martedì 15 luglio 2003
Quattro sono le classi degli umani: 1. Gli intelligenti, che procurano vantaggi a se stessi e agli altri. 2. I banditi, che cercano solo il proprio utile. 3. Gli sprovveduti, che cercano il proprio vantaggio e poi invece avvantaggiano qualcun altro. 4. Gli stupidi, che danneggiano tutti, in modo imprevedibile e alla cieca. Abbiamo sintetizzato una classificazione che il prof. Carlo M. Cipolla aveva codificato nel suo divertente e mordace Allegro ma non troppo (Il Mulino 1988), un libretto che contiene pagine esilaranti sulla stupidità umana. Anzi, a queste quattro categorie e al loro interagire aveva riservato pure un diagramma, modulato graficamente su un piano cartesiano. Ma, al di là dell'ironia, questa elencazione merita una qualche meditazione perché, come diceva una libera traduzione di san Girolamo su un versetto del Qohelet (1, 15), stultorum infinitus est numerus ( e credo non sia necessaria la versione"). Certo, tanti sono i "banditi" che pensano biecamente solo al proprio vantaggio, calpestando - non necessariamente "a mano armata", anzi! - ogni diritto altrui. Molti sono i pasticcioni che confondono tutto col loro agire sprovveduto e incapace. Poche sono le persone intelligenti e oneste, ma ci sono e non bisogna essere radicalmente pessimisti. Tuttavia si dev'essere realisti riconoscendo che la folla degli stupidi, che fanno sempre e comunque danni, è immensa. Lo fanno con allegria e incoscienza ed è difficile argomentare con loro proprio perché lo stolto per definizione non pensa, pur essendo convinto di sapere e discernere. Anzi, la sua voce è sempre udibile, forte e chiara, in televisione e in piazza, proprio come diceva lo stupido, un salsicciaio, della commedia I cavalieri del greco Aristofane: «O dèi della stupidità e dell'imbroglio, mandatemi audacia, lingua sciolta e voce impudente!».
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