Trump: «L'intesa è finita». È di nuovo guerra tra Iran e Usa
di Giulio Isola
Il presidente Usa avrebbe ordinato il piano di attacco dal vertice Nato ad Ankara. La risposta non si è fatta attendere

Dal vertice Nato di Ankara arriva la doccia fredda sull'intesa tra Iran e Stati Uniti per la cessazione della guerra. È il presidente Trump a dichiarare "finita" l'intesa, bollando l'Iran come «malato e bugiardo». Trump ha ricordato la repressione interna in Iran, con le migliaia di persone uccise, "e poi ci stupiamo di quello che fanno in politica estera. Sono persone pessime. Non voglio sprecare il mio tempo, se i negoziatori vogliono continuare a parlare... ma a me loro non piacciono», ha aggiunto.
È stata una notte di attacchi incrociati da Usa e Iran: gli Usa hanno lanciato nuovi raid contro l'Iran in risposta agli attacchi iraniani di ieri contro tre navi mercantili. Le forze di Teheran hanno risposto colpendo decine di installazioni militari statunitensi in Kuwait e Bahrein. Un funzionario Usa ha dichiarato che gli attacchi hanno preso di mira i sistemi di difesa aerea iraniani, le infrastrutture portuali, i sistemi di sorveglianza costiera, i missili terra-aria, nonché le postazioni di lancio per missili da crociera antinave e droni. Si tratta dei primi attacchi militari statunitensi contro l'Iran dalla fine del mese scorso. Secondo Washington, gli attacchi sono una risposta ai raid iraniani del giorno precedente contro tre navi mercantili che stavano transitando nello stretto di Hormuz. "L'aggressione dimostrata dall'Iran è stata ingiustificata, pericolosa e una chiara violazione del cessate il fuoco", si legge in una dichiarazione del comando Usa.
Il presidente Donald Trump ha approvato il piano di attacco contro l'Iran e ne ha ordinato l'esecuzione mentre si trovava in Turchia per il vertice della Nato. Ha tenuto una riunione con il segretario alla Difesa Pete Hegseth, quello di Stato Marco Rubio, quello al Tesoro Scott Bessent e il capo degli stati maggiori congiunti il generale Dan Caine. Secondo un funzionario "non è ancora chiaro per quanto tempo proseguiranno gli attacchi. Riceveremo una valutazione sui risultati dei raid e prenderemo decisioni in seguito".
All’arrivo ad Ankara, il segretario Onu Mark Rutte ha definito i bombardamenti Usa "assolutamente necessari”. Non solo. “L'Iran sta violando la tregua con l'attacco alle navi, gli Usa dovevano reagire con forza", ha notato. Rutte ha poi dichiarato di aspettarsi che gli alleati oggi ribadiranno che “Teheran non potrà mai avere le armi atomiche e che lo stretto di Hormuz deve essere riaperto”.
La risposta di Teheran non si è fatta attendere: le forze iraniane hanno preso di mira decine di installazioni militari statunitensi in Bahrein e Kuwait. Un'operazione congiunta con missili e droni che ha colpito 85 installazioni militari statunitensi chiave nei due paesi, e abbattuto un drone MQ-9, ha fatto sapere il governo iraniano. Il ministero degli Esteri di Teheran ha accusato gli Stati Uniti di "azioni sleali" e "gravi violazioni" del memorandum d'intesa. "L'era del bullismo e dell'estorsione è finita", ha aggiunto il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Qalibaf su X. I media iraniani hanno riportato che sei missili hanno colpito l'area del molo di Taheroui a Sirik, nel sud dell'Iran. Non sono state segnalate vittime civili, ma diverse persone sono rimaste ferite.
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