Il prezzo del gasolio non cala abbastanza, malgrado il decreto. Indagherà la Finanza
di Giuseppe Muolo e Redazione romana
Diventa un caso lo sconto che c’è (per legge), ma non si vede. In 684 distributori segnalati persino costi più alti rispetto a lunedì. E il governo pensa a nuovi interventi. In Campania, Molise e Basilicata segnalati prezzi in salita. Schlein (Pd): «È una presa in giro». Esposto del Codacons alla magistrura e all'Antitrust

A tre giorni dal mini-taglio delle accise sul gasolio varato dal governo Meloni, il prezzo medio del diesel scende ancora troppo poco. E soprattutto troppo lentamente. Secondo i dati del ministero delle Imprese e del Made in Italy, pubblicati stamani, per il gasolio il prezzo medio alle stazioni self-service sulla rete ordinaria è passato da 2,180 a 1,989 al litro, appena 19 centesimi in meno, mentre in autostrada cala ancora più lentamente a 2,165 euro, in pratica 4 millesimi di meno rispetto a qualche giorno fa. In sostanza a chi fa il pieno oggi arriva poco meno del 60% dello sconto finanziato con soldi pubblici. La differenza vale circa 3 euro su un pieno da 50 litri. A denunciare tagli ancora più contenuti stamattina è stato di nuovo il Codacons per cui per il terzo giorno consecutivo il taglio delle accise da 17 centesimi disposto dal governo non è stato interamente trasferito sul prezzo finale del gasolio alla pompa. In base ai dati regionali pubblicati dal Mimit, secondo l'associazione che ha agià fatto un esposto presentato sia alla magistratura che all'Antitrust èper truffa aggravata ai danni degli automobilisti, il prezzo medio del gasolio è sceso oggi di soli 11,8 centesimi sulla rete ordinaria rispetto ai prezzi praticati il 27 luglio, prima dell'applicazione dello sconto fiscale. «Va ancora peggio in autostrada, dove il gasolio si è ridotto di appena 9 centesimi di euro al litro in 3 giorni», analizza il Codacons.
Per questo calo quasi inestente dei prezzi ieri anche il ministero guidato da Adolfo Urso ha attivato il Garante per la sorveglianza dei prezzi (il cosiddetto “Mister prezzi”), che ha passato al setaccio i tabelloni di oltre 20mila distriburoti italiani e ha trasmesso alla Guardia di Finanza l'elenco degli impianti che non hanno ancora adeguato i prezzi alla pompa al taglio delle accise disposto dal Governo. Indicate anche le anomalie più significative: 684 impianti (il 3,4% del totale) hanno un prezzo più alto rispetto a lunedì, mentre altri 2.484 (il 12,4%) sono rimasti fermi, senza alcuna variazione. «Gli esiti degli accertamenti della Guardia di finanza saranno trasmessi dal Garante all’autorità giudiziaria», ha aggiunto la nota del ministero.
La Campania è la regione che ha registrato il pieno di gasolio più caro. «I prezzi sono diminuiti di appena 6,6 cent al litro rispetto al valore del 27 luglio, con un risparmio di appena 3,30 euro a rifornimento, 5,24 euro in meno rispetto a quanto era giusto attendersi se i prezzi fossero scesi correttamente», ha sottolineato l’Unione nazionale consumatori. Escludendo le autostrade, «la medaglia d’argento va alla Basilicata, dove il gap è di 3,89 euro». Sul gradino più basso del podio il Molise, «dove gli automobilisti pagano 3,79 euro in più del dovuto per rifornirsi». Da qui la decisione del Codacons di depositare alla Procura di Roma e all'Antitrust l'annunciato esposto per la mancata applicazione del taglio delle accise sui prezzi alla pompa del gasolio. L’associazione chiede di aprire una indagine alla luce della possibile fattispecie di truffa aggravata e di reati speculativi a danno dei consumatori.
Non sono mancate le reazioni delle opposizioni. Per la segretaria del Pd, Elly Schlein, che chiede di intervenire con «risorse più massicce», il decreto carburante «è una presa in giro, perché sono 17 centesimi di sconto soltanto sul gasolio e sulla benzina niente». Secondo la leader dem, «è un biglietto di sola andata, perché dura soltanto fino al 6 agosto, quindi quegli italiani che per lavoro o per un po' di meritato riposo stanno partendo, poi al ritorno dovranno pagare tutto di tasca propria perché evidentemente questo Governo è in grado di trovare 13 miliardi da buttare sul ponte sullo Stretto di Messina, ma non di dare risposta a un’emergenza vera come quella del gasolio». Le ha fatto eco la sua collega di partito, la deputata Debora Serracchiani, accendendo i riflettori sulle imprese e i lavoratori dell’autotrasporto, che «non hanno ancora visto un centesimo degli aiuti promessi». Poi ha espresso perplessità anche sulla reale entità del sostegno al settore: «Ci sono poche certezze - ha sottolineato - perché è improbabile bastino i 322 milioni stanziati dal fondo per l'autotrasporto. Certo è, invece, che dall'esplosione della crisi ad oggi al settore è stata somministrata una nutrita serie di interlocuzioni, proposte e provvedimenti che, se tutto andrà bene, permetteranno di accedere alle compensazioni solo a dicembre». Dalla maggioranza si è alzata invece la voce di Alberto Luigi Gusmeroli, presidente della commissione Attività produttive della Camera e responsabile Fisco della Lega, il quale ha parlato di nuovi interventi . «Il 4 agosto - ha detto -, quando avrà luogo un nuovo Cdm, si avranno i dati sui maggiori introiti di luglio, sia per le accise sia per l’Iva, e con quelli il governo potrà, se necessario, intervenire con misure potenziate».
Giuseppe Muolo
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