Su TikTok le domenicane diventano un fenomeno di costume
Dal 2018 “Openlight Media produce e diffonde «contenuti educativi e ispiratori volti ad aprire i cuori e le menti alla luce di Cristo». La novità del 2026 è un podcast settimanale scaricato da Spotify
Non è il nome di suor Miriam Holzman quello che compare sugli account social di cui racconterò oggi, ma è lei la protagonista fissa di un podcast, e dei post da esso tratti, divenuto così popolare da guadagnarsi l’attenzione del “New York Times” e del “Washington Post”, che lo presentano come un fenomeno di costume. Siamo, ovviamente, negli Stati Uniti, per la precisione ad Ann Arbor, nel Michigan, a meno di un’ora da Detroit. Qui le Suore domenicane di Maria Madre dell’eucaristia (fondate nel 1997 dal card. John O’Connor e votate a investire il carisma domenicano nella nuova evangelizzazione) hanno dato vita nel 2018 a “Openlight Media” (in origine “Lumen Ecclesiae Digital”), sostanzialmente un editore multimediale che produce e diffonde «contenuti educativi e ispiratori volti ad aprire i cuori e le menti alla luce di Cristo (…), fornendo gli strumenti necessari per la conoscenza di sé, la virtù e un rapporto più profondo con Cristo e con il prossimo».

Gli account su X, YouTube, Facebook e Instagram (129mila follower complessivi) vengono contestualmente aperti per far conoscere “Openlight Media” e promuovere i suoi prodotti. La novità del 2026 è un podcast settimanale intitolato “Dominican Sister Open Mic”, scaricabile da Spotify, Apple Podcasts, Torch e visibile su YouTube. Giunto in questi giorni a 21 episodi, ciascuno della durata media di un’ora, vede suor Miriam Holzman in veste di intervistatrice, e (quasi sempre) una sua consorella in veste di intervistata. Titoli e temi corrono con una certa libertà dai fondamentali cattolici alla spiritualità domenicana, dalla mariologia ai rapporti tra scienza e fede. L’idea che ha reso popolarissime queste conversazioni (lo racconta bene “Aleteia”) è stata quella di isolarne delle brevissime pillole e caricarle su TikTok, dove i numeri parlano chiaro: 260mila follower (il doppio di tutti gli altri social messi assieme) e oltre 7 milioni di visualizzazioni per il post medaglia d’oro di popolarità, seguito sul podio da uno da quasi 6 milioni e un altro da oltre 3 milioni.
In essi la fantasia dei media mainstream, oltre che degli utenti, è stata catturata dagli scambi di battute tra l’intervistata, la giovane suor Mary Bethany, e suor Holzman a proposito del frisbee a squadre che amano giocare in comunità in estate e del fioretto quaresimale di una consorella: non violare in auto il limite di velocità (descritto non senza coglierne il risvolto spirituale di una vita consacrata vissuta meno “di corsa”). La conduttrice Mary Holzman ha 44 anni. Come le altre suore, non ha propri account e neppure segue i social: il lavoro di produzione dei podcast e di estrazione delle clip è fatto dai professionisti di “Openlight Media”. Ciò non toglie nulla alla qualità della sua comunicazione, che passa indubitabilmente per un sorriso dilagante: esso non dice solo del suo divertimento a girare questi video, ma, molto di più, della sua identificazione nell’apostolato che ha scelto. Così da farle leggere in chiave provvidenziale (lo dice in tante interviste) il successo che la Rete le sta tributando.
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