Russia e Ucraina, notte di bombardamenti incrociati: 11 morti a Kiev
di Redazione
Mosca rivendica raid contro obiettivi militari e infrastrutture energetiche. Kiev colpisce porti, raffinerie e basi in territorio russo

È proseguita nella notte l'escalation degli attacchi reciproci tra Russia e Ucraina, con uno dei più massicci scambi di missili e droni degli ultimi mesi. Secondo l'Aeronautica militare ucraina, la Russia ha lanciato contro il Paese 68 missili e 351 droni. Le difese aeree di Kiev affermano di averne intercettati o neutralizzati 37 e 326 rispettivamente. A Kiev il bilancio delle vittime è salito ad almeno 11 morti e 46 feriti, tra cui tre bambini. Lo ha reso noto il sindaco Vitali Klitschko, precisando che 27 persone sono ricoverate in ospedale e che uno dei feriti è deceduto questa mattina. Le operazioni di soccorso sono ancora in corso e il bilancio potrebbe aggravarsi.
Secondo le autorità ucraine, i danni più gravi si sono registrati nei distretti di Darnytskyi e Podilskyi, dove sono stati colpiti edifici residenziali. Nel quartiere di Podilskyi sono stati distrutti gli appartamenti dal quinto al nono piano di un edificio, mentre a Darnytskyi un incendio ha devastato diversi appartamenti tra il secondo e il quinto piano di un palazzo di 25 piani; altri appartamenti sono stati danneggiati dalle fiamme in un grattacielo di 30 piani. La Procura generale ucraina ha aperto un'indagine preliminare per un presunto crimine di guerra. Mosca, dal canto suo, sostiene di aver condotto il bombardamento in risposta agli «attacchi terroristici» ucraini contro infrastrutture civili russe. Il ministero della Difesa ha affermato di aver impiegato missili di precisione a lungo raggio lanciati da terra, mare e aria, oltre a droni d'attacco, contro imprese dell'industria della difesa, depositi di carburante e impianti energetici a Kiev e nella regione circostante. Tra gli obiettivi indicati figurano anche aeroporti militari nelle regioni di Dnipropetrovsk, Poltava, Cherkasy, Chernihiv e Kiev.
Parallelamente, l'Ucraina ha condotto una vasta offensiva con droni contro il territorio russo. Il ministero della Difesa di Mosca afferma di averne abbattuti complessivamente 519 durante la notte, mentre le autorità della regione di Leningrado parlano di 56 velivoli intercettati. Secondo le autorità russe, gli attacchi hanno interessato numerose aree del Paese, comprese le regioni di Mosca e San Pietroburgo. Detriti di droni sono caduti nelle aree portuali baltiche di Ust-Luga e Vysotsk. Ust-Luga è uno dei principali terminal petroliferi della Russia e rappresenta uno dei maggiori punti di esportazione di greggio e prodotti raffinati del Paese. Insieme ai porti di Primorsk e Novorossijsk, a giugno ha movimentato quasi 3 milioni di barili di petrolio al giorno.
In Crimea, le autorità filorusse hanno riferito che un attacco di droni ha provocato un blackout temporaneo a Sebastopoli, sede della Flotta russa del Mar Nero, mentre il governatore filorusso Sergey Aksyonov ha annunciato la morte di una donna nella città di Kerch. Successivamente è stato comunicato il ripristino della fornitura di energia elettrica. Altri raid sono stati segnalati nella regione di Kaluga, dove un sito industriale è stato colpito provocando un incendio, e nella regione di Yaroslavl, circa 250 chilometri a nord-est di Mosca, dove droni ucraini hanno preso di mira una raffineria di petrolio. Il governatore ha riferito che due persone sono rimaste ferite dalle schegge e che durante la notte sono stati abbattuti circa 70 droni. La raffineria era già stata colpita il 28 giugno. Kiev considera gli impianti energetici russi obiettivi militari legittimi, sostenendo che riforniscono e finanziano lo sforzo bellico del Cremlino.
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