La “guerra” ai robot-fattorini

di Fabio Carminati
I robot delle consegne conquistano i marciapiedi, tra rischi per i pedoni, vuoti normativi e timori per il lavoro dei rider
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July 26, 2026
La “guerra” ai robot-fattorini
Sfrecciano sui marciapiedi delle grandi città, mentre “presto ruberanno il lavoro” agli esseri umani. E le grandi città sperimentano l’assenza di norme.
Una volta i marciapiedi rappresentavano una sorta di laico “luogo sacro”, inviolabile da chiunque volesse fare male a chi vi si rifugiava. Oggi invece sono quasi più densi di insidie delle strade dalle quali si sollevano. Soprattutto in grandi città come Chicago, Londra o Montreal perché sono recentemente diventati spazi sempre più affollati da scatole di metallo con ruote gommate: i robot delle consegne porta a porta. Più formalmente noti come veicoli autonomi per le consegne urbane, hanno iniziato a comparire sui marciapiedi di diverse città degli Stati Uniti, oltre che nel Regno Unito, in Canada, in Giappone, Corea del Sud e Germania, trasportando generi alimentari e cibo da asporto, utilizzando telecamere, sensori e Gps per la navigazione.
Ma qualcuno, animato da un innato istinto di sopravvivenza e scevro da qualsiasi pulsione luddista, si è detto che bisognava fare qualcosa. John Roberts abita a Chicago e la prima volta che vide un robot per le consegne percorrere il marciapiede della sua strada ne rimase impressionato. "In realtà li ho trovati piuttosto interessanti, sembravano futuristici", ha raccontato ai media d’Oltreoceano. Qualche giorno dopo il suo atteggiamento è però iniziato a cambiare quando, a passeggio con moglie e bambini, si ritrovò a dover schivare un fattorino di latta lanciato sul suo obiettivo: la consegna. E poco dopo fondato un gruppo, cresciuto sui social e che ora ha raggiunto migliaia di iscritti e le dimensioni di una vera e propria campagna legale.
Secondo le aziende che li gestiscono, questi robot sono invece in grado di identificare ed evitare con precisione gli ostacoli sul loro percorso, attraversare le strade in sicurezza e reagire all'ambiente circostante. Sostengono anche che i robot offrono un servizio utile e contribuiscono a ridurre il traffico e le emissioni. Tuttavia, alcune autorità negli Stati Uniti e in Canada non sono altrettanto entusiaste. Sono stati imposti divieti e cittadini hanno organizzato proteste. San Francisco ha limitato l'accesso dei veicoli alle zone meno trafficate della città, e Toronto dal 2021 ha vietato ai robot di utilizzare i marciapiedi.
E, per ora, a Chicago le macchine sono state bandite da due piccole zone della città. Il movimento di Roberts chiede invece che i robot vengano sospesi in tutta Chicago fino a quando non saranno effettuati i test di sicurezza e non saranno stabilite regole chiare sul loro utilizzo. "Ci sono state segnalazioni di collisioni e feriti – insiste -. Ne ho visto uno qualche giorno fa in cui una persona è stata colpita da una delle bandiere di sicurezza di uno dei robot, il che è un po' ironico". "Abbiamo ricevuto segnalazioni di alcuni – aggiunge - che causano problemi al traffico, bloccando i veicoli di emergenza".
Anche dall’altra parte dell’Atlantico, nel Regno Unito dove i robot per le consegne sono in fase di sperimentazione in diverse città, alcuni residenti hanno preso in mano la situazione. A Sheffield sono stati segnalati addirittura casi di vandalismo ai danni di veicoli di Uber Eats. Il fornitore di queste macchine, Starship Technologies, afferma che sono perfettamente sicure, anzi che è necessario invece cambiare la percezione comune. "Sappiamo che per molte persone condividere un marciapiede con un robot è un'esperienza nuova", afferma Danny Pass, direttore delle operazioni europee dell'azienda, “ma possiamo assicurare che sono amichevoli, educati e programmati per essere prudenti. Si sono integrati nella vita quotidiana di moltissime comunità da quando abbiamo iniziato nel Regno Unito nel 2018".
Fin qui le preoccupazioni per la sicurezza dei pedoni, ma qualcuno ha già alzato lo sguardo anche al futuro prossimo venturo dell’occupazione. L'Independent Workers Union of Great Britain, i cui iscritti sono anche autisti di consegne, è preoccupato per l'impatto sull'occupazione. "Crediamo che se questa pratica diventasse una realtà che funziona, dovremmo sicuramente valutare interventi fino al divieto di queste attività, perché l'impatto umano sarebbe enorme", afferma il presidente del sindacato Alex Marshall. "Questo significherebbe che intere comunità di Londra, dove molte persone sono lavoratrici precarie, soffrirebbero terribilmente ".
Inoltre, i segnali di una crescita rapida ci sono tutti: un rapporto pubblicato dalla società di ricerca Transforma Insight ha infatti concluso che entro il 2034 saranno operativi 2,1 milioni di robot in tutto il mondo. E attualmente, a livello mondiale esiste un insieme “eterogeneo di normative” per regolare le loro azioni. Una formula elegante per indicare il caos.

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