Nel cuore del deserto iraniano il mistero della principessa del Khorasan

Nel nord-est dell’Iran, in una delle aree più remote del Paese, è stata portata alla luce la sepoltura di una giovane donna vissuta oltre 4.000 anni fa
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July 28, 2025
Nel cuore del deserto iraniano il mistero della principessa del Khorasan
- | Resti, appartenenti ad un uomo, accompagnati da corredi funerari: un braccialetto di bronzo e 9 vasi di ceramica
Tra le sabbie del nord-est dell’Iran, in una delle aree più remote e affascinanti del Paese, gli archeologi hanno portato alla luce una scoperta di enorme interesse: la sepoltura sontuosa di una giovane donna vissuta oltre 4.000 anni fa. Il ritrovamento è avvenuto a Tepe Chalow, un sito archeologico nel Grande Khorasan, e si tratta – finora – della tomba più ricca mai attribuita a questa antica civiltà. La tomba, denominata Sepoltura 12, apparteneva a una ragazza di meno di 18 anni. Eppure, accanto ai suoi resti giacevano ben 34 oggetti funerari: spille d’avorio, anelli e orecchini d’oro, recipienti di ceramica e pietre rare come lapislazzuli, clorite e serpentino. Uno degli oggetti più sorprendenti è una spilla in bronzo, finemente modellata a forma di mano che regge una rosetta a dieci petali. Al suo fianco, un piccolo contenitore in clorite decorato con serpenti e scorpioni e un misterioso sigillo raffigurante due piedi, un cerchio e un semicerchio. Secondo gli studiosi, questo ricchissimo corredo funebre non è solo segno di status: racconta anche di un ruolo attivo e forse ereditario nella società dell’epoca. In un mondo in cui i sigilli erano strumenti di potere, commercio e identità, la giovane potrebbe aver avuto un ruolo cerimoniale, religioso o addirittura politico, al punto da essere soprannominata "regina". Un elemento che sfida le visioni tradizionali sul ruolo delle donne nelle civiltà antiche dell’Età del Bronzo.
Il contesto storico in cui è avvenuto il ritrovamento è altrettanto affascinante. La Civiltà del Grande Khorasan (GKC), conosciuta a livello internazionale come complesso Bactria–Margiana (BMAC), è una delle culture più enigmatiche dell’Asia centrale. Fiorita tra il 2300 e il 1700 a.C., si sviluppò in un’area che oggi comprende il Turkmenistan, l’Uzbekistan, l’Afghanistan e l’Iran nord-orientale. Questa civiltà era caratterizzata da città fortificate, grandi templi, palazzi decorati e artigianato di altissimo livello. Nonostante fosse contemporanea a civiltà più note come quelle della Mesopotamia o della valle dell’Indo, mantenne una forte identità culturale. I suoi legami commerciali si estendevano lungo rotte che anticipavano la futura Via della Seta, scambiando beni e materiali preziosi come la clorite – una pietra citata persino nei testi mesopotamici. Il sito di Tepe Chalow, dove è stata rinvenuta la sepoltura della giovane donna, si trova lungo un antico corridoio commerciale che fu frequentato per secoli. Gli archeologi hanno scoperto un vero e proprio cimitero dell’Età del Bronzo: tombe scavate nella sabbia, contenenti vasi con resti di cibo, oggetti in bronzo e ornamenti vari.
Il team, guidato dal dottor Ali Vahdati del Ministero iraniano del Patrimonio Culturale, insieme a studiosi italiani e francesi, ha in programma un’analisi approfondita della Sepoltura 12 e delle altre tombe. Le indagini includeranno test del DNA, analisi isotopiche per scoprire dieta e origine geografica della defunta, e studi sui materiali per comprendere le tecniche artigianali dell’epoca.

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