Corpo fastidioso
Il corpo come fastidio, ferita, carcere: eppure proprio lì Cristo si è fatto vicino.
“Ma possibile che nessuno ti abbia detto, come me, che il corpo non è altro che un fastidio?” io credevo fosse solo una battuta per deviare dalla mia domanda, “no”, le dico, “nessuno, ma forse in tanti lo pensano, comunque nessuno ha avuto il coraggio di confessarmelo come hai fatto tu”. Lei mi dice che la mia domanda l’ha davvero messa in crisi, e che no, non è una battuta, per lei il corpo non è altro che un fastidio. Non mi spiega esattamente perché, come se dovessi arrivarci da solo. Ma non ci arrivo. Fastidioso è tutto ciò che impedisce la felicità, il disturbo che incrina la perfezione.
No, non voglio arrivarci, sentire il corpo fastidioso significa ridurre la vita ad ostacolo da rimuovere. Mi sembra troppo doloroso. Terribile. Sentire fastidioso il proprio corpo significa non sentirsi all’altezza di occupare quel poco spazio d’universo che ci è stato consegnato alla nostra nascita. Significa sentirsi soffocati dal peso della nostra carne. Significa sperare di morire. Significa non aver trovato nessun amore credibile, nessuno sguardo amoroso in grado di farci sentire amati. Penso a Cristo che si è fatto uomo, che si è fatto fastidio. Provo vergogna per le volte che ho narrato la bellezza della vita senza rendermi conto che qualcuno, nel corpo, vedeva solo un carcere.
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