La Bibbia in campo di Kambwala: che il bel calcio sia lodato
Il difensore del Como legge la Bibbia prima di ogni gara: quella di Fabregas, la Lazio capolista (con l'Inter) e il Frosinone sono le squadre del "belgioco"

Il campionato va avanti, noncurante delle strategie delle tensioni da sottobosco massonico della la Lega di Serie A e i suoi affini cospiratori, i quali si preparano a sferrare il prossimo attentato alla costituzione calcistica: la candidatura del senatore Adriano Galliani in qualità di antagonista alle “rielezioni” di dicembre al non più gradito commissario di sè stesso, il presidente eletto della Figc Giovanni Malagò. Isterismi contagiosi nel Palazzo che indirettamente piovono anche in campo. A Napoli per esempio dove Max Allegri si conferma il più grande “gettatore di giacche” in circolazione. Gesti da conte Max: al gol del clamoroso 3-3 romanista a firma dell’oriundo argentino Balerdi, il tecnico del Napoli esplode silente, (“non ho detto nulla”, dice lui), ma l’arbitro Colombo si consulta con il quarto uomo è scatta il rosso per la sceneggiata molto livornese-napoletana. Poteva andare peggio ad Allegri, perché in caso di sconfitta il cinepresidente Aurelio De Laurentiis aveva già pronto il cambio di regia in panchina: in tribuna sabato sera al Maradona come un avvoltoio sul trespolo se ne stava appollaiato Stefano Pioli. Nel caso, diciamo noi, sarebbe un cambio quanto mai azzardato, Pioli arriva da un megaflop a Firenze che ha in parte cancellato pure i suoi fasti personali che ormai risalgono allo scudetto, insperato, con il Milan, nella stagione di grazia 2021-2022. Ma non facciamo fantacalcio e torniamo alla realtà, quindi agli esiti dell'ottava giornata.
In testa, a sorpresa, ma di questi tempi fino a un certo punto, rimane la Lazio di Rino Gattuso che nella sfida tra allenatori campioni del mondo del 2006 batte anche il fragilissimo Parma di Gilardino. Ai suoi Ringhio Boys di Formello Gattuso predica umilmente “lavoro, lavoro, lavoro” e nessun tipo di esaltazione per le 7 vittorie su 8 gare disputate, in cui anche il pareggio con il Milan (i rossoneri nel secondo tempo all’Olimpico rimontarono da 2-0 a 2-2) poteva essere il successo dello strike e quindi del primato in solitaria. E invece lassù in cima c’è come sempre l’altra capolista, per niente a sorpresa, i campioni in carica dell’Inter che al 97’, di rigore, infrangono le speranze di una Fiorentina che aveva sperato addirittura di prendersi tutte le luci a San Siro. E invece i viola di Vanoli ora imprecano per l’occasione persa e languono giù in fondo alla classifica con la miseria di 4 punti raccolti, come le pericolanti Udinese e Parma e a chiudere a 3 punti c’è il fanalino di coda Venezia dell’aggiustatore Nicola chiamato all'ennesimo miracolo.
Il premio speciale per il “belgioco”, idealmente istituito in passato a Napoli dal subcomandante Sarri, al momento premia la Lazio ma ex aequo con il Como settebellezze che, sul Lago dorato dopo aver mandato a picco il blasone del Manchester United nella gara di Champions, pesca subito un altro double (2-0 secco con doppietta del greco Douvikas) con il volenteroso Sassuolo di Aquilani. Terza incomoda nella speciale graduatoria del “calcio estetico”, spunta ancora il Frosinone di Alvini che a Bergamo stoppa proprio l’Atalanta di Sarri in un pirotecnico 4-4 , in cui il bomber Raimondo (capocannoniere con 7 gol assieme a Varela del Monza) non va a segno, ma a trascinare la banda ciociara ci pensa il fosforoso austriaco Schmid, autore di una doppietta da incorniciare.
Tre punti da incartare e portare a casa, sono quelli conquistati dalle tanto discusse ed incerte Milan e Juventus che si impongono rispettivamente a Udine e Lecce. I rossoneri del lusitano Amorim in Europa prendono schiaffi ovunque, persino dal piccolo Bournemouth, ma in campionato non hanno ancora perso e con 18 punti agganciano la Roma al terzo posto, andando a più uno dal Como che però è solido e costante lì, in zona Champions. Quel piazzamento Champions che parrebbe l’unico obiettivo ancora possibile per la Juventus di Spalletti che certo non può coltivare sogni in tricolore dato che è già staccata dal gruppo delle pretendenti allo scudetto: è a -8 dalla vetta e mercoledì sera, turno infrasettimanale, match da brivido per i bianconeri attesi a Marassi dal Genoa del tribuno De Rossi. Spalletti in questi momenti difficili sgrana gli occhi e il rosario che porta sempre al collo. Che gli sia di conforto la preghiera, come lo è la Bibbia per il difensore franco-congolese del Como Kambwala, il quale, prima della gara con il Sassuolo si è appartato, ha letto le sacre scritture, ha pregato e ha vinto. Che il bel calcio sia lodato.
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