Se manca il giudizio ogni opera รจ capolavoro

Google preferred source
May 9, 2019
Mentre la debolezza e i limiti della letteratura attuale derivano quasi sempre dall'oblio della modernitร  novecentesca, nelle arti visive troppo spesso non si fa che replicare a vuoto, in peggio e senza effetto, un secolo di provocazioni avanguardiste. La maggioranza degli scrittori attuali sembra credere che romanzo e poesia non abbiano un passato da cui imparare e in cui critica e invenzione erano strettamente connesse: non prevedono piรน la critica, anzi la temono. Pittori e scultori (ammesso che dipingano e scolpiscano) inventano viceversa prevedendo una critica al loro servizio, che li spieghi e li giustifichi: senza il lavoro di critici โ€œcreativiโ€ che inventano interpretazioni poco fondate, i loro prodotti artistici sarebbero incomprensibili e poco giustificati: sarebbe perfino difficile considerarli arte. Si รจ arrivati cosรฌ al punto che l'etichetta di arte puรฒ essere ed รจ applicata a oggetti e gesti qualunque. รˆ questo un vecchio problema sempre nuovo che si teme di affrontare perchรฉ il rischio sarebbe di mettere in discussione valore e significato di opere ormai celebri e di molti celebrati maestri. Quanto e che cosa resiste al tempo dell'arte cubista, espressionista, futurista, astratta, surrealista? Che cosa dell'action painting, della pop art, dell'arte povera o concettuale, delle installazioni? In una trasmissione della Bbc dedicata a Rothko ho sentito un critico che di fronte a un quadro consistente in una striscia verticale di colore spiegava che quella striscia poteva essere vista come un pilastro su cui poggia il destino dell'umanitร . Tutta la genialitร  di Andy Warhol consisteva nel manipolare foto famose rivendendole come creazione propria a caro prezzo. Joseph Beuys, che esponeva come opera una coperta di lana con sopra un pezzo di lardo, alla domanda sul perchรฉ l'avesse fatto rispose: ยซper aprire una discussioneยป. Un ottimo critico come Tomaso Montanari, autore di magnifiche trasmissioni televisive su Caravaggio e Vermeer, ha scritto recentemente che Guernica di Picasso ยซรจ un quadro potente come pochi altri nella storia dell'arteยป. A vederlo come tale sono stati i critici e gli storici: l'opera, di per sรฉ, puรฒ invece anche apparire imbarazzante e goffa nel suo manieristico infantilismo, del tutto inadeguato alla tragedia bellica a cui simbolicamente si riferisce. A forza di spiegare troppo creativamente senza mai giudicare, la critica ha trasformato l'arte in una serie di prodotti senza un pubblico che non sia di professionisti e โ€œaddetti ai lavoriโ€. Eugenio Montale lo aveva scritto piรน di mezzo secolo fa nel suo libro Auto da fรฉ: quando l'opera d'arte si sottrae al giudizio, i critici sono ยซcondannati a capire tutto, il che equivale a non capire nienteยป.

ยฉ RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire