martedì 17 gennaio 2012
Chi è prudente nella parola troverà il bene e chi confida nel Signore è beato (Pr 16,20).

Le parole sono ponti per riagguantare diversi, strade di incontro per abbracciare storie. Parole di pace, di tenerezza, parole di bene, di misericordia. Parole vere, parole menzognere, parole di pane condiviso, parole di pane rubato. Parole volgari, suoni striduli di guerra, parole piene di rancore, insulti gratuiti per conquistare spazi. Siamo fatti di parola, consegna di noi stessi agli altri, altri consegnati alla nostra cura. Ogni parola, come il seme per produrre nuovo frutto, è piantato nell'altro perché l'altro fecondato del mio possa partorire. Se il seme è malato, il frutto è compromesso, se invece è speranza di riscatto, gioia di futuro, condivisione di fede, il seme produce bene in abbondanza e genera frontiere di luce inaudita. Il Verbo si è fatto carne e ha abitato fra noi per consegnare alla nostra sostanza la certezza che Dio sia dentro di noi, dalla nostra parte. Amore infinito incarnato, Parola fatta sguardo, incontro inimmaginabile per costruire un mondo nuovo e pacificato. Nella Parola le parole trovano significato e consegnano vigore all'affaticato, carezza allo sfiduciato, conforto all'abbandonato. Chi confida nel Signore è forte della Parola, beato della sua carezza, sostenuto dalla sua bellezza e mentre da quella Parola si lascia trasformare, trasforma il mondo.
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