XXI domenica
Tempo ordinario โ Anno B
In quel tempo, molti dei discepoli di Gesรน, dopo aver ascoltato, dissero: ยซQuesta parola รจ dura! Chi puรฒ ascoltarla?ยป. Gesรน, sapendo dentro di sรฉ che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: ยซQuesto vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell'uomo salire lร dov'era prima? ร lo Spirito che dร la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credonoยป. [...]
Giovanni mette in scena il resoconto di una crisi drammatica. Dopo il lungo discorso nella sinagoga di Cafarnao sulla sua carne come cibo, Gesรน vede profilarsi l'ombra del fallimento: molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano piรน con lui. E lo motivano chiaramente: questa parola รจ dura. Chi puรฒ ascoltarla? Dura era stata anche per il giovane ricco: vendi tutto quello che hai e dallo ai poveri. Dure le parole sulla montagna: beati i perseguitati, beati quelli che piangono. Ma ciรฒ che Gesรน ora propone non รจ una nuova morale, piรน ardua che mai, ma una visione ancora piรน rivoluzionaria, una fede ancor piรน sovversiva: io sono il pane di Dio; io trasmetto la vita di Dio; la mia carne dร la vita al mondo. Nessuno aveva mai detto โioโ con questa pretesa assoluta. Nessuno aveva mai parlato di Dio cosรฌ: un Dio che non versa sangue, versa il suo sangue; un Dio che va a morire d'amore, che si fa piccolo come un pezzo di pane, si fa cibo per l'uomo. Finita la religione delle pratiche esterne, dei riti, degli obblighi, questa รจ la religione dell'essere una cosa sola con Dio: io in Lui, Lui in me. La svolta del racconto avviene attorno alle parole spiazzanti di Gesรน: volete andarvene anche voi? Il maestro non tenta di fermarli, di convincerli, non li prega: aspettate un momento, restate, vi spiego meglio. C'รจ tristezza nelle sue parole, ma anche fierezza e sfida, e soprattutto un appello alla libertร di ciascuno: siete liberi, andate o restate, ma scegliete! Sono chiamato anch'io a scegliere di nuovo, andare o restare. E mi viene in aiuto la stupenda risposta di Pietro: Signore da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna. Tu solo. Dio solo. Un inizio bellissimo. Non ho altro di meglio. Ed esclude un mondo intero. Tu solo. Nessun altro c'รจ cui affidare la vita. Tu solo hai parole: Dio ha parole, il cielo non รจ vuoto e muto, e la sua parola รจ creativa, rotola via la pietra del sepolcro, vince il gelo, apre strade e nuvole e incontri, apre carezze e incendi. Tu solo hai parole di vita. Parole che danno vita, la danno ad ogni parte di me. Danno vita al cuore, gli danno coraggio e orizzonti, ne sciolgono la durezza. Danno vita alla mente perchรฉ la mente vive di libertร e di veritร , e tu sei la veritร che rende liberi. Vita allo spirito, a questa parte divina deposta in noi, a questa porzione di cielo che ci compone. Parole che danno vita anche al corpo perchรฉ in Lui siamo, viviamo e respiriamo; e le sue parole muovono le mani e le fanno generose e pronte, seminano occhi nuovi, luminosi e accoglienti. Parole di vita eterna, che portano in dono l'eternitร a tutto ciรฒ che di piรน bello abbiamo nel cuore. Che fanno viva, finalmente, la vita.
(Letture: Giosuรจ 24,1-2.15-17.18; Salmo 33; Efesini 5,21-32; Giovanni 6,60-69)
Tempo ordinario โ Anno B
In quel tempo, molti dei discepoli di Gesรน, dopo aver ascoltato, dissero: ยซQuesta parola รจ dura! Chi puรฒ ascoltarla?ยป. Gesรน, sapendo dentro di sรฉ che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: ยซQuesto vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell'uomo salire lร dov'era prima? ร lo Spirito che dร la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credonoยป. [...]
Giovanni mette in scena il resoconto di una crisi drammatica. Dopo il lungo discorso nella sinagoga di Cafarnao sulla sua carne come cibo, Gesรน vede profilarsi l'ombra del fallimento: molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano piรน con lui. E lo motivano chiaramente: questa parola รจ dura. Chi puรฒ ascoltarla? Dura era stata anche per il giovane ricco: vendi tutto quello che hai e dallo ai poveri. Dure le parole sulla montagna: beati i perseguitati, beati quelli che piangono. Ma ciรฒ che Gesรน ora propone non รจ una nuova morale, piรน ardua che mai, ma una visione ancora piรน rivoluzionaria, una fede ancor piรน sovversiva: io sono il pane di Dio; io trasmetto la vita di Dio; la mia carne dร la vita al mondo. Nessuno aveva mai detto โioโ con questa pretesa assoluta. Nessuno aveva mai parlato di Dio cosรฌ: un Dio che non versa sangue, versa il suo sangue; un Dio che va a morire d'amore, che si fa piccolo come un pezzo di pane, si fa cibo per l'uomo. Finita la religione delle pratiche esterne, dei riti, degli obblighi, questa รจ la religione dell'essere una cosa sola con Dio: io in Lui, Lui in me. La svolta del racconto avviene attorno alle parole spiazzanti di Gesรน: volete andarvene anche voi? Il maestro non tenta di fermarli, di convincerli, non li prega: aspettate un momento, restate, vi spiego meglio. C'รจ tristezza nelle sue parole, ma anche fierezza e sfida, e soprattutto un appello alla libertร di ciascuno: siete liberi, andate o restate, ma scegliete! Sono chiamato anch'io a scegliere di nuovo, andare o restare. E mi viene in aiuto la stupenda risposta di Pietro: Signore da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna. Tu solo. Dio solo. Un inizio bellissimo. Non ho altro di meglio. Ed esclude un mondo intero. Tu solo. Nessun altro c'รจ cui affidare la vita. Tu solo hai parole: Dio ha parole, il cielo non รจ vuoto e muto, e la sua parola รจ creativa, rotola via la pietra del sepolcro, vince il gelo, apre strade e nuvole e incontri, apre carezze e incendi. Tu solo hai parole di vita. Parole che danno vita, la danno ad ogni parte di me. Danno vita al cuore, gli danno coraggio e orizzonti, ne sciolgono la durezza. Danno vita alla mente perchรฉ la mente vive di libertร e di veritร , e tu sei la veritร che rende liberi. Vita allo spirito, a questa parte divina deposta in noi, a questa porzione di cielo che ci compone. Parole che danno vita anche al corpo perchรฉ in Lui siamo, viviamo e respiriamo; e le sue parole muovono le mani e le fanno generose e pronte, seminano occhi nuovi, luminosi e accoglienti. Parole di vita eterna, che portano in dono l'eternitร a tutto ciรฒ che di piรน bello abbiamo nel cuore. Che fanno viva, finalmente, la vita.
(Letture: Giosuรจ 24,1-2.15-17.18; Salmo 33; Efesini 5,21-32; Giovanni 6,60-69)
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