Manovra, si lavora a sconti Irpef ai giovani e pensione a 64 anni
Il ministro Giorgetti chiarisce che la clausola Ue per l’energia non farà venire meno il risanamento dei conti. Le proposte di Durigon. Nucleare, delega al Senato

Dalla clausola Ue per le spese energetiche potrebbero arrivare dei ritocchi alla Manovra 2027. Legge in vista della quale si continua a lavorare alla flat tax per i giovani assunti dalle aziende e alla proposta di pensione anticipata a 64 anni. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, si affretta intanto a chiarire che si guarderà a ogni euro speso: «Le spese per la sicurezza energetica si collocheranno nel percorso di risanamento dei conti, senza alterarlo, e saranno un pilastro della sicurezza nazionale».
«Il governo - ricorda il titolare del Mef - ha presentato la richiesta di attivazione della clausola di flessibilità alla Commissione Europea. Si tratta di un varco nella governance economica europea che l'Italia ha aperto spendendo la propria credibilità. Si tratterà di investimenti, ma comunque di spesa aggiuntiva e per questo guarderemo con attenzione a ogni euro speso». Il ministro specifica che gli interventi «spazieranno in vari ambiti: famiglia, imprese, settore pubblico, mobilità, produzione, accumuli e trasmissione. Dovranno mirare a garantire la nostra sovranità non solo energetica, ma anche tecnologica e ridurre la dipendenza estera». E sull’energia il ministro dell'Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, ha annunciato per domani l'arrivo in aula al Senato della legge delega del governo, per l'approvazione definitiva.
Quanto alle misure a sostegno delle imprese che assumono e all’uscita anticipata dal lavoro, Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro, si conferma tra i maggiori sostenitori. «Il problema principale è il salario dei giovani - sottolinea l’esponente leghista - per questo abbiamo fatto questa proposta di legge in Parlamento, a prima firma di Luca Toccalini, che prevede il 5% di Irpef per i nuovi contratti a tempo indeterminato per gli “under 30” per cinque anni, in modo che l'impresa può fidelizzare il giovane che entra, può formarlo e può quindi costruire con lui un percorso. Il problema vero nei giovani è l'ingresso al lavoro e l'attrazione ad andare all'estero. Dopo i cinque anni sarà compito anche del datore di lavoro di aumentare il livello e quindi anche la sua retribuzione». Inoltre, per Durigon la proposta di pensione anticipata a 64 anni «è una possibilità che si dà a dei lavoratori, anche per un efficientamento aziendale con dei giovani che possono entrare. Le previsioni di spesa quando si tratta di scelta non sono così certe. Potrebbe costare 1,5 miliardi e si può rivolgere a circa 80mila persone l’anno».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Seguici anche su Google Discover di Avvenire 





