
Ieri il Cio ha anche celebrato i numeri di Milano Cortina 2026, indicati come un successo globale. Secondo le ricerche presentate a Losanna, i Giochi invernali italiani sono stati seguiti da circa 2,6 miliardi di persone nel mondo: il 17% esclusivamente su piattaforme digitali, mentre il 60% ha utilizzato sia tv sia canali digitali. Oltre 5,4 milioni di spettatori e visitatori tra impianti, fan zone e staffetta della torcia, con giudizi positivi da parte del pubblico italiano e internazionale. La prova, quindi, che i Giochi invernali mantengono una capacità di attrazione.
Più sostegno agli atleti, più chiarezza per le città candidate, più flessibilità nei programmi, più attenzione alla sostenibilità e più protezione politica dell’autonomia olimpica: questo il messaggio al mondo. Per l’Italia, invece, si intrecciano passato, presente e futuro insieme. Milano Cortina entra nel racconto del Cio come caso di successo, gli atleti olimpici che vi hanno partecipato sono i primi a beneficiare del nuovo contributo, mentre Roma, se davvero vorrà guardare al 2036, sa da oggi che la finestra temporale non è lontana. Marzo 2027 sarà già una linea di selezione, il momento in cui si capirà chi sta davvero dentro la partita. Tra gli attori finora più silenti il Coni è chiamato a tessere la trama, essendo proprio il Comitato olimpico nazionale l’organo deputato a presentare il dossier in riva al Lago Lemano.

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