Ucraina: massicci raid russi su Kiev e Odessa, 5 morti a Kharkiv
di Redazione
Nuovi attacchi nella notte. «Deve esserci una risposta dei partner a questi attacchi brutali contro la vita» ha scritto Zelensky. Ma gli occhi del mondo sono puntati altrove
Mentre il mondo guarda all’Iran, la guerra dimenticata colpisce ancora l’Ucraina. Nella notte tra venerdì e sabato la Russia ha lanciato una nuova ondata di attacchi con droni e missili contro diverse regioni del Paese, colpendo infrastrutture civili e aree residenziali. Secondo quanto riferito dalle autorità ucraine e dai media locali, i bombardamenti hanno interessato numerose città e regioni: da Kyiv a Odessa, fino alle regioni di Kherson, Chernihiv, Dnipro, Sumy, Poltava e Mykolaiv. Una geografia dell’attacco che attraversa quasi l’intero territorio ucraino e conferma la strategia russa di pressione continua sulle infrastrutture energetiche e sui nodi logistici del Paese. Il bilancio più grave arriva dalla città nordorientale di Kharkiv, dove un missile balistico ha centrato un edificio residenziale di cinque piani. Tra le macerie sono morte almeno cinque persone, tra cui tre minorenni di 6, 11 e 17 anni. I soccorritori hanno lavorato per ore tra i detriti alla ricerca di superstiti, mentre altri edifici residenziali, linee elettriche e automobili risultano danneggiati. Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha denunciato una nuova offensiva su larga scala: nella notte, ha spiegato, la Russia avrebbe lanciato 480 droni e 29 missili, prendendo di mira soprattutto il settore energetico e le infrastrutture ferroviarie. «Deve esserci una risposta dei partner a questi attacchi brutali contro la vita», ha scritto Zelensky sui social, ribadendo la richiesta di rafforzare la difesa aerea e di continuare le forniture militari all’Ucraina. Anche la rete ferroviaria è finita nel mirino. Funzionari ucraini hanno riferito di attacchi contro quattro stazioni e altre infrastrutture ferroviarie nell’Ucraina centrale, mentre nella regione meridionale di Odessa sono state colpite strutture portuali: diversi container contenenti olio vegetale hanno preso fuoco e un magazzino di grano è stato danneggiato. Il quadro che emerge è quello di una guerra entrata in una fase di logoramento sistematico: colpire energia, trasporti, porti, cioè tutto ciò che permette a un Paese di funzionare. Una strategia che mira meno alla conquista immediata di territorio e più alla progressiva erosione della capacità civile ed economica dell’Ucraina.
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