Perché «discernere» prima di ogni scelta
sabato 17 settembre 2022
Questo o quello? Rosso o nero? L'uno o l'altro? Scegliere non è mai facile, lo sappiamo tutti. Non è facile al punto che potremmo dire che alla fine l'unica, vera libertà che abbiamo è quella di "pensare di fare una scelta"; perché nello stesso momento in cui passiamo dal pensiero all'azione scattano tutti quei condizionamenti – familiari, ambientali, sociali...– nei quali la nostra vita è ingabbiata. Neppure ci pensiamo, ma è quel che ci succede ogni giorno, senza che ne siamo consapevoli. Eppure la vita è fatta di scelte che dovrebbero essere libere da ogni condizionamento, per quanto è possibile. Ma è possibile? Oppure la nostra vita non è altro che una continua, eterna illusione di libertà? Sono domande che la filosofia si pone da sempre, perché lo scegliere non è soltanto decidere tra mare e montagna, questa o quella maglietta. Scegliere coinvolge l'essenza stessa del vivere: bene-male, giusto-sbagliato, vero-falso.
Una delle parole più ricorrenti – e ostiche – dell'"ecclesialese" (e non solo) che non capiamo è «discernimento». Cosa significa quello che tante volte ci sentiamo dire, che cioè siamo "chiamati a fare discernimento"? Non è un caso se papa Francesco abbia deciso di dedicare a questo tema un nuovo ciclo di catechesi, iniziato con l'udienza generale dell'ultimo giorno di agosto. Perché «discernere è un atto importante che riguarda tutti, perché le scelte sono parte essenziale della vita. Discernere le scelte. Si sceglie un cibo, un vestito, un percorso di studi, un lavoro, una relazione. In tutto questo si concretizza un progetto di vita, e anche si concretizza la nostra relazione con Dio». Nel Vangelo Gesù fa diversi esempi di scelte: i pescatori che devono scegliere i pesci buoni da quelli cattivi, il mercante che sa trovare in un mucchio di perle la più bella, o il contadino che trova un tesoro nel suo campo.
In questo modo, ha aggiunto Bergoglio, «il discernimento si presenta come un esercizio di intelligenza, e anche di perizia, e anche di volontà, per cogliere il momento favorevole: queste sono le condizioni per operare una buona scelta... E c'è anche un costo richiesto perché il discernimento possa diventare operativo... Il pescatore mette in conto la fatica, le lunghe notti trascorse in mare, e poi il fatto di scartare parte del pescato, accettando una perdita del profitto per il bene di coloro a cui è destinato. Il mercante di perle non esita a spendere tutto per comprare quella perla; e lo stesso fa l'uomo che si è imbattuto in un tesoro. Situazioni inattese, non programmate, dove è fondamentale riconoscere l'importanza e l'urgenza di una decisione da prendere. Le decisioni le deve prendere ognuno; non c'è uno che le prende per noi. A un certo punto gli adulti, liberi, possono chiedere consiglio, pensare, ma la decisione è propria; non si può dire: "Ho perso questo, perché ha deciso mio marito, ha deciso mia moglie, ha deciso mio fratello": no! Tu devi decidere, ognuno di noi deve decidere, e per questo è importante saper discernere: per decidere bene è necessario saper discernere».
Le immagini del contadino, del pescatore e del mercante, ha aggiunto Francesco, «sono esempi di ciò che accade nel Regno dei cieli, un Regno che si manifesta nelle azioni ordinarie della vita, che richiedono di prendere posizione: non a caso è il primo dialogo tra Dio e l'uomo... il Signore dà la missione, tu devi fare questo e questo; e l'uomo ogni passo che fa deve discernere quale decisione prendere. Il discernimento è quella riflessione della mente, del cuore che noi dobbiamo fare prima di prendere una decisione».
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