A Taranto stanno per iniziare i Giochi del Mediterraneo: come sono nati e perché parlano di pace

Dopo 17 anni torna in Italia la manifestazione giunta alla ventesima edizione: in gara quasi 3.900 atleti da 26 Paesi, 34 discipline e oltre 500 medaglie in palio
Google preferred source
August 20, 2026
A Taranto stanno per iniziare i Giochi del Mediterraneo: come sono nati e perché parlano di pace
I Giochi del Mediterraneo 2026 a Taranto
Duemilacinquecento anni prima che Taranto diventasse capitale dello sport mediterraneo, un atleta aveva già portato il nome della città fino ad Atene. Il suo sarcofago, ritrovato casualmente nel 1959 e oggi custodito al Museo Archeologico Nazionale, racconta di un uomo vissuto intorno al 500 avanti Cristo e celebrato per le vittorie ai Giochi Panatenaici. Quattro anfore, ossia i premi riservati ai campioni, ne hanno tramandato la gloria. È un cerchio che si chiude, perché nella città dell’Atleta di Taranto, da domani, quasi quattromila sportivi torneranno a competere sotto il segno di un mare che da millenni divide e nello stesso tempo unisce popoli, culture e civiltà.
La ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo riporta la manifestazione in Italia dopo 17 anni. Taranto sarà la quarta città dello Stivale a ospitarla, dopo Napoli 1963, Bari 1997 e Pescara 2009, e raccoglierà il testimone di una storia cominciata 75 anni fa ad Alessandria d’Egitto. L’intuizione nacque nel secondo dopoguerra dal vicepresidente del Cio Mohammed Taher Pacha. Nel 1948, insieme al membro greco del Comitato Olimpico Internazionale Ioannis Ketseas, presentò il progetto durante la Sessione di St. Moritz: costruire attorno al Mediterraneo una manifestazione ispirata al modello olimpico, capace di mettere in relazione attraverso lo sport nazioni appartenenti a tre continenti.
La prima edizione, disputata ad Alessandria dal 5 al 22 ottobre 1951, raccolse 734 atleti di dieci Paesi: Egitto, Francia, Grecia, Jugoslavia, Italia, Libano, Malta, Siria, Spagna e Turchia. Nel tempo i Giochi sono cresciuti insieme al Mediterraneo politico e sportivo, accompagnando anche l’affermazione internazionale di Paesi che nei decenni successivi avrebbero acquisito autonomia e indipendenza. Nel 1967, a Tunisi, arrivarono per la prima volta le competizioni femminili. Dal 1993 la manifestazione venne collocata nell’anno successivo ai Giochi Olimpici, salvo lo slittamento dell’edizione di Tarragona al 2018 per ragioni economiche. Da lì è stata rispettata la cadenza quadriennale, così dopo Orano 2022 ecco Taranto 2026, un evento da 3.854 atleti, con 26 Paesi e quattro componenti di Athletica Vaticana. La bandiera dei Giochi è composta da tre cerchi intrecciati e mossi nella parte inferiore, simbolo delle tre sponde del Mediterraneo, l’africana, l’asiatica e l’europea. In Puglia gli organizzatori metteranno nello stesso villaggio – allestito al porto a bordo delle navi Aroya e Romantika – atleti provenienti da realtà politiche, religiose e culturali differenti, facendo dello sport un territorio comune. Proprio su questo significato si è soffermato Papa Leone XIV durante l’Angelus a Castel Gandolfo, affidato ai Giochi un augurio: «Siano una profezia di pace e di fratellanza tra i popoli di questa regione e del mondo intero».
La Città dei Due Mari vive da sempre sull’incontro tra mondi differenti. Affacciata sullo Ionio e sul Mar Piccolo, uniti dal canale navigabile dominato dal Castello Aragonese e dal Ponte Girevole, porta nella propria geografia la stessa idea di collegamento che anima i Giochi. Fu uno dei centri più importanti della Magna Grecia, gemellata nell’antichità con Sparta, e oggi prova a rileggere quella storia guardando avanti. Lo slogan scelto è “Embrace the Future” e nel logo la doppia X del numero romano venti richiama nelle forme il Monumento al Marinaio, realizzato nel 1974 da Vittorio Di Colbertaldo. Un’immagine che ritorna anche sulle medaglie realizzate dalla Zecca dello Stato da otto centimetri di diametro.
Domani alle 20 allo stadio Erasmo Iacovone la cerimonia inaugurale, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. A guidare l’Italia Team nella sfilata saranno due atleti che conoscono già il peso delle medaglie olimpiche, la pugile Irma Testa e il velocista Filippo Tortu. Tra le discipline debuttano il nuoto pinnato, il padel e la maratona sui pattini a rotelle, e viene confermato lo skateboard, introdotto a Orano 2022. Baseball5 (una versione urbana e accessibile del baseball, senza mazze e guantoni) e kickboxing avranno invece il ruolo di sport dimostrativi.
L’Italia, come tradizione impone, partirà con ambizioni elevate. Nelle diciannove edizioni precedenti gli azzurri hanno vinto il medagliere quattordici volte, contro le quattro della Francia e l’unica della Jugoslavia. A Orano 2022 arrivarono 159 medaglie, con 48 ori, 50 argenti e 61 bronzi, sufficienti per precedere Turchia e Francia. A Taranto l’Italia schiererà la delegazione più numerosa, con quasi cinquecento atleti impegnati in tutte le discipline. Atletica e nuoto saranno i settori più rappresentati, rispettivamente con 82 e 48 convocati. Dentro la squadra figurano quattro campioni olimpici: Gianmarco Tamberi e Filippo Tortu nell’atletica, Diana Bacosi e Gabriele Rossetti nel tiro a volo. Fino al 3 settembre, il Mediterraneo avrà un solo campo di gara e la storia tornerà a parlare attraverso lo sport.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire