Ma qual รจ la vera letizia?
Le contrarietร non sono solo umiliazione ma prova della qualitร del cuore, una decostruzione dellโidentitร che riporta alla fragilitร del pellegrino e alla vera letizia.

โMa qual รจ la vera letizia? Ecco io torno da Perugia e a notte fonda arrivo qui, ed รจ tempo dโinverno fangoso e cosรฌ freddo che allโestremitร della tonaca si formano ghiacciuoli dโacqua fredda congelata, che mi percuotono completamente le gambe, e da quelle ferite esce il sangueโฆโ rileggo con pazienza e attenzione, per lโennesima volta, il celebre brano delle Fonti Francescane, quello in cui Francesco non viene accolto dai suoi, quello in cui la chiusura della porta spalanca il celebre approdo alla โperfetta letiziaโ. Conosco la delicata e complessa fase che Francesco stava vivendo con i suoi frati, comprendo che รจ pericoloso astrarre questo testo dal contesto ma credo abbia una forza universale e una carica spirituale a cui sia impossibile e ingiusto resistere.
Noi non siamo Francesco e infatti il rischio immediato che corro รจ di sentirmi in colpa per non essere come lui, stamattina pregavo chiedendo perdono perchรฉ non sono riuscito a fare mie le parole del santo: โse avrรฒ avuto pazienza e non mi sarรฒ inquietato, in questo รจ vera letizia e vera virtรน e la salvezza dellโanimaโ. Per fortuna le sagge parole del mio padre spiritale mi aiutano โspesso le contrarietร materiali mettono alla prova ancor piรน di quelle spiritualiโ, lo ringrazio, cosรฌ trovo ancora il coraggio di riaccostarmi alla perfetta letizia francescana, ma lo faccio con timore, con il mio riconoscermi โsemplice e illetteratoโ, non ho teorie ho solo la mia vita, Francesco non me ne vorrร , comprendo quello che posso. Riapro un libretto a me caro di Pietro Maranesi โLa fragilitร in Francesco dโAssisiโ e lรฌ ritrovo frasi che avevo sottolineato anni fa e che trasformo in preghiera, spero possano dโessere dโaiuto anche a voi, soprattutto per chi sta vivendo come davanti a una porta chiusa. โ(ร un) Francesco dominato da una doppia fragilitร : quella di essere pellegrino, che poi diventa anche forestieroโ. Ecco cosa dimentico Signore, ecco dove rischio di creare una crepa tra ciรฒ che scrivo e ciรฒ che vivo, non accetto dโessere forestiero, cioรจ non riconosciuto.
Continuo a crearmi spazi di sicurezza in cui la mia identitร possa mettere radici ed essere accolta e magari anche apprezzata. Scusami, dovrei invece abbracciare e ringraziare chi mi ricorda il mio essere in Esodo, dovrei ringraziare chi mi strappa le radici, chi mi rimanda alla realtร di uomo in pellegrinaggio. Sempre Maranesi riferendosi al dialogo tra Francesco e il frate che non gli aprรฌ la porta del convento (atto che lo avrebbe sollevato dalla condizione di pellegrino) โciรฒ che lo stava aspettando avrebbe aggiunto alla sofferenza del corpo il travaglio dellโanima, chiedendo al Santo di verificare quale fosse la qualitร del suo cuore (โฆ) il dialogo tra i due รจ costruito su un processo decostruttivo dellโidentitร di colui che aveva bussato alla portaโ, questo passaggio mi toglie il fiato, mi fa salire le lacrime agli occhi. Ancora una volta questo brano mi ricorda che le fatiche della vita servono a verificare la qualitร del cuore, che le incomprensioni sono benedette se aiutano a decostruire lโillusione di perfezione che imprigiona.
โIl Santo era obbligato a sperimentare nuovamente la sua fragilitร per verificare definitivamente quali fossero le logiche che guidavano il suo cuore e, dunque, quale fosse la sua vera e piรน profonda identitร โ. Francesco ritroverร la sua profonda identitร , ancora una volta, immergendosi tra i lebbrosi e incamminandosi verso La Verna, luogo del Crocifisso, luogo delle stimmate.
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