Il "sogno americano" tradito da un futuro che ora fa più paura

di Elena Molinari, New York
Le famiglie sono allo stremo. Mentre una ristrettissima élite accumula ricchezze senza precedenti, milioni di genitori faticano ad arrivare alla fine del mese. E sette su dieci ritengono che crescere figli sia “proibitivo”
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July 5, 2026
Il "sogno americano" tradito da un futuro che ora fa più paura
Il 4 luglio 1776 la Dichiarazione d’indipendenza consegnava agli americani la promessa della «ricerca della felicità»: il diritto, per ogni generazione, di vivere un po’ meglio della precedente. Nel giorno in cui il Paese celebra 250 anni quel sogno appare fuori portata per la maggior parte degli americani: quelli che hanno figli. La famiglia americana, dove si concentrano le contraddizioni dell’economia, è allo stremo. Mentre Wall Street macina record e una ristrettissima élite accumula ricchezze senza precedenti, milioni di genitori della classe media e lavoratrice faticano non solo ad arrivare alla fine del mese, ma a immaginare il futuro: comprare una casa, far studiare i figli o mettere da parte qualcosa per affrontare la pensione.
È un sentimento che attraversa gli Stati Uniti a quattro mesi dal voto di midterm, ed entra sempre più nella campagna elettorale. Per molti economisti il malessere nasce anche da trasformazioni culturali che hanno reso avere un bambino una scelta puramente privata, nei confronti della quale la società non ha alcun obbligo, ma è stato aggravato da una sequenza quasi ininterrotta di shock: la pandemia, l’inflazione più alta degli ultimi quarant’anni, i dazi e la guerra con l’Iran. Solo l’aumento dei prezzi dell’energia legato al conflitto ha cancellato un anno e mezzo di crescita dei salari reali, mentre la quota di reddito nazionale destinata ai lavoratori prosegue una discesa avviatasi a inizio secolo.
Ma è soprattutto sui figli che la famiglia si incrina. Crescere bambini in America è diventato, per chi lo studia, una “follia” logistica ed economica: nel 2024 il Surgeon General, la massima autorità sanitaria federale, ha dichiarato lo stress dei genitori una crisi di salute pubblica. Sette americani su dieci ritengono che crescere figli sia proibitivo, venti punti in più rispetto a dieci anni fa. Il costo degli asili è più che triplicato dal 1990, molto più rapidamente degli stipendi. Quasi la metà dei genitori si sente sopraffatta dallo stress, e tre su quattro non riescono a passare abbastanza tempo con i propri bambini.
Nella maggior parte delle famiglie lavorano sia madre che padre per reggere il costo crescente di casa, cure mediche e servizi per l’infanzia e ne risulta una corsa continua contro il tempo, in cui la cura dei più piccoli è per forza affidata a risorse private. È proprio questo uno dei temi emergenti nel dibattito politico. Stati come il New Mexico hanno introdotto programmi di assistenza all’infanzia, mentre i sindaci di New York e San Francisco ampliano i sussidi per rendere gli asili gratuiti o quasi. Anche tra i repubblicani si nota qualche apertura: la riforma fiscale dello scorso anno ha esteso i crediti d’imposta a quattro milioni di nuclei e alcuni ambienti conservatori chiedono incentivi per chi ha più figli, preoccupati dal calo della natalità. A pesare sul voto c’è anche il lavoro: benché gli economisti siano divisi sull’impatto dell’intelligenza artificiale, molti temono la scomparsa di intere professioni, mentre i grandi data center suscitano proteste per il consumo di energia, acqua e territorio.
La sensazione diffusa nelle case americane è sempre più quella di un’economia che offre opportunità enormi a pochi e precarietà a tutti gli altri: il rovescio esatto del sogno di mobilità su cui il Paese si è costruito. La quotazione in Borsa di SpaceX ha fatto di Elon Musk il primo “trilionario” della storia, alimentando, nota l’economista di Harvard Stefanie Stantcheva, la sensazione di «restare indietro, con un grande senso di iniquità e ingiustizia». Gli effetti politici cominciano a farsi sentire: per la prima volta da quando Donald Trump domina la scena americana, i lavoratori bianchi senza laurea — il cuore della sua base — mostrano un netto calo di fiducia sulla sua gestione dell’economia.
Per i repubblicani è un segnale d’allarme. «La classe lavoratrice potrebbe scegliere di non votare», ammette il sondaggista John McLaughlin, vicino a Trump. I democratici sperano di recuperare terreno sulle difficoltà delle famiglie, ma faticano a riconquistare l’elettorato operaio. Ma a quanto pare nel frattempo l’ansia delle famiglie Usa si è estesa. Un sondaggio del Wall Street Journal mostra che anche tra gli americani della classe medio-alta oltre il 40% ritiene di non avere risparmi sufficienti per una pensione serena e l’86% pensa che i propri figli avranno un tenore di vita inferiore al loro. La promessa di base del sogno americano, che ogni generazione superi la precedente, si è incrinata lungo quasi tutta la scala sociale.

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