Alla Biennale 24 artisti per “L’orecchio è l’occhio dell’anima"
Padiglione della Santa Sede: opere commissionate a musicisti, poeti e non solo, ispirate a Santa Ildegarda di Bingen; a cura di Hans Ulrich Obrist e Ben Vickers

«La logica degli algoritmi tende a ripetere ciò che “funziona” ma l’arte apre a ciò che è possibile. Non tutto dev’essere immediato e prevedibile». È da questa frase di Papa Leone XIV che prende avvio il Padiglione della Santa Sede alla 61ª Mostra Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, presentata oggi e intitolata “L’orecchio è l’occhio dell’anima”. Commissario del Padiglione è il cardinale José Tolentino de Mendonça, curatori Hans Ulrich Obrist, Direttore Artistico della Serpentine e Senior Advisor presso Luma Arles, e Ben Vickers, curatore, editore e tecnologo (attualmente sta sviluppando New Water, un ritiro nella natura e campus di ricerca nel New Hampshire, ovvero uno spazio dedicato al futuro della tecnologia e dello spirito, profondamente radicato nel paesaggio).
Il progetto del Padiglione, ispirato a Santa Ildegarda di Bingen, badessa medievale, poetessa, guaritrice e compositrice, ufficialmente proclamata Santa e Dottore della Chiesa Cattolica da Papa Benedetto XVI nel 2012, si svilupperà in due sedi: il Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi, a Cannaregio, e il Complesso di Santa Maria Ausiliatrice, a Castello. Al centro, l’ascolto come atto contemplativo e come forma di conoscenza. Per Tolentino, Ildegarda è infatti «una voce fortemente contemporanea», capace di parlare a «un tempo di accelerazione che confina con l’immediatezza». E il padiglione, ha detto, vuole «unire le energie morali e spirituali del nostro tempo proprio intorno alla categoria dell’ascolto». In questo senso, ha aggiunto, «l’arte ha la capacità di aiutarci a vedere anche le dimensioni invisibili del presente».
Nel Giardino Mistico, Soundwalk Collective costruirà uno spazio sonoro con nuove opere di venti compositori (all’interno di un padiglione che riunisce ventiquattro artisti, musicisti e poeti contemporanei), in dialogo con i canti, gli scritti e le visioni di Ildegarda. L’esperienza avverrà in cuffia, individualmente (previste circa 280 persone al giorno per il Giardino Mistico, con accesso su prenotazione, per garantire un’esperienza individuale e contemplativa; per questo i numeri sono volutamente limitati), e coinvolgerà anche il giardino stesso: uno strumento sonoro appositamente creato ascolterà in tempo reale piante, vento, acqua, insetti, suolo, trasformando bioelettricità e micro-acustiche naturali in una composizione in continua evoluzione. Come ha spiegato Ben Vickers: «Abbiamo scelto di andare oltre il visivo e oltre il linguaggio: il suono e la voce sono qualcosa che si può solo sentire e abitare». Tra gli artisti coinvolti compaiono Patti Smith, Jim Jarmusch, Brian Eno, Meredith Monk, Caterina Barbieri e molti altri. Obrist nel corso della conferenza stampa di presentazione ha spiegato che il progetto è nato in un modo molto organico: «Non c’è – ha detto – un master iniziale, si tratta di un processo di dialogo». Per lui, il suono in Ildegarda è una forma di sapere e «la musica diventa un legame fra il corpo e il mondo, fra il microcosmo e il macrocosmo». In un presente segnato da fratture, ha aggiunto, «è molto importante creare insieme». Da qui l’idea di una mostra non solo da vedere, ma da attraversare, rallentando.
A Castello, Santa Maria Ausiliatrice diventerà invece uno scriptorium contemporaneo, con un archivio vivente, la liturgia sonora delle monache dell’Abbazia di Eibingen e l’ultima opera di Alexander Kluge, conclusa prima della morte, il 25 marzo 2026: dodici stazioni di film e immagini. È a Kluge che si deve anche il titolo del Padiglione. Il tema della sostenibilità del Padiglione, inoltre, non è accessorio. Obrist lo ha legato alla scelta di non rimuovere ma continuare e sviluppare il padiglione, per «lasciarlo evolvere». Sostenibile è anche la natura sonora del progetto: trattandosi di una mostra di "suono", il progetto è pensato per proseguire oltre Venezia: non comportando trasporti materiali, potrà essere riattivato in altri contesti – anche in altri giardini – e continuare a crescere nel tempo. Tra le ipotesi emerse, anche la realizzazione di un’edizione su vinile. Un padiglione, dunque, che non si esaurisce nell’evento, ma cerca una lunga durata: come ascolto, memoria e possibilità.
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