Critpovalute, camere di tortura, sicari: cosa c'è dietro l'uccisione a Kiev dell'attentatrice di Monaco
di Nello Scavo
Anastasia Berezovska, ricercata per l’esplosione contro l’imprenditore Ermolaev, è stata trovata morta. Emersi pagamenti in cripto valute. Kiev si smarca, ma restano molti dubbi

Esplosivo, conti in criptovalute, una camera delle torture e il sicario donna uccisa a bruciapelo. Anastasia Berezovska, sospettata dalle autorità di Monaco di aver compiuto l’attentato contro l’imprenditore Vadim Ermolaev, è stata trovata morta a Kiev. E il suo cadavere conduce sulla porta di casa di alcuni funzionari dei servizi segreti ucraini. Un ufficiale in servizio nell’intelligence militare ucraina avrebbe confessato l’uccisione di Berezovska, ritenuta responsabile dell’agguato dinamitardo contro l’imprenditore Ermolaev, ferito gravemente il 29 giugno insieme alla moglie e al figlio tredicenne.
L’ufficio del procuratore generale ucraino e il Servizio di sicurezza interno (Sbu), in una dichiarazione congiunta, hanno spiegato che Berezovska, residente in Germania, era rientrata in Ucraina il 1° luglio. Dopo il suo arrivo, gli investigatori hanno ricostruito contatti e spostamenti, individuando un ex agente delle forze dell’ordine e un ufficiale dell’Hur, l’intelligence militare di Kiev. I due uomini sono stati fermati con l’accusa di omicidio in concorso. Entrambi, secondo procura e Sbu, avevano effettuato ripetuti trasferimenti di denaro verso Berezovska, attraverso conti bancari e portafogli in criptovalute. Per questo erano stati inizialmente esaminati come possibili soggetti collegati al tentato omicidio di Monaco. Nel corso di atti investigativi urgenti, l’ufficiale dell’Hur avrebbe poi ammesso di aver ucciso la donna insieme all’altro indagato. Il militare avrebbe sostenuto di non aver informato i propri superiori né dei contatti con Berezovska né dei trasferimenti di denaro, affermando di aver agito di propria iniziativa. Restano però da chiarire l’origine dei fondi, il movente dell’omicidio e l’eventuale legame operativo fra i due fermati e l’attentato.
Il corpo di Berezovska è stato trovato con ferite d’arma da fuoco alla testa e bossoli nelle vicinanze. Nell’abitazione dell’ex agente gli investigatori hanno scoperto anche un seminterrato che, secondo la descrizione ufficiale, sembrava essere stato adibito a camera di tortura. L’inchiesta è condotta dalla polizia nazionale ucraina con il supporto operativo del controspionaggio dello Sbu. Le autorità ucraine hanno dichiarato di aver condiviso con Monaco le informazioni raccolte e respingono il sospetto di essere coinvolte nell’operazione contro il miliardario. Ermolaev è tra gli uomini d’affari più influenti di Dnipro. Nel 2017 ha rinunciato alla cittadinanza ucraina ed è oggi cittadino cipriota. Secondo Ukrainska Pravda, vive a Monaco dall’inizio dell’invasione russa su larga scala. Nel 2023 Zelensky lo ha inserito nella lista delle persone sanzionate, parlando di misure contro «coloro che aiutano l’aggressione russa». Ermolaev ha sempre negato qualsiasi collaborazione con Mosca. Il suo nome era stato collegato anche ad attività nel settore delle bevande alcoliche in Crimea, che secondo le accuse avrebbe continuato a controllare attraverso prestanome dopo l’annessione illegale del 2014.
Nelle stesse ore, sul fronte militare, Kiev ha rivendicato un attacco con droni contro otto petroliere della cosiddetta “flotta fantasma” russa nel Mar d’Azov, dirette verso la Crimea occupata. Reuters riferisce di non aver potuto verificare in modo indipendente i filmati diffusi dai militari ucraini.
Ma per i media ucraini la notizia del giorno resta la morte della principale sospettata nell’attentato di Montecarlo e il coinvolgimento di un ufficiale dell’Hur. Kiev insiste sulla tesi dell’iniziativa individuale e non di un’operazione ordinata dai vertici dei servizi. Sempre aperti, però, gli interrogativi sul movente dell’attentato, il ruolo dei due arrestati e l’identità di eventuali mandanti esterni.
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