Proust iniziò a scrivere il testo nel 1908 come un saggio contro il critico Saint-Bove, ma presto si trasformò in romanzo. Vi lavorò fino alla morte senza vederlo pubblicato per intero
Nei “Lai del Beleriand”, curati dal figlio Christopher, spicca la cura maniacale che metteva nel creare i personaggi. Ispirati dai miti, ma anche dalla vita privata
«Un sorriso può dire molto, uno sguardo, un bacio e un abbraccio possono dire tutto. Ma abbiamo bisogno delle parole per poter catturare quel sorriso, quello sguardo, quell’abbraccio»
Un libro di Zanini e Antenucci ribalta i luoghi comuni: credere è desiderabile, non è qualcosa che impedisce di godere l’esistenza, anzi «la fa diventare dono per sé e gli altri»
Con “Il destino di Aghavnì” la scrittrice mette al centro una sorella del nonno scoperta solo nel 2017 da una foto. «Rapite, inserite a forza in famiglie curde e turche, molte accettarono la sorte»