Che sorpresa: i "Ringhio Boys" di Gattuso in testa, Spalletti invece la perde

La Lazio vola al comando insieme all'Inter. Cagliari-Juventus finisce con un brutto siparietto tra il tecnico juventino e il collega Pisacane
Google preferred source
October 12, 2026
Che sorpresa: i "Ringhio Boys" di Gattuso in testa, Spalletti invece la perde
Il tecnico della Lazio capolista Gennaro "Ringhio" Gattuso (foto Ansa)
Finita la sosta e anche la siesta azzurra, l’Italia di Mancini finalmente s’è desta (almeno per ora, e in Nations League) e il campionato è potuto ripartire con un pizzico di ottimismo in più, per tutti, o quasi. Piccolo inciso, un torneo in cui il presidente della Figc Giovanni Malagò dopo il processo kafkiano della Giunta Coni e affini si ritrova ad essere il commissario di se stesso (fino al prossimo regalo di Natale in cui verrà giustamente rinominato con tessera o senza n.1 del calcio italiano) fa molto ridere. Malagò presidente è stato legittimato da quasi il 70% dei voti e poi messo in discussione da cavilli machiavellici con annesso scontro politico in cui c’è chi, come l’ottimo narratore Gabriele Romagnoli, su “Repubblica” dalla sua rubrica E’ sempre domenica lancia nuove navi in bottiglia all’indirizzo del ministro dello Sport Andrea Abodi. Al di là delle considerazioni “tecniche”, Malagò e Abodi nei rispettivi campi sono uomini di sport che hanno dimostrato di avere tutte le carte in regola per ricoprire quei ruoli, in più sono stati anche molto amici e compagni di calcetto, pertanto dalla loro rinnovata amicizia (si spera che accada) ne gioverebbero tutti i fratelli d’Italia del calcio. Chiusa la parentesi pacifista, torniamo al campo.
E’ stata una ripresa che ha ricalcato, più o meno, il “dove eravamo rimasti?”. Ovvero a un Inter padrona del gioco e del campo che ci mette mezz’ora a chiudere la pratica Parma. Che storia è Cuesta? verrebbe da chiedersi vedendo l’esonero a ciel sereno del giovane favoloso d’Europa (Cuesta con i suoi 31 anni era il più giovane tecnico d’Europa) per rigettare nella mischia Gilardino, ex violinista del Tardini a caccia di rilancio. Non sarà facile per l’Alberto Mondiale.
L’altro campione del mondo del 2006, Ringhio Gattuso, invece continua a stupire con i "Ringhio Boys": la sua Lazio contro il Monza vince la quinta sfida su sei giocate, record storico per i biancocelesti, e alla faccia dello sciopero del tifo ad oltranza il presidente Lotito gongola in tribuna per il primato in classifica assieme all’Inter. Più due della Lazio sulla Roma che comincia bene a Como ma finisce Malen: l’olandese espulso per un’assurda entrata da kung-fu sull’innocente Kaiki. Al Sinigaglia vista Lago, il preannunciato match da over con festival del belgioco produce solo il primo 0-0 dopo i primi 540 minuti stagionali. E anche questo è un primato dell’era del Var morbido e da cinghiale bianco. Il punto alla Roma va bene e Adriano Panatta da esperto di gesti bianchi applicati al pallone grida all’impresa! Nel Como invece qualcuno sta tirando il fiato (Campionato, Champions e nazionali è troppa roba) e il Fabregas dei sogni se ne è accorto, ma non lo dice.
Respira a pieni polmoni finalmente il Napoli di Max Allegri che si ritempra con la sosta, cala il tris al Frosinone e aspettando i blitz in area dell’atomico McTominay si inventa un nuovo ordigno di centrocampo sotto porta, il vecchio stellone del City De Bruyne che ha ancora la verve per ubriacare la scapigliatura ciociara di Alvini. Va in apnea invece Spalletti che a Cagliari strappa un pareggio all’81’ e al momento dei saluti di congedo gioca a braccio di ferro con il collega Pisacane, al quale rinfaccia: “Siete bravi a perdere tempo”. Chi ha visto Cagliari-Juventus avrà notato lo stato di grazia di Daniel Maldini (4° gol di fila) le parate dell’ottimo Caprari, la corsa e la grinta dei ragazzi di Pisacane (espulso con Spalletti) che non sono specializzati in melina ostruzionistica, anzi. Così come si sarà reso conto che la Juve è una squadra ancora incompiuta e nervosa, come il suo allenatore che prova a mascherare le falle con strattonate poco eleganti. Spalletti, calma e gesso che domenica arriva la Lazio allo Stadium di Torino ma lui non ci sarà, in panchina.
Da estasi del pecoreccio è anche il cappellino mostrato dal patron del Milan Gery Cardinale che per scaldare la piazza rossonera non trova niente di meglio che stamparsi sulla visiera il messaggio “Make Milan Great Again”. E’ l’acronimo di MAGA, lo slogan e relativo clan politico del presidente degli Usa Donald Trump. Il proclama di Cardinale ha sortito un pareggino del Milan a Sassuolo, il terzo in sei partite dei rossoneri di Amorim che può consolarsi per non avere ancora mai perso, ma non è questa la strada per fare di Milanello la Casa Bianca del calcio italiano.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire